Rappresentare mentalmente il tempo che scorre, creando nella propria testa un disegno che raffiguri il procedere dei mesi, degli anni e soprattutto della propria vita. E’ ciò che alcune persone fanno, anche inconsciamente, da quando sono nati. Ma perché “immaginare” il tempo? E come interpretare dal punto di vista psicologico la propria “visione”? Abbiamo posto questi interrogativi alla psicoterapeuta Morena Leone.
Perché c’è chi rappresenta il tempo?
Da sempre l'uomo è affascinato dal mistero del tempo che scorre, sfuggente e misterioso. Rappresentarlo graficamente con un cerchio, una linea o in qualsiasi modo lo si voglia, sembra nascondere il desiderio di poter esercitare un controllo su di esso, illudendosi di poterlo dominare.
Ci sono persone più predisposte a questo tipo di immagine mentale?
Ogni essere umano possiede una propria diversa raffigurazione mentale, anche se solo i soggetti dalla spiccata capacità intellettiva ne sono consapevoli.
La visualizzazione del tempo ha una qualche concreta utilità?
Potrebbe costituire un valido strumento di lavoro, per i manager ad esempio o per chi comunque amministra un’attività e deve programmare il futuro facendo un bilancio dell’andamento del passato. Allo stesso modo può essere funzionale al lavoro di un’insegnante che segue la ciclicità dell’anno scolastico che inizia sempre a settembre, è cadenzato dai periodi di vacanza e giunge al termine a giugno, mese in cui devono essere raggiunti gli obiettivi prefissati. Ma anche nell’economia dell’esistenza privata può costituire un valido supporto per i fatidici bilanci di fine anno.
Il modo in cui si immagina la vita può essere rivelatore della personalità di ognuno?
Certo, il cerchio, la linea orizzontale o l’ellisse (vedi immagine) indicano una predominanza degli schemi mentali tipici di chi è molto razionale e ha una predilezione per la logica e le materie scientifiche. Mentre i soggetti più creativi tendono a immaginare il proprio tempo in maniera più figurativa o più astratta, sicuramente meno schematica. Poi c’è chi visualizza solo immagini, fotogrammi della propria esistenza, nascondendo il desiderio di catturare il tempo, quasi a voler bloccare una sequenza per fissarlo nello spazio.
Storie
Quelli che rappresentano mentalmente tempo e vita: «Cosμ si rivela la personalitΰ»
La rappresentazione del tempo con un cerchio che cosa può nascondere?
Un’eccessiva predominanza della visione ciclica potrebbe rivelare un atteggiamento ossessivo-compulsivo tipico di chi teme i cambiamenti e tende a voler ripetere per sempre alcuni atteggiamenti legati magari all’infanzia o alla giovinezza.
E chi al contrario immagina una linea retta che procede all’infinito?
E’ sicuramente più predisposto verso il futuro e la progettualità in una visione ottimistica di ciò che lo attende. Però attenzione, il passato deve essere sempre ben presente nella nostra vita: le persone affette da disturbi d'ansia ad esempio registrano una sorta di “perdita della dimensione del passato”, con una conseguente marcata focalizzazione sul futuro e sulle paure legate all’ignoto.
Al contrario ci sono persone che tendono un po’ troppo spesso a guardarsi indietro…
In tal caso l’immaginaria “linea temporale” appare quasi interrotta, incapace di procedere in avanti. Nei soggetti tendenti a stati malinconico-depressivi ad esempio, nei quali non vi è alcuna capacità di immaginare l'avvenire, il futuro appare buio e assente. Ci si lega così al passato come unico elemento certo da cui risulta difficile separarsi.
* con la collaborazione di Cassandra Capriati
Mirko
Molto interessante.
La psicoterapeuta lavora anche a Bari. Riceve? Dov'ι possibile reperire informazioni in tal senso.
Katia Moro è la Giornalista, Leone è la terapeuta, ma la CAPRIATI Cassandra chi sarebbe?
BARINEDITA
Salve Mirko, sarà contattato dalla psicoterapetuta. Cassandra è colei che ha disegnato quell'immagine. Saluti
Carmelo
Ottima iniziativa, dovreste intervistarli più spesso questi professionisti, anche perchι io e mia moglie ci siamo accorti che il vostro "spazio" dedicato alle "Domande ai professionisti" è molto marginale e poco evidente.
Comunque bravi, la psicologia è materia ostica ai più, per una questione culturale, e voi con le vostre iniziative indurrete allo sdoganamento della materia, intrappolata in arcaici preconcetti.
Continuate così...... Vostri Lettori.
BARINEDITA
Grazie mille Carmelo. Sì, cercheremo di dare maggior spazio ai nostri esperti, ampliando anche "l'offerta" e il loro numero. Continui a seguirci. Saluti
Giovanni
Concordo con gli altri lettori, i vostri professionisti sembrano competenti, perchι non dar loro maggiore spazio?Effettivamente noi baresi abbiamo molti preconcetti sulla materia e la vostra iniziativa potrebbe aprire molte menti.
Perchι proprio voi da testata INEDITA non riservate uno spazio ad altre interviste di questo genere? Perchι la gente si abitui a trattare questi temi senza stupidi preconcetti.
Forza Barinedita.
BARINEDITA
Grazie Giovanni, sarà fatto!
