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Nu Tango Wave: «Fondiamo piω forme d'arte per ''affrontare la cultura''»
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Nu Tango Wave: «Fondiamo piω forme d'arte per ''affrontare la cultura''»

di  Lunedì 18 febbraio 2013 3 min Letto 10.024 volte
BARI – Cosa avviene se si fondono tango, musica brasiliana, jazz e funky? Nasce una sonorità trasversale e variegata, quella alla base del progetto musicale del gruppo barese Nu Tango Wave. Una band che vede la presenza di Gianni Quadrelli alla chitarra e di Maria Grazia Trentadue alla voce. Abbiamo intervistato la cantante.

Come nasce Nu Tango Wave?

Lo show è stato partorito dalla mente di Quadrelli quattro anni fa. Nel 2009 non c’erano molti gruppi che suonavano tango: all’epoca andava di moda solo quello ballato. Nu Tango Wave è stato creato con l’idea di suonare dal vivo un tango tradizionale rivisitato in chiave moderna.

Ma suonate solo in due?

No, anche se solo io e Gianni siamo membri fissi della band, gli altri ruotano in base alle serate e al luogo in cui suoniamo. La nostra non è una compagine fissa: può gonfiarsi ed esplodere con ritmi incalzanti e di gruppo o ritirarsi smorzata in un sound più minimalista con meno strumenti.

La particolarità dei vostri spettacoli?

Cerchiamo di fondere generi diversi sfruttando al meglio le esperienze formative di ciascuno di noi e suoniamo una musica diversa dal classico tango: mescoliamo il tango moderno (quasi elettronico), al ritmo funky dance, insieme con la bossa nova e le colonne sonore delle pellicole cinematografiche più celebri. Il nostro repertorio spazia da brani scritti da noi, fino ad arrivare ai Gotan Project, a Morricone, ad Astor Piazzolla e al jazz storico.

Qualche esempio di film a cui vi siete ispirati?

“Frida”, “Saturno contro”, “Frantic” e tanti altri. Cerchiamo di unire le nostre passioni per il teatro, per la musica e per il cinema in un unico spettacolo. Suoniamo, rivisitiamo brani da veri cinefili e interpretiamo sempre la nostra musica. Io per prima ho cercato di portare teatralità nel gruppo, dato che sono una performer teatrale e provengo dal mondo dei musical.

Cosa vi distingue quindi dai tradizionali gruppi di tango?

Proprio le nostre esperienze e formazioni diverse. Ad esempio Gianni ha sempre seguito le orme della bossa nova, il batterista che spesso ci accompagna quelle del suono funky dance. Chi collabora con noi apporta sempre qualcosa dal sapore nuovo allo spettacolo.

Che ruolo ha la danza durante le vostre esibizioni?

La danza è la quarta arte presente durante i nostri show. Quando il budget lo consente, allo spettacolo partecipa un gruppo di ballerini professionisti che ci accompagna. Tuttavia, spesso è il pubblico che spontaneamente si fa ballerino e si lascia trasportare dalla cascata di note. In entrambi i casi, comunque, quello che ballano non è il tango tecnico che necessita di prove e coreografie precise, ma il tango improvvisato e sentito con il cuore. Sembra davvero di essere in una festa a Buenos Aires.

Che messaggio volete trasmettere attraverso le vostre note?

Cerchiamo di utilizzare la musica per avvicinarci alle altre arti, per essere trasversali e “affrontare la cultura”, come diciamo spesso. La bellezza di questo spettacolo è il tentativo di fondere più forme d’arte contemporaneamente. Inoltre, vorremmo sdoganare i generi dalle loro etichette: troppo spesso, il jazz pretende di essere solo jazz e il tango solo tango. Noi cerchiamo l’integrazione completa tra i generi e tra i musicisti, riflesso dell’integrazione tra gli esseri umani.

Progetti futuri?

Abbiamo in mente un disco. La stesura e la progettazione sono in itinere, il passo successivo sarà andare in studio e registrare. Quando si incide un album, il problema si pone nel trovare il giusto compromesso tra ciò che il pubblico richiede e si aspetta e ciò che meglio rappresenta l’essenza del gruppo. Un prodotto musicale per il pubblico non deve snaturare i tratti caratteristici di una band, quindi il nostro disco rappresenterà sicuramente la nostra trasversalità.

Il video del brano "Nu tango wave":

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