BARI – Si sono fatte notare sabato scorso, 30 novembre, quando hanno letteralmente ricoperto piazza Umberto di disegni e installazioni artistiche (vedi foto galleria). Sono le donne di “Femminile Plurale”, un gruppo di artiste baresi che ha come obiettivo quello di «aprire una riflessione e documentare la realtà che ci circonda, coinvolgendo i cittadini». Abbiamo incontrato la coordinatrice del gruppo, Valentina Basile.
Cosa è avvenuto sabato scorso?
Abbiamo creato 15 “contributi” in piazza Umberto, con lo scopo di attirare l’attenzione dei passanti. Tra questi “ogni uomo è come un albero e ogni albero è come un uomo”. Abbiamo disegnato e apposto degli occhi sugli alberi del giardino, volevamo far capire che anche gli alberi, come noi, sono vivi, esistono e per questo non vanno danneggiati e dimenticati. E poi la realizzazione di “parole e suoni migranti”: sotto gli alberi da cui avevamo fatto pendere dei foglietti con versi di poetesse migranti e di donne dell’Est Europa, abbiamo ascoltato le note delicate della musicista Giovanna Pavoncello.
C’è stata anche un’iniziativa un po’ polemica nei confronti del Comune…
Sì, lo “scacco al Re”. Abbiamo voluto rimarcare con ironia l’inadeguatezza dei provvedimenti amministrativi nei confronti dei bivacchi di piazza Umberto, stimolando invece pensieri per rendere la piazza più vivibile. Contro il “divieto di dormire” abbiamo scritto dei messaggi sulle panchine per favorire una riqualificazione urbana. Le colonnine per le bici si sono poi trasformate in esseri umani dai tratti ironici per schernire il “divieto degli sguardi di sfida”.
Perché avete scelto piazza Umberto?
Rappresenta la piazza più grande e conosciuta della città. È un luogo di ingresso per chi arriva dalla stazione centrale e di passaggio per gli studenti universitari o per chi inizia a percorrere Via Sparano. É però una piazza dalle “due facce”, di giorno luogo di incontro di gruppi etnici diversi e area di gioco per i più piccoli, nelle ore notturne teatro di atti vandalici.
Storie
Alberi con gli occhi e panchine che parlano: θ ''Femminile plurale''
Ma quindi cos'è "Femminile plurale"?
É un gruppo nato nel 2013 dall’idea della nostra Pamela. Oggi siamo una trentina di donne, coinvolte attivamente. Siamo designers, attiviste, artiste e semplici cittadine. La nostra non è un’ azione di critica o una denuncia nei confronti della realtà, ma uno studio di osservazione e testimonianza finalizzato a migliorare il nostro territorio e a valorizzare creativamente alcuni elementi e luoghi della città per darne un aspetto e una vivibilità migliore.
Quando siete partite?
In occasione della terza edizione del “Festival dell’innovazione” che si è tenuto a Bari nel maggio scorso, abbiamo organizzato il primo intervento del progetto TOcCARE dal verbo inglese “to care”: una serie di operazioni creative con l’intenzione metaforica di ricucire le “ferite” della città barese. Nella “giornata della cooperazione” del 29 maggio 2013, abbiamo poi organizzato in piazza Risorgimento, nel rione Libertà, l’iniziativa “Vieni con la tua sedia”. Abbiamo invitato i partecipanti a giungere con le loro sedie per dare spazio a una “realtà propria”, ricreando quasi il salotto di casa. Vogliamo trasformare gli elementi urbani mal funzionanti in momenti poetici, migliorando quei microcosmi ai quali i nostri occhi si sono abituati al punto da non notare più la loro negatività.
Dove vi incontrate per discutere delle vostre iniziative?
Nei luoghi più disparati: in piazza, nei pub, in casa di qualcuna di noi. In virtù di un obiettivo condiviso siamo riuscite a creare dei legami finalizzati allo sviluppo dei nostri progetti ma non solo, anche di amicizia, di condivisione del tempo. Si sviluppano discussioni, scambi di idee che ci permettono di confrontarci, di rispettarci e di crescere.
Avete già in mente il prossimo intervento?
Ragazzi, qui c’è l’effetto sorpresa, non possiamo svelare subito tutto. Però sappiate che siamo in work in progress: il nostro gruppo è sempre in continua evoluzione.