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Mosaici e sculture: a Valenzano le rotatorie diventano artistiche
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Mosaici e sculture: a Valenzano le rotatorie diventano artistiche

di  Martedì 1 luglio 2014 3 min Letto 7.796 volte
VALENZANO – Le rotatorie. Da quando l’Italia ha deciso di allinearsi alla normativa dell’Unione Europea, c’è stato negli ultimi anni un proliferare sulle nostre strade di questo tipo di strutture, che per quanto funzionali allo smaltimento del traffico, risultano spesso un colpo nell’occhio, diventando a volte discariche a cielo aperto di rifiuti di ogni genere.

C’è chi ha pensato di far diventare le rotatorie dei giardini, piantando piante e fiori: una buona idea, che si scontra però con i costi e i tempi della cura continua del verde. A Valenzano, paese a sud-est di Bari, però si è escogitato un modo per risolvere una volta per tutte il problema dell’estetica e della manutenzione di queste strutture circolari: quello di renderle artistiche, abbellendole con mosaici e sculture (vedi foto galleria).

È questo il progetto che sta portando avanti Tonio Specchia, artista valenzanese che ha già donato al paese le due rotatorie di via Bari e, a lavori conclusi, ne inaugurerà una terza in via Capurso, che prevede il riutilizzo di bottiglie di birra e gazzosa.

«L'obiettivo è ecologista - dichiara Specchia - fino a ora sono state impiegate 10mila bottiglie, tutte recuperate dai bar alle 6 di mattina». Le bottiglie vuote vengono infatti inserite nel cemento sino a formare una serie di cerchi di diversa altezza. Al termine dei lavori, sarà possibile ammirare una vera e propria piramide. «Sarà colorata come l'arcobaleno della pace e a cerchi concentrici come il simbolo dell'energia», spiega l'artista.

Questo monumento inneggiante al riciclo e all'ecosostenibilità ha autorevoli precedenti nel mondo. Infatti è sufficiente digitare su Google le parole "Bottle in the wall" per scoprire sculture e templi realizzati con la stessa tecnica e con la stessa idea di base: raccogliere il brutto e trasformarlo in bello.

"Energia" e "pace" sono le parole chiave di tutte e tre le rotatorie valenzanesi. Se quella di via Capurso rappresenta una piramide in technicolor, le due di via Bari sono dedicate alla pace e alla fraternità tra i popoli. Chi arriva dal capoluogo pugliese incontra subito, all'ingresso di Valenzano, un mosaico raffigurante il cielo boreale che affiora dall'asfalto con le sue costellazioni. Non a caso, quest'opera è stata commissionata e finanziata dal Ciheam, l'Istituto agronomico mediterraneo. «Si tratta dei primi capitoli della Genesi e della creazione del firmamento - chiarisce Specchia - Questo blu è il cielo che tutti i popoli del Mediterraneo vedono, ciascuno dalla propria terra».

Superato il mosaico, ci si ritrova a tu per tu con un girotondo di omini stilizzati in acciaio che si tengono per mano, protagonisti assoluti della seconda rotatoria di via Bari. Realizzata grazie ai numerosi sponsor partecipanti e fortemente voluta dal Comune, quest'opera è colorata all'interno ma non all'esterno. «Fuori c'è solo il grigio dell'acciaio, un po' perché è il materiale d'oggi e un po' perché a volte l'uomo è proprio così: grigio -  sottolinea l'artista - . Sono ottimista però: ho colorato quelle figure dall'interno perché, per quanto possiamo sembrare spenti, dentro custodiamo i colori». 

Resta da sperare che anche altri paesi del barese decidano di cambiare aspetto alle proprie rotatorie. Se è vero che la poesia eternizza ogni cosa, è anche vero che le rotatorie possono donare l'immortalità a ogni nostra bottiglia di Peroni e questo, per un barese vero, può fare la differenza.
 
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I commenti (2)
GIUSEPPE
Belle a vedersi......... ma porgo due domande: queste opere che ultimamente vengono sistematicamente piazzate al centro non limitano la visibilità? Se un auto o peggio ancora una moto per un incidente ci finisce dentro non aumentano in maniera esponenziale i danni causati?
Elvira
Inno al riciclo. Pura follia. Una colata di cemento impermeabillizando il suolo in cui si incastonano bottiglie di vetro ( materialepotrebbe essere recuperato) che vengono colorate con vernice tossica vogliamo chiamarla inno al riciclo. Per non parlare della pericolosità in caso di atti vandalici.