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Ville antiche, giardini e chiese in un unico complesso: è l'enorme Istituto De Mattias di Bari
Reportage

Ville antiche, giardini e chiese in un unico complesso: è l'enorme Istituto De Mattias di Bari

di  Giovedì 11 dicembre 2025 5 min Letto 6.707 volte
foto di Paola Grimaldi
BARI – Percorrendo corso Alcide De Gasperi in direzione Carbonara, proprio all’ingresso del quartiere di Bari, si può notare sulla destra l’alto prospetto di una chiesa con un elegante rosone e, oltre un cancello, la facciata ocra di un’antica villa nascosta tra le fronde degli alberi. Si tratta dell’Istituto Santa Maria De Mattias, enorme e sorprendente complesso scolastico attivo dal 1936, che conserva al suo interno un verdeggiante giardino, raffinati quadri e arredi, una sala teatro sotterranea e un vasto uliveto.

La scuola privata (dell’infanzia e primaria) sorge in quella che fu, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, la dimora del senatore Nicola Balenzano (a lui si devono tra le altre l’istituzione dell’Acquedotto Pugliese e la costruzione della Manifattura Tabacchi). Villa e terreni furono poi acquistati dalla Congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, che aggiunsero l’attuale chiesa e l’edificio scolastico che ancora oggi gestiscono con cura. (Vedi foto galleria)

Raggiungiamo il De Mattias al civico 94 di corso Alcide De Gasperi, ad angolo con via Vincenzo Roppo. Vi accediamo tramite uno dei due ingressi della struttura, contraddistinti entrambi da un cancello in ferro tra robuste colonne, recanti il nome del complesso, con pigne in pietra sovrastanti.

Ci ritroviamo subito immersi in una oasi verde con aiuole circolari ricche di palme, pini, querce, arbusti, fiori e raffinati decori, sparsi tra fiabeschi vialetti. Scorgiamo alcuni vasi con mascheroni apotropaici, altri con volti leonini e anche statue raffiguranti Renzo e Lucia della ditta De Filippis: ornamenti immancabili nelle dimore borghesi barese.

Nel giardino vi è anche un piccolo terrazzino che affaccia sull’adiacente strada: si racconta che da qui il senatore Balenzano tenesse i discorsi politici ai cittadini.

Giungiamo infine ai piedi del complesso. Di fronte a noi svetta un immobile bianco di quattro piani degli anni 50, sede della scuola, che affianca (e ingloba in parte) una struttura di tre livelli dall’aspetto antico: l’originaria villa del senatore Balenzano. L’edificio ocra e bianco, cinto da una fine balaustra con statue di putti, è introdotto da un elegante pronao con colonne tuscaniche oltre le quali trovano tre porte, sovrastate da decori a volute.

«La chiamiamo Villa Clivia, dal nome dei bellissimi fiori che la circondano», ci spiega suor Lucia, madre superiora dell’istituto che ci accoglie all’ingresso con Alberta Sgobba, responsabile alle pubbliche relazioni.

Le suore acquistarono il complesso l’11 aprile del 1936 da Giuseppe, figlio del senatore Balenzano, per farne un complesso scolastico che fu intitolato a Santa Maria De Mattias, fondatrice dell’ordine religioso delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo attivo a Bari dal 1893.

Accediamo quindi alla villa, che conserva ancora al suo interno l’originario aspetto. Visitiamo una serie di ambienti, divisi da porte con vetrate colorate, destinati agli incontri comunitari e alle attività delle suore. I vani sono caratterizzati da volte a botte e arredati da pregiati mobili provenienti da altre sedi della congregazione religiosa.

Sui pavimenti si alternano le originarie mattonelle decorate a mano e a motivi romboidali, con inserti di parquet moderno. Nella villa si trova anche una raffinata cappella, costruita recentemente, utilizzata ogni giorno dalle religiose per i momenti di preghiera.

Le nostre guide ci accompagnano ora in un ampio salone, con una particolare volta unghiata. «Questa originariamente era la cappella del complesso – ci racconta la madre superiora -. Quando la comunità si ampliò fu costruita intorno agli anni 50 l’attuale chiesa».

Sui muri scorgiamo anche alcuni pregevoli quadri: una Crocifissione del 1898 e un ritratto della Beata Maria De Mattias del 1915 firmate dal decoratore barese Michele Montrone. Vi è anche un dipinto della Vergine con Bambino opera della scuola di pittura romana delle Francescane Missionarie di Maria.

Attraverso un corridoio ci spostiamo nel secondo edificio, che ospita asilo e scuola elementare, e raggiungiamo il terzo piano da dove possiamo ammirare dall’alto il vasto giardino che circonda l’istituto. Da qui, tramite un passaggio aereo finestrato, giungiamo in un immobile che ospita alcune stanze delle religiose. Dall’esterno quest’ultimo, di color sabbia, appare sovrastato da un loggiato ad archi e da un piccolo campanile.

Tramite una scala scendiamo direttamente all’interno della chiesa, intitolata al Preziosissimo Sangue. Si compone di un’ampia aula rettangolare di oltre 450 metri quadri illuminata da vetrate colorate e moderni lampadari.

«Negli anni 90 è stata interamente restaurata – ci illustra suor Lisa -. All’epoca fu anche realizzato il moderno altare in marmo e, nelle cappelle laterali, furono posti due dipinti raffiguranti la De Mattias, opera della pittrice napoletana Tullia Matania».

Attraverso una porta scendiamo al di sotto della chiesa. Restiamo sorpresi nel trovare un teatro da 250 posti con tanto di palcoscenico. «La sala è intitolata a Madre Crisis Antonelli, figura culturale di rilievo e fondatrice del primo liceo linguistico di Puglia – ci spiega Alberta -. Qui si tengono lezioni e le recite degli alunni dell’istituto, ma viene usato anche per eventi aperti al pubblico».

Torniamo all’esterno attraverso una delle due porte di accesso del teatro, che affiancano quella centrale di ingresso alla bianca chiesa, che ci appare dall’esterno con tre grandi arcate e un raffinato rosone.

Veniamo infine condotti alle spalle del complesso dove si trova il Parco degli Abbracci: un’area realizzata negli anni ’70 come spazio di socialità e gioco all’aperto per i bambini.

Accanto a questa zona si trova un vasto terreno agricolo con oltre 200 ulivi, carrubi, alberi da frutto, piccole coltivazioni stagionali e persino delle arnie per la produzione di miele. «È l’orto didattico dell’istituto – illustra Alberta –: in tutto il complesso vi sono ben 684 piante diverse. Ci teniamo ad educare i bambini alla sostenibilità e alla cura dell’ambiente: organizziamo spesso eventi legati alla natura e campi scuola estivi».

Ancora incantati dalla bellezza e rigogliosità del giardino lasciamo il complesso De Mattias, da quasi un secolo luogo di storia, fede e insegnamento per le nuove generazioni.  

(Vedi galleria fotografica)
 
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