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Bari, quando la curva si colora di rosa: la storia di Rosa Stallone
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Bari, quando la curva si colora di rosa: la storia di Rosa Stallone

di  Lunedì 22 aprile 2013 3 min Letto 8.441 volte
BARI – Le curve degli stadi? Luoghi frequentati da maschi. La maggior parte delle tifoserie organizzate italiane sono infatti composte quasi esclusivamente da uomini. Per le donne c’θ sempre stato poco spazio tra gli ultrΰ. Bari non fa eccezione. Le poche donne  che frequentano il San Nicola si sistemano piω in disparte o preferiscono la piω tranquilla curva sud. Eppure nel cuore della curva nord, proprio dove da sempre sono assiepati i tifosi piω accesi del Bari, una donna θ riuscita a ritagliarsi un posto importante. Stiamo parlando della “mitica” Rosa Stallone (nella foto con il giubbotto verde), diventata nel tempo un punto di riferimento della curva biancorossa.  La incontriamo a casa sua, praticamente uno zoo, dove Rosa alleva tra l’altro un falco, dieci serpenti, tre draghi barbuti e un clamidosauro.

Rosa, che ci fa una donna in un ambiente decisamente maschile come quello della curva nord?

Tutto inizia nei primi anni 80: avevo 14 anni quando ho messo piede per la prima volta sui gradoni del “Della Vittoria” ed θ stato amore a prima vista. Cantavo fino a perdere la voce, suonavo il tamburo e facevo a gara a chi beveva piω birra nel minor tempo possibile. D'altronde nella mie vene scorre sangue biancorosso essendo la cugina della bandiera del Bari Giorgio De Trizio.

Qual θ il tuo rapporto con gli uomini della curva? E’ stato difficile farsi accettare e rispettare?

Mi sono trovata subito benissimo in curva. Mi rendevo utile. Ad esempio quando arrivavamo allo stadio tutto quello che era vietato portare all'interno lo nascondevo io, perchθ all'epoca non si potevano fare perquisizioni alle donne. Ero veramente un maschiaccio, sicuramente assomigliavo (nei modi di fare) piω a un uomo che a una donna e in molti facevano fatica a distinguere la differenza di sesso.

E in trasferta come andava?

Per me era una sofferenza quando la squadra giocava fuori casa. Alle donne non era permesso andare in trasferta, i capi ritenevano fosse troppo pericoloso e cosμ aspettavo il ritorno del gruppo alla fermata del bus per sapere come fosse andata.

Durante questi trent’anni hai sempre seguito il Bari?

In realtΰ no, dopo i miei “esordi” giovanili ho smesso di frequentare la curva. Ho cominciato a lavorare come modella (ho partecipato anche a Miss Italia), mi sono sposata e ho avuto 3 figli. Risultato: ho dovuto abbandonare lo stadio, anche se la mia  la passione θ sempre restata viva nel mio cuore. Con mio marito sono tornata al San Nicola, ma lui mi portava in tribuna e lμ non mi sentivo a mio agio.

E poi, cosa θ successo?

Tramite Facebook mi ha contattata un vecchio amico d'infanzia e mi ha convinta a tornare allo stadio, ma questa volta in curva. E’ stato tre anni fa, per un Bari-Sampdoria, in serie A. C'era il gemellaggio, θ stato bellissimo, ho rivissuto emozioni uniche.

E tutto θ ricominciato….

Sμ, e meglio di prima. Reintegrarsi non θ stato semplice, ma grazie al mio carattere e alle mie esperienze passate ora sono rispettata da tutti. Adesso non solo seguo le trasferte, ma mi diverto ad organizzarle, incentivando le donne e i ragazzini che vogliono parteciparvi.  Ho anche dato una mano a delle amiche che hanno costituito un piccolo gruppo di tifose “in rosa”  (vedi foto). Anche se θ difficile coinvolgere le nuove generazioni, che hanno vissuto solo un Bari mediocre di serie b.

Qual θ il tuo sogno da tifosa del Bari?

Quello di poter seguire la squadra in trasferta in una competizione europea. Un’illusione, fin quando a Bari non cambierΰ la presidenza. Ma la cittΰ e tutta la tifoseria meritano palcoscenici piω importanti.
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I commenti (2)
CURVA NORD BARI
La CURVA NORD BARI smentisce categoricamente quanto θ stato dichiarato nell'intervista rilasciata da una tifosa. La CURVA NORD BARI era e sarΰ sempre “biancorossa” e mai tinta di “rosa”!!!
klesk
Ah! Ah! Hai capito che birichina! Portava allo stadio oggetti non consentiti, sapendo che alle donne non potevano fare la perquisizione! :)