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Universitΰ, libri scritti e imposti dai professori: in Ateneo θ la regola
Inchiesta

Universitΰ, libri scritti e imposti dai professori: in Ateneo θ la regola

di  Venerdì 22 novembre 2013 4 min Letto 13.280 volte
BARI – Lo abbiamo scritto qualche giorno fa: a Bari ci sono copisterie che vendono libri completamente fotocopiati, in barba alle norme che vietano questa pratica. D’altronde però se c’è un’offerta, c’è anche una domanda, che è quella degli studenti universitari che in massa si lamentano per l’eccessivo costo della spesa inerente all’acquisto dei testi universitari. E che quindi approfittano del fatto che ci sia qualcuno che, vendendo libri fotocopiati, riesce a far risparmiare loro diversi euro.

Ora, noi non entreremo nel merito dei prezzi dei libri, che di solito sono testi “nazionali” che hanno un costo deciso alla base,  ma non possiamo non sottolineare come spesso i professori universitari al posto di “aiutare” gli studenti nel sostenere i costi legati allo studio, vanno loro “contro”, consigliando o imponendo l’acquisto di ulteriori testi per la “parte speciale” che, come per magia, risultano scritti proprio dal docente stesso.  

Insomma ci sono professori che scrivono e pubblicano dei libri e poi li inseriscono nei piani di studio, magari non perché li ritengono fondamentali per la crescita culturale dei propri studenti, «ma solo per vendere qualche copia in più», come afferma Michele, che studia Scienze Politiche.  

Basta dare un’occhiata al piano di studi delle principali facoltà che dipendono dall’Ateneo di Bari, per accorgersi che questa la pratica di inserire nei programmi testi universitari scritti dai docenti stessi è praticamente la regola.

A Scienze della Formazione ben 15 esami su 20 prevedono un testo pubblicato da un professore titolare di cattedra. A Lettere gli esami di questo genere sono 10 su 25. A Scienze Politiche 15 su 21, a Filosofia 10 su 23. Va un po’ meglio a Giurisprudenza dove ci si ferma a 8 su 31. Mediamente per la metà degli esami previsti è quindi necessario un testo del professore.

«Tutto questo è ingiusto – sottolinea Nicola, che studia a Scienze della Formazione - . Non basta sobbarcarsi il costo delle tasse e dei libri principali, per molti esami siamo costretti anche a comprare i testi scritti dai professori, che altrimenti in sede di esame ci farebbero problemi».
Racconta la studentessa di Lettere Moderne, Caterina: «Per molti degli esami della triennale c'è bisogno di comprare i libri dei professori. Ricordo ancora le parole di un docente di una materia del secondo anno: “Non è obbligatorio comprare il mio libro, ma è molto utile perché renderà l'esame più semplice”».

E questi libri non è possibile neanche fotocopiarli. «Una volta in sede di esame mi presentai con un libro scritto dal professore, fotocopiato – afferma Noemi, che studia Lettere -. Ebbene l’assistente mi guardò spaventata e mi disse: “nascondi subito le fotocopie, perché se ti vede il professore non so come si potrà mettere il tuo esame».

«Per alcuni esami - dice Rosy, sempre di Lettere -  si può ovviare al problema di dover presentare il testo al docente in sede di esame. Ci si organizza in gruppi, si acquista un solo libro e lo si fotocopia. Poi all’esame ci si scambia il testo originale per dimostrare al professore di averlo comprato. D’altronde però spesso questo stratagemma risulta impossibile da mettere in pratica, visto che il docente all’esame “autografa” il libro. E così lo scambio diventa impossibile».

Eppure non per tutte le facoltà vige questa regola. Se dall’Ateneo ci spostiamo al Campus la situazione cambia nettamente. Giusto per fare qualche esempio, a Farmacia solo un esame su 23 prevede un libro scritto da un professore. Ad Architettura 3 su 30 e a Chimica 2 su 25.
Qui quindi è un’altra storia. Ce lo conferma Valeria, che frequenta il terzo anno a Farmacia. «Per alcuni esami, come Chimica Analitica  - dice – i libri non servono proprio. I professori ci forniscono il materiale su cui dover studiare gratuitamente».

Così è anche a Medicina dove « i docenti consigliano sempre libri a cui hanno collaborato, ma forniscono comunque tutto il materiale necessario alla preparazione degli esami attraverso delle slides preparate appositamente per noi », ci rassicura Arianna, una matricola.

Insomma, esiste un modo per far pesare di meno l’Università sulle tasche degli studenti. Però poi è chiaro, se tutti i docenti fossero così magnanimi nei confronti dei propri allievi, chi si comprerebbe mai i loro libri?
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I commenti (2)
Studentessa
E' veramente ridicolo. Un libro va consigliato se θ utile allo studio indipendentemente da chi lo ha scritto. Per fortuna che al politecnico non abbiamo questi problemi, tra l'altro i libri ci vengono solo consigliati e non imposti, tra l'altro mi θ capitato solo una volta che una professoressa consigliasse il suo libro e all'esame ci fu una scena impagabile: ad un ragazzo che non sapeva rispondere alla domanda ha chiesto di mostrarle il libro, il ragazzo che aveva fotocopiato il libro le ha risposto che non ce l'aveva e lei "dai, lo so che ce l hai fotocopiato", bhe alla fine il ragazzo ha preso 28.
Studentessa 2
Posso confermare quanto detto! Anche a lingue θ cosμ, fortunatamente θ limitato solo a certe lingue! Ad esempio, Francese I con uno dei professori ( di cui non faccio nome ) ha imposto l'acquisto di 4 libri su 5 originali perchθ scritti da lui! E se malauguratamente l'acquisto non avviene il professore abbassa drasticamente la votazione! Occhio, ragazzi!