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Le ''air band'', suonare senza strumenti: «Facciamo finta, ma ci vuole tecnica»
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Le ''air band'', suonare senza strumenti: «Facciamo finta, ma ci vuole tecnica»

di  Venerdì 28 marzo 2014 3 min Letto 19.082 volte
Un pubblico infuocato, musica rock a tutto volume e un gruppo scatenato sul palco, ma con un piccolo particolare: i musicisti sono senza strumenti. Se capitasse una scena simile davanti ai vostri occhi non state sognando, bensì siete di fronte all'esibizione di una "air band", cioè un complesso fa solamente finta di suonare, dimenandosi senza chitarra, batteria, microfoni e quant'altro si possa maneggiare in un normale concerto.

E se non siete abbastanza sorpresi, aggiungiamo che esistono anche delle gare riservate a questa particolare categoria di “imitatori”. Una di queste è l'Air band competition di Bologna, organizzata da due ragazzi del capolugo emiliano, Valerio Vettori e Alessio Barbieri. È proprio quest'ultimo a parlarci di questo singolare fenomeno, che conta addirittura un campionato del mondo.

«Questi "live" stravaganti presero piede negli Usa durante gli anni 50 - spiega Alessio - ma due sono stati gli episodi che li hanno resi celebri. Uno è il mimo della chitarra fatto da Joe Cocker al festival di Woodstock del 1969, sulle note della sua "With a little help from my friends". L'altro, più recente, risale al 2006, quando in un episodio della serie televisiva "Scrubs" alcuni dei protagonisti hanno emulato "More than a feeling" dei Boston».

Da allora diversi contest sono stati organizzati in tutta Italia. «A Bologna ne abbiamo preparati tre tra il 2011 e il 2012 - prosegue il giovane - mentre il quarto è in allestimento per la prossima estate. Eventi simili avvengono in tutta la Penisola, i più seguiti di solito sono quelli ospitati dal Circolo degli artisti di Roma, con centinaia di spettatori. Il top però è all'estero, precisamente ad Oulu, in Finlandia, dove dal 1996 si svolgono i mondiali di "air guitar", dedicati cioè alle finte chitarre».

Ma quali regole bisogna seguire per formare una valida air band? «Di solito i concorrenti vengono giudicati sulla base di tre criteri - chiarisce Alessio -. Innanzitutto la tecnica: per quanto possa sembrare paradossale, bisogna dare l'impressione di avere uno strumento in mano e di saperlo suonare. Poi c'è la presenza scenica, cioè la capacità di dominare il palco, indispensabile per incendiare la folla pur non avendo niente a disposizione, eccetto lo sgabello del batterista. Infine conta molto il look: difficile immaginare una air band dei Kiss, ad esempio, senza il loro tipico trucco».

E al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, i veri musicisti non deridono l’”air”, anzi stanno al gioco. «Molti partecipanti sanno già suonare, per loro è una questione di goliardia - conclude Alessio - e sono pure avvantaggiati dal fatto di avere familiarità con lo strumento che simulano. E poi diciamocela tutta, chi non ha mai mimato un assolo da paura almeno una volta nella vita?».

Nel video, il campione del mondo 2013 di air guitar, l'americano Eric Melin:

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