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Massimo Stano, da Palo del Colle in Finlandia: «Nella marcia bisogna usare la testa»
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Massimo Stano, da Palo del Colle in Finlandia: «Nella marcia bisogna usare la testa»

di  Lunedì 8 luglio 2013 3 min Letto 7.891 volte
PALO DEL COLLE - «Per correre bene non basta la forza, serve la testa». E’ il motto di Massimo Stano (nella foto), classe ’92, marciatore di Palo del Colle. Il nuovo “campione Italiano promesse” sarà dal 10 al 14 luglio in Finlandia per gareggiare ai Campionati Europei Under 23. L’abbiamo intervistato prima della sua partenza.

Massimo come è nata la tua passione per l’atletica?

Avevo dieci anni e “gareggiavo” con i miei amici davanti all’istituto scolastico del mio paese. Nonostante fosse solo un gioco, la brama di vincere era forte. Da lì ho capito che avrei dovuto prendere la corsa seriamente e ho iniziato ad allenarmi presso la società atletica di Palo del Colle.  
 
Da lì una carriera che ti ha portato a vincere parecchi titoli: ti aspettavi di raggiungere questi livelli?
 
Ogni mio risultato è stato inaspettato. Ho lavorato e sudato tanto, perché nello sport nulla ti viene regalato, ma non immaginavo di poter raggiungere questi livelli. Ormai non riesco a ricordarmi quante gare ho vinto, anche se nella mia memoria rimarrà per sempre il record italiano nella 4 chilometri.
 
Hai subito però una squalifica ai Campionati Italiani. Come l’hai vissuta?

Non la meritavo. Secondo i giudici non stavo marciando bene perchè non stavo rispettando le regole della sospensione e del bloccaggio. La squalifica è giunta all’inizio del mio iter sportivo, quando ero ancora in una fase di formazione fisica e psicologica e per questo mi sono sentito molto demoralizzato. Ma è stata un’esperienza che mi ha aiutato a crescere e a sfidare me stesso.
 
Ti alleni tra la Puglia e Milano. Qui al Sud è difficile fare progressi?

No, le strutture ci sono e all’inizio riuscivo ad allenarmi bene qui grazie al mio tutor Giovanni Zaccheo. Diciamo che sono stato costretto ad “emigrare” al nord, perché sono entrato a far parte del gruppo sportivo della Polizia.

Quello di entrare nelle forze armate è ormai un percorso obbligato per un atleta che voglia gareggiare ad alti livelli….

E' vero, però si può riuscire a gareggiare anche da civile, così come ho fatto io quando ero iscritto alla società atletica di Molfetta.
 
Ti sei mai confrontato con i “mostri” dell’atletica?

La competizione con big quali Alex Schwazer e Giorgio Rubino mi ha stimolato ad andare avanti. Il mio guru è stato però Stefano Baldini, che è stato il mio tutor da junior e che mi ha seguito anche durante gli allenamenti a Palo del Colle.

Cosa consiglieresti a chi si affaccia a questo mondo?

Per praticare questo sport non bisogna possedere particolari requisiti fisici: la marcia è accessibile a tutti. Certo, ci vuole un po’ di tecnica, ma quella si impara. E quindi alla fine la cosa più importante per raggiungere risultati nell’atletica è quella di “usare la testa”.

E ora i campionati in Finlandia. Cosa ti aspetti?

Purtroppo non sono in gran forma, quindi non pretenderò troppo da me stesso. Anche se ce la metterò tutta.
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