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Bari, la storia di Michele: da San Pasquale a Londra per preparare la pasta fresca
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Bari, la storia di Michele: da San Pasquale a Londra per preparare la pasta fresca

di  Giovedì 7 aprile 2016 3 min Letto 12.611 volte
BARI – «Sono venuti da me e mi hanno chiesto di insegnargli a fare la pasta fresca. A quel punto ho detto loro: faccio prima a venire a Londra a lavorare con voi». Parole di Michele Fiore (nella foto), che a 48 anni ha lasciato il suo pastificio di via Re David a Bari, per intraprendere un’avventura nella capitale britannica, dove assieme a due soci italo-inglesi ha avviato un ristorante dove lui prepara appunto la pasta fresca, usando, attenzione, solo farina proveniente dalla Puglia.   

La storia ha inizio un anno e mezzo fa, quando i due imprenditori sono entrati nella bottega di Michele per rubargli qualche trucco del mestiere: avevano intenzione di aprire un locale a Londra e volevano capire come fare a preparare una pasta il più possibile “made in Italy”. Del resto Michele da tempo forniva consulenze per chef e aziende produttrici di macchinari da cucina.

«Ma i due – sottolinea l’uomo - si resero subito conto che non sarebbe stato per nulla facile fare la pasta fresca: c’è bisogno di grande esperienza e capacità non comuni. E così mi hanno proposto di diventare loro socio e andare a lavorare con loro a Londra. Complice il fatto che una delle mie figlie studia proprio in Inghilterra, ho proposto a mia moglie questo progetto e insieme abbiamo accettato l’offerta. Dopo qualche mese eravamo sulle rive del Tamigi».

E così da un anno a questa parte Michele non prepara più la pasta tra i tetti bassi di San Pasquale ma tra i grattacieli della City, a Londra. Lì ha aperto “Scarpetta”, un pasta-bar che offre agli uomini in giacca e cravatta che affollano gli uffici del cuore finanziario della città le specialità del Belpaese. La pasta viene preparata con la tecnica della trafilatura al bronzo dietro un bancone a vista e poi condita e servita. E i “sir” inglesi sembrano gradire, visto che il locale sta avendo un buon successo.
 
D’accordo, ma a Londra non ci sono già decine di ristoranti italiani? Qual è la novità? «La maggior parte dei locali che affollano la capitale londinese non hanno a che fare con l’italianità – ci risponde Michele -. Usano solo il brand “Italia” ma poi sono aperti e gestiti da persone di tutt'altra nazionalità». Scarpetta al contrario si avvale di chef rigorosamente italiani che usano perlopiù prodotti provenienti dal Belpaese, tra cui la farina che viene importata direttamente dalla Puglia. «Stiamo anche lavorando per introdurre nel menu pasta ripiena di alcuni dei nostri prodotti tipici, come la ricotta», aggiunge l’uomo.

Ma il laboratorio di San Pasquale che fine ha fatto? «Non l'ho del tutto abbandonato: ora è nelle mani di un mio dipendente – afferma il pastaio -. E sono sicuro, lui riuscirà ad averne la stessa cura che per vent’anni gli ho dedicato io».
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I commenti (13)
Alfonso Russo
Articolo interessante e ben scritto
Mary Urago
Bravo Michele, articolo piacevole da leggere!
Milly
Interessante e significativa storia di ordinaria emigrazione
Anastasia Chiechi
Scrittura fluida e argomento interessante. Complimenti !
olimpia deleonardis
Complimenti per la scrittura e la chiarezza!
susanna crudele
Bravo. Continua così!
castaldo Francesca
Bravo bella storia scritta benissimo
Serena Urago
... Quando si dice che 'nessuno è profeta in patria'... Ma anche no! Bella storia.
Tommaso
Ciao Michele Un caro saluto da Tommaso della Fiorucci. Salutami Alessandra e mandami un tuo indirizzo di posta
Michael D'Elia
Articolo interessantssimo e molto piacevole, di cristallina chiarezza e scritto in una maniera impeccabile. Complimenti, Michele!!
Michele
Che bella storia!!
Daniele
Pugliesi sempre i migliori!
Michele
Chiara esposizione della storia con una spiccata comunicazione emotiva