BARI- Dely De Marzo è il cantautore barese che ha vinto nel 2012 il premio Mimmo Bucci. Accompagnato da cinque anni dal chitarrista Roberto Antonacci, ha aggiunto all’inizio di quest’anno due nuovi membri alla sua band: il bassista Angelo Verbena e il trombonista Eddy De Marco.
Dely, qual è il vostro genere musicale?
Dopo gli esordi con brani esclusivamente pop, abbiamo deciso di cambiare genere e migrare verso il folk-rock riscontrando un maggiore successo. Anche se non facciamo riferimento a nessun artista in particolare.
Nel vostro gruppo manca un batterista....
In verità il fatto di non averlo non è affatto una scelta. Siamo alla ricerca di un musicista bravo e che abbia voglia di abbracciare il progetto con serietà e dedizione.
Quando scrivi hai una musa ispiratrice?
Io credo che la musa ispiratrice sia la parte più profonda di ognuno di noi, oserei dire la parte femminile nascosta. Anche se i brani nascono veramente da soli. Io dico che scrivere canzoni è come andare a pesca: devi attendere il momento propizio però senza far spezzare la lenza.
La musica è un fantastico mezzo di comunicazione. Questo ti fa sentire privilegiato?
Sicuramente. La possibilità di trattare varie tematiche ed esporre con la musica il proprio punto di vista è indiscutibilmente un privilegio. Tuttavia non sempre nei testi si scrive qualcosa che si pensa, perché ci si preoccupa quasi di “imbellettarli” e cioè renderli gradevoli al pubblico.
Che messaggio vorresti comunicare con le tue canzoni?
La semplicità. In Giallo come il sole lo dico nella strofa. Anche se quando si compone una canzone la cosa più difficile è accettare questa condizione di dover rispettare due canoni antitetici: la semplicità nella scrittura e il dover strutturare il brano. Ci si trova di fronte al dilemma se inseguire l’ascoltatore che non ha voglia di impegnarsi o fare il cantautore impegnato. E’ una bella sfida.
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Il cantautore Dely De Marzo: «Scrivere canzoni? E' come andare a pesca»
Qual è il brano che ti rappresenta maggiormente?
Come un treno perché parla dei poveri diavoli e cioè della gente debole e indifesa. Lo siamo un po’ tutti.
C’è un pezzo che non sei ancora riuscito a scrivere?
Opere incompiute le hanno tutti. Ti capita di iniziare un brano, poi la abbandoni un po’ finché non sei di nuovo ispirato. La canzone che non sono riuscito a scrivere è una che parla del linguaggio musicale come linguaggio universale di Dio.
In Giallo come il sole canti: “Sognare, sentire a un tratto la radio che passa questa canzone”. Rimarrà solo un sogno?
Io credo che il minimo che si possa fare è lavorare affinché questo possa accadere. Bisogna cercare di far crescere il prodotto. Scrivere canzoni è un piacere, ma voler fare il cantautore è un mestiere per cui occorrono impegno, umiltà e soprattutto, non vi sembri contraddittorio, presunzione. Spero di farcela.
“Giallo come il sole”, di Dely De Marzo: