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L'arte di truccarsi di nascosto in profumeria: «Cosμ siamo pronte per uscire»
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L'arte di truccarsi di nascosto in profumeria: «Cosμ siamo pronte per uscire»

di  Mercoledì 29 ottobre 2014 4 min Letto 9.393 volte
BARI -  «Truccarsi di nascosto nelle profumerie è un’arte e, come tutte le arti, ha i suoi segreti». Sono le parole di Laura, 18enne barese che sin dai primi anni del liceo è solita dedicarsi al make-up nelle profumerie e nei centri commerciali. Si tratta di una “moda” molto diffusa: basta farsi un giro nel centro di Bari, per scorgere nelle grandi profumerie interi gruppi di ragazze che più o meno di nascosto utilizzano i “tester” dei negozi per rifarsi completamente il trucco.

Parliamo chiaramente di profumerie con i prodotti in esposizione, per le quali non è necessaria l'assistenza delle commesse, che mettono a disposizione dei clienti dei trucchi per saggiarne la qualità, per provarli in vista di un possibile acquisto. Solo che molte ragazze utilizzano i vari fondotinta, rossetti e mascara come “cosmetici personali”, utili per essere al “top” prima di uscire con amici e fidanzati.  (Vedi foto galleria)

Ma perché non truccarsi a casa? «Esco di casa alle 8 del mattino per andare a lavorare, pranzo fuori e la sera esco con gli amici senza mai riuscire a tornare – dice la 24enne Marzia -.  Devo necessariamente aggiustarmi da qualche parte prima di presentarmi a una serata in compagnia».

Quindi la profumeria in questo caso serve come “ancora di salvezza” in caso di assenza prolungata dal proprio “beauty case”. Ma c’è chi dà altre motivazioni al “furto” di cosmetici, ancora più “profonde”. «Quando si è ragazzine lo si fa soprattutto per truccarsi di nascosto ai propri genitori - dichiara la 21enne Mariangela –. Quale adolescente non ha mai dovuto affrontare le occhiatacce del padre per un filo di matita nera agli occhi? Così si esce di casa acqua e sapone e ci si infila nella prima profumeria disponibile per procacciarsi un make-up completo senza che nessun familiare se ne accorga».

D’altronde la profumeria presenta anche il vantaggio della vasta scelta. «Quando vado in un negozio specializzato ho tutto a portata di mano – dice ancora Mariangela –. Se mi sono vestita interamente di blu non devo cercare tra i miei trucchi per trovare i colori giusti. Vado nella zona dei blu e trovo tutti i cosmetici coordinati in ordine, pronti per essere usati».

Trucchi che spesso sono anche di qualità superiore a quelli personali. «Prendiamo ad esempio i trucchi di una grande marca - afferma Laura – valgono troppo per una ragazza molto giovane che probabilmente non lavora. Un solo rossetto può costare dai 20 euro in su. Per questo è molto più facile truccarsi direttamente in negozio, senza chiaramente acquistare il prodotto».

Ma come si fa a non farsi scoprire dalle commesse? «Esistono diversi escamotage  – risponde Laura -. Il primo consiste nel mostrarsi interessate a un prodotto. Si chiedono informazioni alle commesse, ci si mostra disponibili all’acquisto e poi, non appena l’addetta si volta, ci si trucca velocemente e poi si esce». Esistono però strategie anche più complesse. «Si può lavorare in gruppo – afferma la 18enne -. Una ragazza distrae la commessa mentre l’altra si trucca e poi si fa il cambio».

Possibile che nessuno si accorga di nulla? «Soprattutto nel fine settimana, quando non c'è scuola il giorno dopo, maree di ragazzine si riversano per le strade del centro e quindi anche in profumeria - racconta il sorvegliante di una di questi negozi -. Ma a quel punto noi possiamo fare ben poco. Una volta dentro, anche se le giovani hanno come unico obiettivo quello di truccarsi completamente senza acquistare nulla, diventano a tutti gli effetti potenziali clienti. Non possiamo certo mandarle via».

«L’unico modo che abbiamo per arginarle – continua l’uomo – è quello di “creare pressione”, chiedendo loro se hanno bisogno di qualcosa. Sembra paradossale, ma in questi casi l'assistenza funge da deterrente».

Alcune commesse, però, sono molto più accondiscendenti. «In alcuni casi sono loro stesse che ti fanno provare il prodotto, truccandoti – spiega Mariangela –. D'altronde si divertono anche e poi i tester sarebbero in ogni caso da buttare, alla fine. Non è un male che qualcuno li utilizzi».

L’arte del truccarsi abusivamente ha però le sue controindicazioni, prima fra tutte l’igiene. Pulire un rossetto su un fazzolettino per poi stenderlo direttamente sulle labbra non argina di certo la diffusione dei batteri, per non parlare di mascara e ombretti che entrano a contatto con una parte delicatissima del corpo: gli occhi. In fondo basterebbe portarsi in borsa una piccola trousse di trucchi personale per risolvere il problema. «Certo, ma che gusto ci sarebbe? – ammette Laura – . Al di là di tutti i motivi possibili e immaginabili, noi lo facciamo soprattutto perché è divertente e soprattutto, proibito».
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