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Il calcio balilla, non solo un gioco: in Puglia vince il Salento
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Il calcio balilla, non solo un gioco: in Puglia vince il Salento

di  Giovedì 18 aprile 2013 2 min Letto 6.360 volte
BARI - Al bar, in una sala giochi, in casa. Difficile trovare qualcuno che non si sia mai cimentato in una partita con gli amici al calcio balilla. Ma pochi sanno che questo diffusissimo gioco inventato negli anni 30 è in realtà considerato uno sport, regolato in Italia dalla Ficb, la Federazione italiana calcio balilla, fondata nel 1995 e che conta solo in Puglia circa 500 tesserati. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Rizzo, presidente del comitato regionale.

«In Puglia- spiega Rizzo -  ci sono dieci società concentrate soprattutto in provincia di Lecce. Gli altri centri importanti per il calcio balilla sono Conversano e San Giovanni Rotondo, mentre nel capoluogo è presente il club dilettantistico asd Bari, (diretto da Tommaso Di Modugno) fermo però da quasi un anno, anche se potrebbe riprendere l'attività già dalla prossima stagione».

In effetti il Salento è ben rappresentato nei principali campionati. In serie A il Carmiano, giunto settimo in classifica nel 2012, è stato affiancato dal neopromosso Lecce, vincitore del torneo di B dove militano Trepuzzi e Surbo. Dal "tacco d'Italia" arrivano anche i giocatori più rappresentativi come Gianmarco Toma, ottavo nel ranking federale, Fabrizio Mello e suo figlio Sirio, entrambi inglobati nel giro della nazionale. «L'età conta relativamente», sottolinea il presidente.

Tra le donne spicca Maria Gabriella Scarciglia, 60esima in graduatoria, ma quarta se si considera solo il gentilsesso. «Quanto ai disabili invece da quest'anno abbiamo intenzione di organizzare degli incontri, ma serviranno tavoli più larghi, in modo tale da poter far spazio alle sedie a rotelle». Del resto questa disciplina nacque proprio per alleviare le sofferenze dei bambini feriti durante la guerra civile spagnola, mentre la produzione in serie di biliardini decollò soltanto negli anni 50.

Così come può accadere tra amici al bar, le regole rappresentano un punto dolente quando si tratta di affrontare avversari stranieri. «In Italia si pratica soprattutto il calcio balilla "al volo", molto severo su stop, pallonetti e ganci, cioè i passaggi tra omini della stessa stecca, al contrario del calcio balilla "tradizionale", diffuso all'estero e meno regolamentato». Differenze che mettono in difficoltà gli azzurri quando partecipano a competizioni internazionali.

Tempo e punteggio sono abbastanza uniformi, almeno in serie A. «Di solito ogni match dura quattro minuti e mezzo. Vince chi segna per primo sei goal, con almeno due segnature di vantaggio sugli sfidanti, oppure chi va in rete nove volte: sul punteggio di otto a otto infatti la norma del doppio vantaggio viene meno». La "rullata", ossia il giro di stecca per più di 360 gradi, è forse l'unica azione che mette tutti d'accordo: potete compierla a Bari come a New York, ma il goal non vi verrà mai convalidato.

L'ultimo campionato a squadre di calcio balilla a San Vincent:

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