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Da ''sei un cane'' a ''fighisstoppiss'': θ il linguaggio dei teenager baresi
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Da ''sei un cane'' a ''fighisstoppiss'': θ il linguaggio dei teenager baresi

di  Martedì 13 maggio 2014 2 min Letto 23.381 volte
BARI – Ogni generazione che si rispetti ha avuto le “sue” parole, le sue frasi, contestualizzate nella propria città di provenienza. E’ il linguaggio giovanile, il cui vocabolario difficilmente entra nei dizionari e che è fatto di modi di dire inventati proprio non farsi capire dagli adulti. Un linguaggio che cambia e si evolve continuamente.

Ad esempio chi era ragazzino a Bari alla fine del secolo scorso “faceva carte” quando voleva corteggiare qualcuno, “faceva X” quando decideva arbitrariamente di saltare le lezioni scolastiche ed era “d’azione” quando si dava da fare per raggiungere un risultato.

Ora nuove parole sono entrate a far parte del linguaggio dei teenager baresi e spesso vengono utilizzate frasi che hanno un significato opposto a quello normalmente conosciuto.

Un esempio? “E’ un cane” non vuol dire più essere negato per qualsiasi attività, ma al contrario viene usato per definire qualcuno che è bravissimo a fare qualcosa.  Così come “sta forte” non indica una persona che ha una particolare inclinazione per qualcosa, ma un coetaneo bello e attraente.

Se poi per anni i ragazzini che si appartavano in qualche angolo non facevano altro che “pomiciare”, adesso tra i quindicenni ci si “lecca”. Così come non si usa più stappare una bottiglia, ma “sbocciarla”.  

E ancora parole entrate nel linguaggio giovanile definitivamente come “fico/figo” o “top” ora vengono unite e rafforzate in “toppiss”, “fighiss”, “fighisstoppiss”.

E’ chiaro che ci sono poi frasi indovinate che hanno attraversato generazioni e continuano ad essere usatissime anche ora. Come “sto a tremila” (per dire che si è eccitatissimi), “a motore” (per aver avuto o fatto una cosa più di una volta) e “a spaccare” (per affermare di aver fatto una cosa nel migliore dei modi).  

Ma questa è una generazione di ragazzi che si autodefiniscono “young” e che parlano a quelli più piccoli definendoli “younghini” . Che quando vogliono essere carini con qualcuno lo chiamano “bombone alla crema”, mentre se non vogliono essere “stressati” dicono “non mi ansiare”. E se infine approvano la decisione di andare, ad esempio, in un dato locale affermano “ci sta e mezzo”.

Toppiss.
 
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I commenti (3)
fabio
Generazione di IMBECILLI RITARDATI
Nicola
Ma che razza di articolo θ? ... Non ti vergogni di come e cosa scrivi?! Dovrebbero toglierti la libertΰ di parola...
Simona
Moh..che articolo supertop! Solo i veri young possono comprendere la bombonaggine di quello che hai scritto. Troppo forte..."a stare zia".