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Ruvo, la Santissima Trinità: quella chiesetta che cela un'avvolgente serie di tempere murarie
Reportage

Ruvo, la Santissima Trinità: quella chiesetta che cela un'avvolgente serie di tempere murarie

di  Martedì 29 aprile 2025 4 min Letto 4.396 volte
foto di Paola Grimaldi
RUVO DI PUGLIA – Una cappella privata all’apparenza anonima che cela al suo interno una serie di sorprendenti tempere murarie che avvolgono lo sguardo del visitatore. È la descrizione della piccola chiesa della Santissima Trinità: un tempio costruito nel 1860 a Ruvo di Puglia.

Il luogo, ubicato sul ciglio di una strada provinciale, fu fatto realizzare da un tale Tommaso Adessi, probabilmente un facoltoso proprietario terriero. L’uomo all’epoca dotò la sua masseria di una cappella per permettere agli agricoltori che vi operavano di potersi riunire in preghiera, commissionando a una bottega di artisti un insieme di colorate tempere raffiguranti tutti i santi più importanti.

Siamo quindi andati a visitare la chiesetta oggi di proprietà di Angela Elicio. La signora ha concesso alla Pro Loco di organizzare visite guidate all’interno del tempietto con uno scopo: quello di far conoscere la chiesa nella speranza di trovare così un benefattore che possa sostenere le spese per il suo necessario restauro. (Vedi foto galleria) 

Ci troviamo quindi sulla strada provinciale 2 che collega Ruvo a Terlizzi. Superato il “Parco della musica Antonio Summo”, dopo pochi metri sulla sinistra ci si trova davanti a una bassa struttura in pietra ottocentesca. Si tratta della facciata dell’antica masseria, al centro della quale è incastonato il prospetto neoclassico della chiesa della Santissima Trinità.

La cappella, seppur scarna, spicca per la simmetria data dalle quattro lesene lisce divise a coppie dalla porta d’ingresso. In alto, poco sopra il timpano, sono presenti due volute sulla cui sommità è presente una nicchia contenente una croce affiancata da due oculi. Sotto il timpano, infine, è posta una targa in latino che ricorda la data di fondazione della cappella: 1860.

Non ci resta ora che entrare attraverso il basso portone di accesso in ferro di recente fattura. Scendiamo così due gradini per ritrovarci davanti a un unico ambiente caratterizzato da una suggestiva serie di tempere murarie che, pur riversando in condizioni non ottimali, conservano il loro fascino. (Vedi video)

Le raffigurazioni rivestono interamente tutte le pareti e sono inserite all’interno di ottagoni le cui misure e collocazioni variano a seconda dell’importanza dei santi ritratti. Iconografie che riprendono le rappresentazioni dei santini devozionali di fine 800.

Al centro della stanza si trova un altare incassato nel muro con su disegnata una croce di colore giallo. Infine a destra della mensa notiamo un’acquasantiera a forma di conchiglia. 

Non conosciamo il nome di colui che ha realizzato le opere, ma è possibile che la paternità sia da attribuire a più artisti facenti parte della stessa bottega. Le tempere più grandi, più armoniose e dettagliate sono però probabilmente frutto della mano del capo bottega.

Ad esempio quella sopra l’altare che raffigura la santissima Trinità, a cui è dedicata la chiesa. Qui troviamo il Dio Padre seduto su una nuvola e con in testa un’aureola triangolare, il Cristo con accanto la croce e lo Spirito Santo simboleggiato da una colomba.

Nella parte bassa della tempera sono anche visibili i due Santi protettori di Ruvo di Puglia: San Rocco di Montpellier in abito da pellegrino e con la piaga sulla gamba e San Biagio abbigliato da vescovo con vestiti dorati (un rimando alla statua presente nella Cattedrale).

Sulla parete a sinistra invece oltre a San Giacomo e San Filippo spicca la tempera raffigurante San Tommaso, sotto cui il committente Tommaso Adessi si fece ritrarre in preghiera. Pare che questa scelta poco “ortodossa” condusse il vescovo Domenico Del Buono a impedire, negli anni 20 del 900, le celebrazioni all’interno della cappella.

Sul muro di destra vi sono poi tempere di San Paolo, San Giuda Taddeo e San Bartolomeo. Anche il soffitto con volta a botte è decorato. Qui sono presenti la Madonna del Pozzo di Capurso, la Madonna di Sovereto e la Madonna dei Miracoli di Andria. Al centro è presente un gancio anticamente utilizzato per appendere il candelabro che dava luce alla chiesa.

Dando le spalle all’altare possiamo poi notare la rappresentazione di Cristo. Si trova all’interno di un’ellissi e compie i gesti rituali dell’Ultima cena. Più in basso, alla destra della porta, è infine raffigurato San Matteo mentre scrive su una pergamena il suo Vangelo.

Purtroppo il tempo, le infiltrazioni d’acqua, oltre a restauri mal eseguiti in passato, hanno portato a un sensibile danneggiamento delle opere. Alla chiesa della Santissima Trinità non resta quindi che sperare che qualcuno la venga a salvare, così da continuare a rivelare la sua silenziosa e sacra bellezza.

(Vedi galleria fotografica)

Nel video (di Paola Grimaldi e Gaia Agnelli) la nostra visita alla chiesa della Santissima Trinità:


 
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