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Bike sharing, θ flop: furti, danneggiamenti e cattiva organizzazione
Inchiesta

Bike sharing, θ flop: furti, danneggiamenti e cattiva organizzazione

di  Martedì 16 ottobre 2012 2 min Letto 6.501 volte
BARI - A cinque anni dalla sua inaugurazione, nonostante le buone intenzioni che hanno animato l’amministrazione comunale e il grande entusiasmo mostrato dai baresi sin dall’inizio, “Bariinbici” purtroppo fa acqua da tutte le parti.

Il servizio di bike sharing, che oggi vede 13 postazioni sparse in tutta Bari e 300 mezzi a disposizione dei cittadini iscritti, è vittima infatti non solo dei soliti atti di vandalismo, ma anche della disorganizzazione di chi lo gestisce.

Il bike sharing permette ai cittadini di noleggiare una bicicletta pubblica collocata in stazioni installate in diversi punti della città. Attualmente è possibile fare richiesta della tessera elettronica dalla validità annuale, presentando in copia un documento di identità all’Amtab (la società che ha in gestione il servizio), al costo di dieci euro per l’abbonamento e altri dieci a titolo di cauzione per la tessera e il sistema di bloccaggio della bicicletta.

I furti delle bici a noleggio in costante aumento, i danneggiamenti compiuti nei confronti delle bici stesse e delle colonnine presso le quali queste si prelevano e si lasciano (che sono troppo spesso fuori uso) e la contestuale impossibilità da parte dell’Amtab di sopperire alla situazione con un solo addetto alla manutenzione, hanno costretto però negli ultimi mesi 60 utenti a restituire la tessera alla sua scadenza. Frenando così un servizio cardine per la mobilità sostenibile nel capoluogo pugliese.

Una decisione probabilmente dovuta anche al fatto che sino all’anno scorso era sempre praticamente impossibile riuscire a trovare mezzi liberi e disponibili. Problema, questo, causato non solo dal fatto che il numero di bici a noleggio era (ed è) oggettivamente inferiore alle richieste, ma anche dall’organizzazione stessa del servizio.

Molti utenti infatti “sequestravano” per diverse ore la bicicletta, sottraendola all’utilizzo degli altri e facendo così venir meno la natura stessa del bike sharing. L’introduzione di un sistema di prezzi con l’utilizzo della bici gratuito per la prima ora e con il costo di cinquanta centesimi per la seconda ora e un euro a partire dalla terza ha solo parzialmente risolto la situazione.

Che questo servizio a Bari non funzioni lo dimostra anche una recente inchiesta a livello europeo del Touring Club Svizzero (TCS), che ha inserito il bike sharing di Bari agli ultimi posti di una speciale classifica, marchiandolo anche con un “insufficiente” che lascia poco spazio a ulteriori commenti. Anche se, a onor del vero, in Italia solo Milano e Torino sono state giudicate con un “buono” e Parma si è beccata la sufficienza.
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