BARI – Se un tempo era il fratello minore della pallavolo, oggi sta spopolando grazie alla sua capacità di coinvolgere in egual modo uomini e donne, giovanissimi e adulti, atleti più esperti e dilettanti alle prime armi. Parliamo del beach volley, sport nato sulle spiagge della California nei primi decenni del 900 e divenuto disciplina olimpica nel 1996.
Si gioca su un rettangolo di sabbia diviso da una rete seguendo praticamente le stesse regole della pallavolo. Nella versione ufficiale le partite si disputano a coppie, ma nelle sfide tra amici molto spesso si scende in campo ben più numerosi.
Anche a Bari il “beach” si sta ritagliando il suo spazio ed oggi si può parlare di una vera e propria passione che ha investito il capoluogo pugliese. In città si contano infatti oltre 30 campi, frequentatissimi da gruppi di amici che hanno scelto schiacciate e bagher sulla sabbia come occasione di divertimento. E da qualche anno esiste anche un’associazione sportiva che pratica lo sport a livello agonistico nei campionati nazionali: la Beach Volley Universe Bari.
Nata a maggio 2021 dall’incontro tra Emanuele Aldini e Lino Loconte (ex giocatore di basket il primo ed ex pallavolista il secondo), la compagine si allena sui campi dell’Olimpic Center di Japigia. Siamo andati a trovarla (vedi foto galleria).
Quando arriviamo al centro sportivo ci dirigiamo subito verso l’area destinata al beach volley. È dotata di quattro campi, tutti in sabbia, ben delimitati e “tagliati” a metà da una rete issata su due pali. Sui primi predominano le presenze femminili: una decina su uno e un gruppetto più sparuto sul secondo, affiancato da un paio di uomini che capiamo subito essere gli allenatori.
È in corso una sessione di preparazione tecnica, con le giovani che a coppie provano alzate, bagher e schiacciate, in un contorno di buonumore e qualche tuffo sulla sabbia. Sul terzo campo è invece in atto una partita tra due gruppi misti, mentre l’ultimo è teatro di un incontro tra due coppie di ragazzi che si producono in una serie di impegnativi scambi.
Ad accoglierci ci sono Emanuele e Lino che ci spiegano subito come sono articolati i campionati di beach volley. «Noi ora facciamo parte solo dell’Associazione italiana beach volley club (e non della Federazione italiana pallavolo) - sottolineano i due -. L’Aibvc è comunque riconosciuta dal Coni e organizza tornei divisi in serie denominate A, B, Eccellenza e Amatoriale. Ebbene, per la stagione 2024-25 che comincerà a novembre, la Universe iscriverà quattro formazioni maschili (una in Eccellenza e tre in Amatoriale) e due femminili, entrambe in Amatoriale».
Insomma, si fa sul serio. Proprio a un gruppo di ragazze intente ad allenarsi chiediamo perché hanno deciso di darsi al beach volley. (Vedi video)
«Sono un ex pallavolista – racconta Emanuela –. Per me come per molte mie “colleghe” il beach rappresentava solo un’attività estiva. Ma con il tempo ho capito che si tratta di uno sport anche più completo e coinvolgente: mentre a pallavolo si gioca in sei, qui si è solo in due e quindi ogni palla può essere tua».
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Bari, passione "beach volley": 30 campi sparsi per la città e una squadra che fa sul serio
foto di Fabio VogliosoAltre però hanno iniziato per puro divertimento. Azzurra per esempio giocava con gli amici in squadre improvvisate da cinque o sei elementi, poi un giorno vide dei ragazzi che si allenavano “seriamente” e chiese se esistesse a Bari una società di beach volley. Da lì è partita la sua avventura.
Carla viene da Molfetta e da una trafila fatta di danza, danza aerea e pole dance. «Poi mi sono “convertita” al beach volley per due motivi – dice -: mi ricorda tanto l’estate e, come sport di squadra, insegna a sostenersi a vicenda».
Per qualcuna ci ha messo lo zampino pure il Covid. È il caso di Donatella. «Anche io giocavo a pallavolo – ricorda -, ma con la pandemia tutti gli sport indoor furono bloccati. Il beach volley invece, essendo all’aperto, si poteva praticare. Da allora non sono più tornata indietro».
Insomma spirito di squadra, senso di libertà e possibilità di tenersi in forma sembrano essere le spinte principali per cimentarsi con questa disciplina. Idee confermate anche dai giovani che incontriamo in palestra, durante una sessione di potenziamento muscolare in vista dell’inizio dei campionati.
«Cercavo uno sport all’aria aperta e questo credo sia il migliore», confessa uno di loro. «Nel beach volley sei sempre protagonista – ci dice il 41enne Davide - e dopo gli allenamenti mi sento così bene al punto di avere ancora voglia di migliorare alla mia età».
Sono però gli stessi giocatori a rivelare come sia pesante saltare e correre sulla sabbia, adattarsi a giocare in presenza di vento e allenare al meglio le articolazioni. «Anche se il segreto per fare bene è trovare la sinergia nella coppia - spiegano -, perché spesso gli avversari puntano il giocatore che appare più nervoso. Per questo è importante sempre mantenere la calma e far mantenere la calma al compagno».
Ma non ci sono solo agonisti nel beach volley: in tanti lo praticano con il solo scopo di divertirsi e passare una bella serata in compagnia. Naturalmente in questo caso non ci sono regole: si gioca in squadre di quattro, cinque o sei, maschi e femmine insieme.
«Poter giocare misti rende più semplice organizzare una partita, rispetto per esempio al calcetto per il quale è difficile trovare delle ragazze disposte a partecipare», affermano Giuseppe e Vincenzo, impegnati in una partita amatoriale tra colleghi, tutti dipendenti della Peroni.
«Una volta a settimana ci concediamo una partita a beach volley nel dopo-lavoro - sottolineano i due - : un modo per rafforzare lo spirito di gruppo nel segno dello sport».
(Vedi galleria fotografica)
Nel video (di Fabio Voglioso e Gaia Agnelli): gli allenamenti della Beach Volley Universe Bari: