Sgomberata Villa Roth: «Purtroppo dobbiamo eseguire gli ordini»

2 min di lettura 25.602 letture
Sgomberata Villa Roth: «Purtroppo dobbiamo eseguire gli ordini»
BARI - E' in atto in queste ore lo sgombero di Villa Roth da parte delle forze dell'ordine (Digos, Polizia provinciale e carabinieri).  Si tratta dell'ex liceo Fermi che dal 26 novembre 2011 era stato occupato da giovani precari, attori alle prime armi, ma soprattutto da famiglie di immigrati africani. L'operazione è partita alle 7. Dodici persone sono state accompagnate fuori dall'edificio: 4 italiani e 8 stranieri (vedi foto galleria). Villa Roth è stata posta sotto sequestro.

Anche se gli occupanti non si danno per vinti. «Da qui non ce ne andremo», afferma Carmen, studentessa italiana che da tempo viveva a Villa Roth (vedi video per la testimonianza completa). Altri invece sottolineano: «Continueremo altrove ciò che abbiamo iniziato qui». E una signora africana grida: «Io muoio qui». Si tratta di Alja, un'eritrea di 60 anni che non riesce quasi a parlare per quanto è agitata. «Ho lasciato delle mie cose dentro la villa - dice -. Non ci hanno avvisato dello sgombero, ci siamo trovati la polizia in casa stamattina». Gli occupanti potranno recuperare la propria roba giovedì. Ora infatti sono stati messi i sigilli a cancelli e porte e non è possibile più entrare. Un'altra eritrea Terry, di 23 anni con un bambino di 4, afferma che è da due mesi che aveva abbandonato lo stabile perchè «ci avevamo tolto acqua e luce».

E in tutto questo, mentre alcune auto delle forze dell'ordine vengono imbrattate con vernice spray e con scritte quali "acab" (all caps are bastards) (vedi foto galleria), c'è un agente della Polizia provinciale che ci riferisce che «un signore che abita in un appartamento vicino ha denunciato la Provincia per l'inutile sgombero». E poi l'agente ammette: «Fosse stato per me non sarei mai intervenuto. Purtroppo dobbiamo eseguire gli ordini».

Il video-testimonianza di Carmen, ragazza italiana che viveva a Villa Roth:

Condividi Facebook WhatsApp Telegram Copiato!
Scritto da
I commenti (1)
Shanti Kranti
QuestοΏ½ ennesimo sgombero e le sue modalitοΏ½ mostrano la continuitοΏ½ della gestione di questa cittοΏ½ dagli anni 80 ad oggi, parola dοΏ½ ordine tra i politici: non dare possibilitοΏ½ di autogestione ai cittadini, non dargli spazi dοΏ½ incontro, divide et impera. Questa cittοΏ½ ha sempre dimostrato di generare gente ribelle e creativa, attori, musicisti, poeti, artisti e tanto attivismo sociale. I οΏ½potenti οΏ½ della cittοΏ½ di Bari hanno sempre boicottato la creativitοΏ½ e lοΏ½ incontro attivo della cittadinanza precludendo i luoghi dοΏ½ incontro. Hanno sempre costretto chi non si adattava a vivere in una cittοΏ½ solo violenta, vuota e provinciale a tentare di auto-organizzarsi per fondare punti di partenza per far prendere il volo alla speranza. Il potere di questa cittοΏ½ sempre ha represso, sempre ha cercato di riportare tutto alla sua οΏ½normalitοΏ½ fatta di nulla che trasforma una cittοΏ½ dinamica in un mortorio fatto solo di regole, di repressione della diversitοΏ½ e di aggressivitοΏ½ repressa. I tentativi della cittadinanza attiva che ha provato ad istituire mercatini artigianali repressi e spostati in estrema periferia come se lοΏ½ artigianato rappresentasse un problema di ordine pubblico, il tentativo di trasformare la ex manifattura in un centro sociale e il costante rifiuto da parte delle istituzioni che ne hanno fatto un mercato, lοΏ½ altro tentativo di gestire da parte dei cittadini la ex caserma Rossani rendendola un paradiso per giovani e bimbi, il rifiuto da parte dei potenti e la sua trasformazione in un parcheggio qualunque, dunque, assodato il rifiuto delle istituzioni al confronto la rabbia della cittadinanza e la conseguente occupazione degli spazi pubblici abbandonati come lοΏ½ ex-Sim (proprietοΏ½ della provincia), sgomberato 20 anni fa con il motivo che ci dovevano fare il museo della radio, progetto mai partito, da allora in stato di abbandono, il CSOA Fucine Meridionali nei depositi abbandonati dellοΏ½ amtab, sgomberato, abbattuto e riqualificato in area verde poco frequentata, sempre Fucine Meridionali in una succursale abbandonata di una scuola elementare, sgomberato, abbattuto e lasciato al suo posto uno squallido sterrato, Coppola Rossa ad Adelfia, il Mercato Occupato ed oggi Villa Roth, tutte storie di tentativi da parte di piοΏ½ generazioni di baresi di prendere uno spazio, pulirlo, dargli valore sociale e renderlo un luogo dοΏ½ incontro plurale, di solidarietοΏ½, e di assistenza, di sperimentazione di democrazia diretta, tutti luoghi inoltre fondati sullοΏ½ antifascismo, valore su cui la nostra costituzione οΏ½ basata. Troppo spesso queste generazioni splendidamente inquiete, dopo lοΏ½ ennesima sconfitta o imputazione hanno gettato la spugna, lasciando questa cittοΏ½ al suo destino di torta da dar da mangiare a imprenditori, politici e arraffoni di ogni genere, e sono emigrati andando ad arricchire culturalmente altri luoghi. La faccenda dello sgombero di questοΏ½ ultimo spazio occupato e autogestito, Villa Roth οΏ½ evidentemente solo frutto dei soliti dispetti tra politici in vista di elezioni che ha come frutto il fatto che famiglie in pieno inverno non abbiano un posto in cui dormire, un quartiere non ha piοΏ½ una biblioteca alternativa, i bimbi non hanno piοΏ½ un campo in cui giocare, molti giovani e non di questa cittοΏ½ non hanno piοΏ½ un posto in cui riflettere e confrontarsi, vedere spettacoli teatrali e musicali, imparare a farsi lοΏ½ orto, esporre le proprie autoproduzioni, mangiare con poco grazie a pranzi e cene sociali, imparare lοΏ½ inglese divertendosi, imparare a lavorare insieme agli altri e ad e esprimere le proprie idee senza conflitti. Gente di οΏ½potereοΏ½, sveglia! Siete ad un bivio cruciale, favorite la libera espressione della cittadinanza attiva oppure i luoghi occupati aumenteranno a dismisura e la marea umana vi seppellirοΏ½ e se la vostra scelta sarοΏ½ di usare i nostri soldi ottenuti con lοΏ½ usura delle tasse per reprimere facendo uso spregiudicato di lavoratori sfruttati in divisa, se vi andrοΏ½ bene e riuscirete a reprimere, regnerete su una cittοΏ½ deserta, morta e il vostro scettro sarοΏ½ la vostra stessa ombra.