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Lo Showdown, il ''ping pong'' per non vedenti: la numero 1 θ barese
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Lo Showdown, il ''ping pong'' per non vedenti: la numero 1 θ barese

di  Giovedì 3 aprile 2014 3 min Letto 9.652 volte
BARI – «Ho iniziato a praticare questo sport tre anni fa e pian piano mi sono avvicinata al mondo agonistico. Lo showdown è simile al ping pong, ma è un gioco pensato per chi come me è cieco». Sono le parole della 27enne barese Chiara Di Liddo, atleta non vedente e campionessa di  “showdown” uno sport il cui scopo è quello di far gol nella porta avversaria colpendo la palla con una racchetta e facendola passare al di sotto di uno schermo trasparente (vedi video).

La disciplina è stata inventata dal canadese Joe Lewis negli anni Sessanta ed è uno degli sport adatti a chi purtroppo non ha il dono della vista. In realtà l’unico, assieme al calcio a 5, ad essere praticato nel capoluogo pugliese. Infatti degli altri sport per non vedenti (Goalball, Judo e Torball) a Bari non c’è traccia perché, come dice Antonio Potenza, delegato regionale della Federazione italiana sport paralimpici per ipovedenti e ciechi (Fispic), «i fondi non bastano e mancano gli sponsor».

Allora non resta che lo Showdown, uno sport facile, sia per ragazzi che per ragazze, praticato da atleti non vedenti e ipovedenti (che hanno cioè una capacità visiva molto indebolita, vicino alla cecità).  

I giocatori indossano una mascherina per avere lo stesso grado di “non visibilità”, un guanto grazie al quale impugnano la racchetta, degli occhiali protettivi e una maglietta a maniche corte. Il tavolo da gioco è rettangolare con gli angoli arrotondati e ha delle sponde laterali alte 14 cm. La lunghezza è di 366 cm mentre la larghezza di 122 cm. Il campo è diviso in due parti uguali da uno schermo trasparente alto 42 cm che si trova a una distanza di 10 cm dal tavolo per far si che possa passarci sotto la palla. Quest’ultima ha  un diametro di 6 cm, è liscia e al suo interno c’è un dispositivo sonoro che aiuta i giocatori ad orientarsi. Le racchette sono lunghe 30 cm, sono fatti di legno o di altri materiali lisci e duri.

Una partita (individuale o fra squadre di tre giocatori) è disputata al meglio di tre set, ogni gol vale due punti e vince chi per primo totalizza undici punti.  Il match si gioca sotto il controllo di un arbitro vedente e di un addetto al tempo e al punteggio.

«Esistono tornei regionali, nazionali e internazionali – ci informa il delegato della Federazione -. Nel capoluogo pugliese questo sport è praticato nell’aula polifunzionale dell’Unione ciechi, in via Timavo. Bari ha atleti molto forti che occupano posizioni di prestigio nel ranking nazionale: Chiara Di Liddo è prima, Graziana Mauro è terza mentre Samanta Milillo è sedicesima».

Chiara Di Lillo ha vinto infatti diversi tornei nazionali, un campionato assoluto nella stagione 2012-2013, ha ottenuto due primi posti in un torneo con le dodici migliori giocatrici nazionali e lo scorso agosto in Slovenia ha partecipato al campionato mondiale, classificandosi ottava su ventiquattro partecipanti (vedi foto galleria). «Giocare mi da’ la possibilità di raggiungere degli obbiettivi – sottolinea la ragazza – e di avvertire tanta “adrenalina”. Questo sport mi fa sentire viva».

Nel video il campionato europeo di Showdown svoltosi a Milano nel 2012:



 
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