BARI - Professione: animatore. Ogni estate migliaia di giovani lasciano casa per passare tutta la stagione nei villaggi turistici sparsi per il mondo, con una unica missione: far divertire i turisti. Un lavoro che permette di accumulare un po’ di euro da spendere al ritorno, dà la possibilità di visitare posti lontani e aiuta a farsi amicizie ed esperienze con gente di età, cultura e nazionalità diversa.
«Chi decide di fare questo lavoro lo fa per diversi motivi - dice il 35enne Mario Siciliani, animatore turistico da ben 14 anni -. A volte per un ragazzo è un modo per scappare di casa e la motivazione è così forte che si accetta una paga anche di 300 euro mensili».
Uno stipendio quindi basso per un lavoro per niente semplice. «Saper ballare e cantare – spiega Siciliani - sono qualità secondarie rispetto alla forte propensione alle relazioni che bisogna avere». Oltre a tanta pazienza. L’animatore infatti è colui che cerca di far passare il tempo a persone che sono sì in vacanza ma che hanno scelto di stabilirsi in uno stesso posto per giorni, con la noia che è sempre lì alle porte. «Senza di noi gli ospiti non saprebbero come divertirsi», afferma sicuro Mario.
E quindi via ad aerobica, acquagym e step, balli di gruppo, tornei di calcio e bocce e spettacoli fino a tarda sera. Spesso si tratta di buttare fumo negli occhi e offrire attività dai nomi esotici che possano incuriosire e stimolare la partecipazione. «E così il risveglio muscolare diventa l’“oriental sunshine mind” e i giochi in piscina gli “swimming pool game olympic” » dice Mario, che ricorda come una volta si sia anche improvvisato “sensitivo”. «Toccando le mani degli ospiti dissi loro che sentivo la loro energia inespressa e li invitai alle 7 della mattina in spiaggia. Risultato: quel giorno la costa era piena di persone che volevano aprirsi all’energia dell’universo».
Una cosa che poi gli animatori devono avere sempre è il sorriso stampato sulle labbra, anche se è necessario unire la simpatia con la diplomazia. «Perché poi diventa difficile liberarsi dei clienti appiccicosi, quelli che hanno bisogno di raccontarti tutta la loro vita non rendendosi conto che stai lavorando», spiega il 28enne Leonardo Cassano che è stato animatore per 4 anni in un campeggio pugliese. Leonardo continua: «Spesso veniamo braccati da signore ciccione e baffute che vogliono partecipare a qualsiasi attività e ti trattano come se fossi una cosa loro. Oppure c’è il classico bambino che ti vuole abbracciare con il naso che cola o che ti sporca l’unica maglietta della mattinata con il gelato. Ci vuole tanta pazienza».
Storie
Gli animatori turistici tra paghe basse, invadenza degli ospiti e tanto sesso
E per le donne è ancora più difficile. «L’animatore uomo può mandare “baci volanti”, noi donne dobbiamo stare più attente – sottolinea la 31enne Angela Fallacara, animatrice dal 2003 -. Non possiamo essere così espansive perché ogni nostro gesto potrebbe essere frainteso».
Per gli animatori maschi invece il “fraintendimento” spesso è voluto. «Molte donne arrivano nei villaggi con il desiderio di staccare completamente la spina completamente e rilassarsi - conferma Siciliani -. In questo disegno di lasciarsi andare “in tutti i sensi”, rientra bene la figura dell’animatore che, mentre il marito partecipa ai tornei sportivi, consola la moglie stanca della vita di tutti i giorni. La turista cerca l’esperienza da ricordare e cerca di passare anche solo un momento d’amore».
In questi casi la vita dell’animatore si fa un po’ più leggera quindi. Ma a conti fatti, come si fa a capire se si è sulla buona strada per diventare dei buoni organizzatori del divertimento? Secondo Siciliani c’è un trucco. «Il bravo animatore non paga mai al bar – afferma Mario -. L’affetto degli ospiti si manifesta nell’offrirci sempre tutto ciò che vogliamo. Insomma se ci dovessimo comprarci di tasca nostra un gelato o un caffè sarebbe quello il segno che è arrivato il momento di cambiare mestiere».
federico
ciao a tutti, penso che al di là delle conquiste , delle avventure e della paga non certo esorbitante (specie se si è alla prima esperienza)
va però considerato un altro aspetto che offre il lavorare come animatore, soprattutto oggi, con lattuale crisi lavorativa che penalizza moltissimi giovani, è consigliabile fare un esperienza lavorativa come quella dellanimatore in considerazione del fatto che è notorio, quanto il lavoro di animatore turistico, consenta di ampliare le proprie conoscenze, di entrare in contatto con persone di differenti ceti sociali e questo è molto importante se si è alla ricerca di un lavoro. Sappiamo bene come il conoscere gente il farsi apprezzare per ciò che si è, si può considerare come il primo passo verso quellincontro con la persona giusta al momento giusto e favorire così lingresso in futuri lavori. Anche da questo punto di vista, va vista lesperienza in animazione, come uno strumento che può favorire ulteriori sbocchi lavorativi. Se ci sono interessati a lavorare nel settore dellanimazione turistica, non solo per la stagione estiva, ma anche durante il periodo invernale, non resta che invitarvi su www.Animandia.it dove cè il mercatino, ricco di annunci e inserzioni dedicate al settore dellanimazione, ovviamente ci tante offerte di lavoro per gli appassionati dell animazione.Un saluto a tutti Federico