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Acquaviva, giovani ''ravvivati'' riempiono i frigoriferi di libri
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Acquaviva, giovani ''ravvivati'' riempiono i frigoriferi di libri

di  Mercoledì 4 dicembre 2013 2 min Letto 4.570 volte
ACQUAVIVA DELLE FONTI - Recuperano frigoriferi dalle discariche, li fanno decorare da artisti locali e poi li riempiono di libri da offrire ai cittadini (vedi foto galleria). E’ l’iniziativa di un gruppo di quaranta giovani di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari: si fanno chiamare  “Ravvivati”. Abbiamo parlato con uno di loro, il 20enne Antonio Simone.  

Perchè proprio "Ravvivati"?

Perché siamo vitalità declinata in energia e creatività. Vogliamo far rinascere il nostro paese e far scorrere entusiasmo nelle vene di Acquaviva. Non pensiamo che il paese sia una città spenta dal punto di vista culturale, c’è solo poca partecipazione. 

L’idea dei frigoriferi?

Si prestano bene a fungere da libreria e poi è bella l’idea del richiamo alla cultura come “cibo” per la mente. Per ora ne abbiamo posizionato uno in via Roma, nei pressi di una scuola elementare e l’altro in piazza Garibaldi. Ma ne arriveranno altri.

Chiunque può prendere un libro?

Il tutto è libero ed autonomo: si può prendere un libro avendo solo premura di scrivere su un quaderno il titolo che si è deciso di prendere. Ma poi c’è chi anche i libri li dona e qui si attua un vero e proprio scambio. In due mesi c’è stato un “lascia e prendi” di almeno 300 libri. Un vero successo.

Non ci sono controlli?

Ogni tanto uno di noi passa per vedere che sia tutto a posto. Ma in realtà tutto finora sta procedendo per il meglio: avevamo paura dei soliti vandali, ma ad oggi sta prevalendo il buonsenso.

Chi è attratto maggiormente dai libri?

I fruitori sono davvero eterogenei: bambini, adulti, studenti, lavoratori. In ogni frigo ci sono varie sezioni da quella per bambini e ragazzi a quella sulla letteratura straniera, in modo da poter accontentare tutti i palati.

Ma perchè un'iniziativa del genere? Non ci sono librerie o biblioteche ad Acquaviva?

Ci sono e non intendiamo oscurarle o sminuirle, ma solo fornire un'esperienza di scambio diretto che metta in gioco cultura, riqualificazione dei rifiuti e senso civico.

E se uno volesse entrare a far parte dei "ravvivati"?

Sarebbe il benvenuto. Del resto non dovrebbe neanche versare quote o altro: noi non ci siamo nemmeno costituiti come associazione.

  

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