BARI – «Camminare permette di contemplare e conoscere il territorio nella sua autenticità, non come ci appare in una foto o come ci viene raccontato nei libri: consente di confrontarci con gli altri e con noi stessi». Sono le parole di Corrado Palumbo, segretario dell’associazione “Club amici del Trekking” di Bari, da anni impegnata nella diffusione dell’escursionismo in Puglia.
Diversamente dal Nordic Walking di cui abbiamo parlato qualche mese fa, il trekking non è vissuto come un metodo di allenamento. Si tratta sì di un’attività motoria, ma legata alla cultura della camminata lenta, in montagna, in un ambiente naturale e qualche volta in città, che permette di osservare la natura e visitare piazze e monumenti. «L’origine del termine - spiega Palumbo - risale a una frase in dialetto buero, lingua dei coloni olandesi del Sudafrica, che significa “camminare lungo i solchi lasciati dai carri”».
Il trekking ha cominciato a prendere piede a Bari una ventina di anni fa, grazie alla nascita di varie associazioni. Oggi i soci del “Club amici del Trekking” sono circa 200 e il calendario del 2014 riporta l’organizzazione di 95 eventi, ad ognuno dei quali partecipano in media 20-25 persone. Le camminate vengono effettuate prevalentemente tra la Puglia e la Basilicata e i posti maggiormente esplorati sono la Murgia, il territorio di Gravina e il Gargano. (vedi foto galleria)
Per camminare non è richiesto un abbigliamento specifico: sono essenziali solo scarponcini da escursionismo. L’attività è adatta a tutti, dai bambini ai 70enni, anche se è chiaro che vengono organizzate escursioni di vario livello, alcune più semplici altre più impegnative, con percorsi più lunghi, dislivelli maggiori e passaggi più difficili.
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Il Club del trekking: «Passeggiare lentamente e scoprire la nostra terra»
«Un evento da non perdere è la camminata estiva della “notte bianca” – sottolinea il segretario -. Si passeggia di sera per circa 40 km e quando la vista comincia a non rassicurare pienamente, si sviluppano meglio altri sensi, come l’olfatto e l’udito. Quest’anno partiamo da Quasano per raggiungere Castel del Monte».
A volte vengono organizzati anche percorsi di trekking urbano per valorizzare le bellezze architettoniche e storiche dei borghi antichi, come quello di Bari. «Un modo per invogliare a usare le gambe per muoversi in città, senza ricorrere sempre all’automobile - riferisce Palumbo –. Anche se comunque preferiamo sempre i percorsi naturali: agli escursionisti irrita passeggiare sull’asfalto».
«Il trekking è conoscere il territorio attraverso il modo più antico e più lento che esiste: i piedi – conclude il segretario del club -. Una lenta passeggiata consente di osservare, comprendere, scoprire. Tra i partecipanti si instaura un clima di condivisione di difficoltà, legate alla stanchezza, alla nebbia, al freddo, che aiuta a confrontarsi con gli altri ma soprattutto con sè stessi. La consapevolezza dei propri limiti aiuta a superarli, come affermava il poeta filosofo Seneca “Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che sono difficili”. Il trekking diventa così una filosofia di vita».
Il link del sito "Club amici del Trekking"