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Mi rifaccio vivo. Con la coppia Rubini-Solfrizzi si ride di gusto tra atmosfere new age
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Mi rifaccio vivo. Con la coppia Rubini-Solfrizzi si ride di gusto tra atmosfere new age

di  Martedì 14 maggio 2013 2 min Letto 5.365 volte
MI RIFACCIO VIVO.  Genere: Commedia. Regia: Sergio Rubini. Attori: Emilio Solfrizzi, Neri Marcorè, Pasquale Petrolo, Margherita Buy, Vanessa Incontrada, Sergio Rubini, Enzo Iacchetti. Durata: 105 minuti.

Biagio Bianchetti (Pasquale Petrolo), imprenditore amante della buona cucina italiana e con l’incorreggibile vizio del fumo, alla vita non potrebbe chiedere di più: ha una moglie bellissima, un lavoro che lo gratifica e un’intensa vita sociale. Ma proprio quando Biagio è intento a godersi ciò che ha costruito con impegno e buona dose di competizione, ecco che l’incubo della sua infanzia torna a fargli ombra.

Ottone Di Valerio (Neri Marcorè), compagno di scuola di Bianchetti, fanciullo e poi uomo infallibile e sempre un passo avanti a chiunque, ricompare dopo anni per proporre all’amico Biagio un affare di lavoro che si presenta brillante. Come ai tempi della scuola, però, è Ottone a trarre i benefici dell’accordo e il povero Bianchetti, ormai pieno di debiti, decide di porre fine alla sua vita.

Grazie alle poche buone azioni compiute in vita però Bianchetti si ritrova a poter sfruttare un bonus che gli consente di reincarnarsi per una settimana nel corpo di Dennis Rufino (Emilio Solfrizzi) per rimediare agli errori commessi in precedenza.

Da questo momento per gli spettatori sono solo risate genuine, grazie a un cast validissimo capeggiato da Solfrizzi e collocato in atmosfere new age. La pellicola tocca, senza troppa retorica e con estrema semplicità, temi attuali come il suicido degli imprenditori falliti e (parlando di cose meno serie) il conformarsi alle tendenze gastronomiche proposte dal mondo orientale.

Ma il fulcro del film è il tema antico della competizione e della rivalità tra esseri umani, che a nulla porta se non alla distruzione, con un messaggio di fondo: è necessario indossare i panni degli altri per capire quanto si nasconde dietro le apparentemente felici maschere che indossiamo.
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