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La palla tamburello, sport amato sulle spiagge ma snobbato dal Coni
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La palla tamburello, sport amato sulle spiagge ma snobbato dal Coni

di  Venerdì 13 giugno 2014 2 min Letto 12.596 volte
BARI – «Quando associano la palla tamburello alla spiaggia non ci sentiamo sminuiti, anzi: le spiagge possono diventare una rampa di lancio per far conoscere questo sport che in Puglia è assente». Queste le parole di Daniela Logrieco, delegato barese della Federazione Italiana Palla Tamburello, sport che però a Bari e in tutta la regione praticamente non esiste.

Solo nelle scuole medie e superiori a volte sono stati avviati dei tornei studenteschi, ma i ragazzi poi non hanno potuto continuare questa attività perché, appunto, nella regione mancano società e impianti.

 «Il problema è che il Coni ha tagliato i fondi per gli sport minori – afferma la Logrieco – e quindi non essendoci soldi non si può nemmeno pensare di far conoscere questo sport sulle spiagge e nei villaggi turistici».

Eppure non c’è spiaggia che si rispetti dove non si giochi, in maniera amatoriale, a tamburello. Quante volte ci è capitato di ricevere una palla in testa mentre eravamo distesi tranquilli a prendere il sole?  

Nato nel XIX secolo in Francia, questo sport prende il nome dall’arnese con cui si gioca, appunto il tamburello, con il quale si colpisce una palla in un batti e ribatti simile al tennis ma tra due squadre di 3 o 5 giocatori. Il tamburello è circolare di plastica dura con un telo resistente e ha un diametro di 26-28 centimetri. La palla invece ha un diametro di circa 6 cm e un peso di 88 grammi. Il terreno di gioco è rettangolare, ha una grandezza di 80x20 metri ed è diviso in due parti uguali da una linea detta cordino che non consente alle due squadre di entrare in contatto tra loro.

Questo gioco è abbastanza diffuso nel resto d’Italia, soprattutto al Nord: in Trentino, Piemonte e Lombardia, dove la federazione organizza campionati maschili e femminili di varie categorie (vedi foto galleria). Ci sono ben tre specialità: open (si pratica su un campo aperto in terra battuta), indoor (su un campo coperto) e tambeach (sulla spiaggia).

«Il tamburello sembra facile – avverte la Logrieco - ma invece necessita di abilità e forza per colpire la palla, oltre a destrezza, impegno, riflessi pronti e sintonia e collaborazione con la propria squadra. Peccato che non si possa praticare qui da noi. Tre anni fa a Bari, nel Parco 2 Giugno - conclude il delegato –  sono stati realizzati dei campetti di palla tamburello per mostrare ai cittadini la bellezza di questo sport. E’ stata un’iniziativa positiva, ma non è con una semplice rappresentazione che possono cambiare le cose».

Nel video un’esibizione di palla tamburello:


 
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