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Il nuoto sincronizzato, piccole ninfe che danzano e volteggiano nell'acqua
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Il nuoto sincronizzato, piccole ninfe che danzano e volteggiano nell'acqua

di  Venerdì 28 marzo 2014 3 min Letto 10.033 volte
BARI – L’acqua è il loro elemento, il loro habitat, come ninfe acquatiche danzano e volteggiano trasportate dalle note musicali ammaliando chi le osserva: sono le ragazze del nuoto sincronizzato. Il “sincro” è una disciplina complessa, sportiva e artistica, unisce il nuoto, la danza e la ginnastica artistica in un’unica esibizione accompagnata da un brano musicale.

A Bari ci sono due società che permettono alle giovanissime ragazze (o sarebbe meglio dire bambine) dai 12 ai 15 anni di gareggiare nei diversi campionati di nuoto sincronizzato: la Waterpolo Bari e la Gestione Polivalente Modugno (vedi foto galleria).

La Waterpolo (ex Aqua 2000), vanta una tradizione di quasi 20 anni e annovera tra le sue fila circa 70 atlete agoniste che si allenano allo Stadio del Nuoto di Bari quattro volte alle settimana per quasi 3 ore guidate da Chiara Colonna, Floriana Didonna e Annarita Cammisa. «Non è facile riuscire in questo sport – spiega Chiara Colonna -. E’ necessaria una notevole elasticità e potenza muscolare oltre a una grande coordinazione nei movimenti».  

La squadra del GP Modugno è invece una realtà molto più recente. Nata nel 2010, conta 15 agoniste e altrettante nel vivaio. Sono allenate da Mariella Minardi e Delia Di Bari. Proprio la Minardi sottolinea come «lavorare sulla sincronia è molto difficile. Per ottenere buoni risultati bisogna ripetere i movimenti migliaia di volte, tutte insieme».

L’età ideale per cominciare a praticare questo sport è intorno agli otto anni: da qui si parte con un addestramento alle varie tecniche che dura all’incirca due anni.

L’allenamento solitamente è suddiviso in due parti: una parte “a secco”, fuori dall’acqua dove ci si sofferma più sulla preparazione atletica e sulla coordinazione (a volte vengono eseguite anche vere e proprie lezioni di danza per completare l’aspetto coordinativo dell’atleta) e un parte in acqua, dove ci si concentra sulle tecniche più specifiche del sincro.

«Un’atleta deve curare anche la propria espressività durante l’esibizione – sottolinea Mariella Minardi –. E’ una vera e propria interpretazione del brano in sottofondo: attraverso la danza bisogna trasmettere lo stato d’animo che suggerisce la musica. Si può spaziare da una canzone epica di una battaglia a una più allegra e spensierata. Ad alti livelli vengono fatti anche corsi di recitazione teatrale».

Insomma per niente facile, anche se le atlete sembrano veramente innamorate di questo sport. Per la “sincronetta” Martina «è una novità che unisce la musica e la danza al nuoto, mi sento realizzata quando riesco a ballare in acqua». Lucrezia afferma invece: «E’ uno sport molto femminile e mi piace molto stare in acqua». Per Giulia «il nuoto sincronizzato è molto completo e mi permette di divertirmi con le mie compagne».

A proposito, ma per riuscire a muoversi tutte insieme e raggiungere la perfetta sincronia è necessario, per le ragazze, essere “amiche”? «Non sempre – risponde Chiara Colonna - – a volte va bene frequentarsi fuori dall’ambito sportivo, ma se poi nascono delle incomprensioni si rischia di rovinare tutto il lavoro fatto. Quindi è meglio cementare il feeling solo durante gli allenamenti».

Nel video le ragazze del nuoto sincronizzato di Modugno durante un’esibizione natalizia:

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