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In casa della mamma morta trovano 350 milioni di lire: ma ora valgono zero
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In casa della mamma morta trovano 350 milioni di lire: ma ora valgono zero

di  Mercoledì 11 dicembre 2013 2 min Letto 7.688 volte
BARI - Si dice che i soldi non facciano la felicità, ma se ne hai tanti e non puoi spenderli la beffa è atroce. È quello che è avvenuto nel barese, dove gli eredi di un’anziana signora morta qualche anno fa hanno scoperto che la loro congiunta, a loro insaputa, aveva accumulato in casa la bellezza di 350 milioni di lire.

«Stavamo rovistando tra le scartoffie di nostra madre - racconta Michele, uno degli eredi - quando abbiamo trovato questo mucchio di contanti nascosto da chissà quanto tempo». Da lì la certezza di aver scoperto un tesoro, che magari avrebbe potuto risolvere i problemi economici di un’intera famiglia.

«Peccato però che una volta giunti alla Banca d’Italia ci è stato risposto che quei milioni li potevamo tranquillamente buttare: non valevano più a niente», dice sconsolato Michele. Infatti la conversione delle vecchie lire in euro è stata possibile fino al 6 dicembre 2011: da due anni a questa parte in Italia ha valore solo l’euro. E quindi Michele e la sua famiglia sono dovuti ritornare indietro, nella consapevolezza di aver visto andare in fumo la bellezza di 180mila euro.

Resta il dubbio del perché la donna non abbia mai rivelato il posto dove nascondeva i suoi soldi e da dove arrivi quel capitale. «Sono i sacrifici di una vita intera - risponde sicuro il figlio - che però non potranno essere goduti da nessuno».

Del resto questo potrebbe essere un caso non isolato. La Banca d'Italia stima che ci siano in circolazione almeno 1.200 miliardi del vecchio conio, qualcosa come 620 milioni di euro, che non possono più essere convertiti e quindi utilizzati. Monete, banconote, ma anche depositi bancari, magari dimenticati dal proprietario e dunque rimasti sconosciuti ai possibili eredi.

C'è chi invece ha dovuto rinunciare alle proprie lire per uno "scippo" dello Stato. L'euro entrò in vigore nel 2002 e all'epoca fu stabilito che la conversione sarebbe stata possibile fino al 29 febbraio 2012. Il governo Monti però, con il decreto "Salva Italia", anticipò la scadenza al 6 dicembre 2011, lasciando di stucco chi ancora avrebbe voluto cambiare la vecchia valuta con la moneta unica.

Contro questa decisione è stato presentato un ricorso collettivo alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, mentre la Federcontribuenti si è rivolta al Tribunale di Roma, dove i tempi si preannunciano biblici. Qui la prossima udienza è stata fissata per il 23 settembre 2016. Chissà, magari nel frattempo l’Italia potrebbe uscire dall’euro e ritornare alla lira.
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