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Il Bari fallisce, il cane dello stadio rischia lo sfratto: «Aiutiamo Linda»
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Il Bari fallisce, il cane dello stadio rischia lo sfratto: «Aiutiamo Linda»

di  Martedì 18 marzo 2014 3 min Letto 16.911 volte
BARI - In 8mila contro il Lanciano, addirittura in 15mila contro l'Avellino. Sono tantissimi i baresi tornati allo stadio da quando la famiglia Matarrese, proprietaria del Bari dal 1977, ha deciso di farsi da parte con l'ormai "celebre" autofallimento. Ma con il cambio di presidenza c'è una tifosa speciale che potrebbe essere costretta ad abbandonare il San Nicola: si tratta di Linda, la cagnolona di 10 anni che ha fatto dell'impianto di Renzo Piano, e in particolare dell'ingresso numero uno, il suo personale rifugio, diventandone la mascotte (vedi foto galleria e video).

L'appello lo lancia Palmalisa Matarrese, figlia di Vincenzo, ex patron biancorosso, da sempre impegnata nella cura degli amici a quattro zampe. «Linda fu abbandonata a poca distanza dallo stadio - racconta Palmalisa - e quando la trovammo, visto che aveva appena un anno di età, fu accudita con una terapia di antibiotici e sterilizzata. Ci piangeva il cuore al pensiero di lasciarla di nuovo per strada, per questo fu deciso che lo stadio sarebbe stata la sua casa».

Da allora la bestiola ha assistito a tutti i match del Bari, tra le coccole degli habitué della tribuna ovest e i wurstel offerti dal paninaro di turno. Tra una partita e l'altra ci ha pensato Palmalisa, volontaria dell'associazione "Occhi randagi", assieme ad alcuni supporter dei biancorossi, a portare il cibo e l'affetto necessari per la sua crescita. «Di giorno scorrazza per i prati vicino agli spalti - dice la donna - e di notte dorme negli uffici della sala stampa, il suo riparo».

Che i galletti militassero in serie A o in serie B, l'amore per Linda non è mai mancato. Ma la nuova dirigenza si dimostrerà premurosa come hanno fatto i Matarrese? «Spero tanto che la prossima proprietà non la mandi via - spiega la volontaria  -. Ipocrisie a parte bisogna ammettere che non tutti hanno la stessa dedizione nell'occuparsi degli animali. Se serve sono disposta anch'io, assieme ai miei amici, ad assistere la cagna nella sua vecchiaia, come abbiamo fatto finora. Basta che Linda non finisca nel dimenticatoio».

La soluzione ideale sarebbe l'adozione, ma non ci sono ancora richieste. «Mi rendo conto che affidare un cane anziano, con tutti i suoi acciacchi, non è semplice - prosegue Palmalisa - ma si tratta di una creatura dolcissima: vivendo in un luogo pubblico convive senza problemi con l'uomo, al San Nicola la conoscono tutti. Può essere tenuta tranquillamente in casa e al guinzaglio, nonostante pesi quasi 30 chili».

Tra le alternative ci sarebbe anche un piccolo recinto, di proprietà della stessa attivista. «Potrei rinchiuderla lì in mancanza di altre possibilità - conclude Palmalisa - ma è chiaro che passare dal verde dello stadio a uno spazio così ridotto sacrificherebbe la cagnolona. Sostengo già 15 cani in vari modi, il mio tempo libero è tutto per loro, ma ora più che mai ci sarebbe bisogno del buon cuore di qualche tifoso interessato all'adozione».

L'amore per i cani, almeno quello, non conosce fallimenti.

Per chi volesse adottare Linda:  occhirandagi@gmail.com-3382470747

Linda passeggia nello stadio (video di Carlo Gelardi):

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