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Due fratelli baresi friggono i panzerotti a Milano: «Come quelli di Di Cosimo»
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Due fratelli baresi friggono i panzerotti a Milano: «Come quelli di Di Cosimo»

di  Martedì 30 settembre 2014 3 min Letto 35.888 volte
MILANO - «Quanto è grande un panzerotto maxi? Quanto quello di Di Cosimo». No, non siamo a Bari in un normale panificio o rosticceria cittadino, ma a 900 chilometri di distanza dal capoluogo pugliese. A Milano, nelle vicinanze di corso Buenos Aires, una delle strade dello shopping del capoluogo lombardo, tra mille negozi e locali è possibile trovare infatti un’isola di baresità. Del genere più gustoso.

Da poco meno di un anno e mezzo in via Spontini, è aperto “Il Panzerotto” (nella foto), l’esercizio commerciale gestito da Giuseppe e Mariella D’Alessio, due fratelli di Capurso poco più che ventenni, che una volta trasferitisi in Lombardia hanno deciso di portare i prodotti tipicamente pugliesi a Milano.

Da loro è possibile gustare tredici tipi di panzerotti, da quello tradizionale con pomodoro e mozzarella, al salame piccante e ricotta forte, dal ripieno con mortadella e provolone a quello con le cime di rapa. Ma non solo, su richiesta preparano anche calzone di cipolla, parmigiana di melanzane e polpette di pane e vendono tutta una serie di altri prodotti “made in Puglia” che provengono dall’azienda degli zii che si trova a Capurso: taralli sia dolci che salati, biscotti, orecchiette, cavatelli, melanzane sott’olio, olive, carciofi e vini.
 
«Abbiamo imparato a friggere da nostra nonna prima e da nostra madre poi - ci raccontano i due fratelli – e in un momento di crisi abbiamo avuto comunque il coraggio di venire a Milano ed aprire qualcosa di diverso. Gli affari stanno andando bene – continuano – e la nostra clientela non può essere catalogata. Certo, ci sono i baresi che vivono a Milano, ma anche leccesi, tarantini, milanesi, turisti incuriositi o anziani pugliesi venuti al Nord decenni fa che ora portano figli e nipoti a conoscere le tradizioni culinarie della loro terra di origine».

Certo, i prezzi sono un po’ più alti rispetto a quelli baresi: un panzerotto classico costa 2,50 euro e uno “maxi” 5 euro, in linea comunque con il costo della vita in Lombardia. «E poi, parliamoci chiaro – sottolineano Giuseppe e Mariella - a Milano mangiare due panzerotti e bere una bottiglia d’acqua pagando 6 euro è super-economico».

Il panzerotto a Milano non è comunque una novità assoluta. Da decenni infatti lo storico Luini a pochi metri dal Duomo vende panzerotti fritti e al forno, grazie all’intuizione della signora Giuseppina, la pugliese che nel 1949 rilevò il forno di via Radegonda 16 facendo conoscere ai “nordisti” le bontà della sua terra.

«Naturalmente conosciamo Luini - affermano i fratelli D’Alessio - in un certo senso se noi lavoriamo è anche grazie a loro, perché per primi hanno portato qui un prodotto così particolare e “rischioso”. Verso questo forno non c’è invidia, ma vera e propria ammirazione. Certo, tra i nostri panzerotti e i loro ci sono comunque delle differenze: noi ad esempio li facciamo con una pasta più sottile e con una frittura più dorata».

Quali saranno più buoni?
 
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I commenti (3)
Pugliesaccio
quelli di Luini non sono i veri panzerotti.... detto da un pugliese.... andate dai baresi che non sbagliate mai
milanese
Non sono pugliese, ma posso dire con certezza che "Il panzerotto" stacca notevolmente Luini, per qualità, cortesia e convenienza! E in più sono fritti al momento!
Cosimo
Quelli di Luini vanno bene solo per chi non ha mai mangiato il panzerotto a Bari. Parola di barese.