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Il Cus, unica squadra barese di futsal: «Calcio a 5 ancora poco praticato nei grossi centri»
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Il Cus, unica squadra barese di futsal: «Calcio a 5 ancora poco praticato nei grossi centri»

di  Martedì 30 aprile 2024 6 min Letto 3.208 volte
foto di Fabio Voglioso
BARI – Il calcio a 5 non è solo questione di partitelle tra amici organizzate a metà settimana e di campetti prenotati ai quattro angoli della città. A Bari dal 2016 c’è anche chi fa sul serio. Sono i ragazzi del Cus Bari, l’unica squadra barese di futsal, che gioca i campionati federali di uno sport che però nel capoluogo pugliese soffre ancora la presenza di una cultura più votata al tradizionale calcio a 11.

A differenza della provincia e del resto della regione, in cui le società di futsal proliferano, in città il “calcetto” a livello agonistico è infatti praticato solo dal Cus, il Centro Universitario Sportivo. Fino a qualche tempo fa c’erano anche lo Sporting e l’Asd Città di Bari, squadre che però non sono riuscite a far emergere il futsal dalle categorie più basse del calcio a 5 e che oggi non figurano nemmeno più tra le società iscritte ai tornei ufficiali.

Il Cus attualmente gioca il campionato federale di serie C1, oltre a partecipare alle competizioni studentesche. Il centro è infatti diretta emanazione dell’Università e nacque nel 1947 proprio per promuovere lo sport tra gli iscritti all’Ateneo barese.

Siamo quindi andati a conoscere la squadra. (Vedi foto galleria)

Il Cus ha sede sul lungomare Starita, nei pressi della Fiera del Levante. Superiamo così la porta scorrevole di ingresso e imbocchiamo poi uno stretto corridoio che ci porta a un ampio spiazzo delimitato a sinistra dal mare, con decine di natanti ormeggiati che ondeggiano al vento. In fondo si staglia il palazzetto, in mattoni arancioni e tetto a spioventi.
 
Entriamo e veniamo accolti da Antonio Servadio, 36enne consigliere del Cus e capo-sezione del futsal. Con lui costeggiamo il campo di gioco, un rettangolo in parquet su cui si stanno allenando quindici ragazzi che non indossano la tradizionale divisa bianco-rossa ma delle casacche colorate. Ci accomodiamo sulle gradinate dell’impianto: al momento sguarnite, ma in grado di ospitare anche 300 persone.

Con Servadio ripercorriamo la storia della squadra. «Il Cus Bari partecipa da sempre ai Campionati nazionali universitari (Cnu), una sorta di olimpiadi tra gli atenei italiani – spiega il dirigente -. Nel 2016 decidemmo di allestire anche una squadra di futsal da aggiungere alle altre discipline sportive già praticate. Da allora disputiamo ogni anno due competizioni: i Cnu in primavera e i campionati federali da settembre ad aprile».

La formazione che gioca i primi è composta solo da studenti di Uniba, Poliba e Lum, un ateneo privato che ha sede legale a Bari. È composta quindi da ragazzi tra i 19 e i 28 anni, prevalentemente studenti della facoltà di Scienze delle Attività Motorie e Sportive, ma non mancano ragazzi di Medicina, Giurisprudenza, Matematica e Ingegneria.

Mentre la seconda squadra gode della presenza sia di studenti che di giocatori esterni. «La formazione dei campionati federali copre una fascia d’età più ampia, fino ai 37 anni», specifica il dirigente.

In questi primi anni i due progetti sono cresciuti di pari passo. Nel 2024 la squadra dei Cnu, per la terza volta consecutiva, è riuscita a qualificarsi per le “final eight”, le fasi finali del torneo nazionale che si giocherà dal 19 al 24 maggio a Campobasso.

Quanto ai campionati federali, la società nel 2016 si iscrisse alla C2, serie dove è rimasta fino al 2022, anno in cui conquistò la promozione in C1: una categoria mantenuta sino ad ora grazie a due sofferte salvezze.

La settimana del giocatore di futsal è scandita da tre allenamenti e dalla partita del sabato pomeriggio. «Contiamo anche su un discreto seguito di pubblico – afferma Servadio -. Per gli incontri interni al palazzetto abbiamo una media di poco meno di 100 spettatori. Ma ne abbiamo fatti anche 300, come in occasione del match decisivo per la promozione in C1 quando battemmo 7-3 i rivali della Futsal Terlizzi».

Quel 16 aprile 2022 in campo c’era anche Marco Anastasia, 37enne barese, capitano della squadra federale. È alla terza stagione nelle file del Cus, dopo una trafila iniziata nel 2009 tra Adelfia, Cassano e Bitonto. «Da ragazzino giocavo a calcio a 11 – ricorda – ma quando mi iscrissi alla facoltà di Ingegneria cominciai a faticare nel conciliare gli allenamenti pomeridiani con lo studio. Così decisi di dedicarmi al futsal, che mi impegnava solo di sera. Questo è comunque uno sport tosto: si gioca sul parquet, il pallone è a rimbalzo controllato, i ritmi sono molto più intensi e ogni giocatore è costantemente impegnato nell’azione».

Viene dal calcio a 11 anche Vincenzo Gigante, 26 anni di Rutigliano, capitano della formazione impegnata nei Cnu. Fa però parte anche della rosa federale e con il Cus Bari ha già collezionato più di 100 presenze. Lui ha abbandonato il calcio “dei grandi” perché deluso dal sistema. «Una decina di anni fa feci un paio di provini per un’importante società di serie A del Nord Italia – racconta –, ma mi resi conto che tutto girava attorno ai soldi. Per poter abitare, vivere, studiare ed essere seguito nel percorso sportivo alla mia famiglia venne chiesta una cifra insostenibile. Così decisi di restare a casa e dedicarmi al futsal».

Ma come funziona il sistema del Futsal in Italia? I campionati sono divisi in sette categorie. Le prime quattro (Serie A, A2 Élite, A2 e B) sono a livello nazionale, sotto l’egida della Lega nazionale dilettanti della Figc. Le ultime tre (Serie C1, C2 e D) si articolano invece a livello locale e sono gestite dai Comitati regionali.

La Puglia è molto presente nel panorama nazionale. Pur non avendo squadre in massima divisione, ne conta comunque cinque in Serie A2 Élite, sei in A2 e cinque in B. Tutte però realtà di provincia: da Canosa a Latiano, da Capurso a Noci, da Monopoli a Castellana. Solo Taranto ha una squadra in A2. «Il calcio putroppo fagocita tutti gli altri sport, soprattutto nei grossi centri in cui ci sono realtà professionistiche importanti», si rammarica Servadio.

Negli ultimi anni però il Cus sta cercando di invertire la tendenza. Ha aperto una scuola calcio per bambini e sta ottenendo buoni successi anche con la squadra femminile. La formazione delle studentesse non partecipa ancora ai campionati federali, ma ha già vinto due volte i Cnu, nel 2017 e 2023. «I maschi dovrebbero prendere esempio dalle ragazze - conclude Servadio -. Ma per il prossimo campionato abbiamo grandi ambizioni: l’obiettivo è raggiungere i playoff per la promozione in B».

(Vedi galleria fotografica)
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