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Il rapper Xeno: «Il mio brano "Covid-19" sull'emergenza che allontana ma unisce»
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Il rapper Xeno: «Il mio brano "Covid-19" sull'emergenza che allontana ma unisce»

di  Lunedì 4 maggio 2020 2 min Letto 4.642 volte
BARI - «Ho deciso di dedicare un brano alla situazione che stiamo vivendo, scritto durante questa strana quarantena». Parole del 20enne Cosimo Insalata (nella foto), in arte Xeno, rapper barese che ha pubblicato il mese scorso il pezzo musicale “Covid-19”. Lo abbiamo intervistato.

Partiamo dalla canzone dedicata all’emergenza Coronavirus.

Si chiama “Covid-19”: l’ho pubblicato sul mio profilo Instagram (fresh_xeno) lo scorso 17 marzo. Ritrae la situazione che stiamo vivendo in questo triste periodo di quarantena: un qualcosa che pur allontanandoci ci sta rendendo più “uniti” di prima. Perché se è vero che le mascherine, i guanti e le varie precauzioni ostacolano il contatto, d'altro canto dimostrano quanto siamo disposti a sacrificare per una lotta comune.

Il pezzo è un rap: quando nasce la tua passione per questo genere musicale?

Nel 2011, quando mi sono innamorato di Eminem. Alle scuole medie da autodidatta imparai a suonare la chitarra, ma solo nel 2014 cominciai a scrivere canzoni. Il mio primo lavoro fu “Under”, registrato con il mio amico Bayron. Da lì poi sono arrivati altri pezzi quali “E(h)aters”. “La mia storia”, “Le stelle piangono”, anche se il singolo che più sento mio è “Lei”. Parla di un amore che ho vissuto e di come sia pian piano svanito.

Perché Xeno?

Deriva da una parola greca “Xenos” che significa “diverso”. Mi rappresenta perché ho sempre voluto distinguermi: ritengo di essere una persona autentica che non finge di essere qualcun altro.

In che modo gli ascoltatori possono identificarsi nella tua musica?

Io scrivo testi soprattutto per me e per dare sfogo alle mie emozioni, raccontando situazioni positive o negative che vivo quotidianamente, anche se il mio obiettivo è che ci si possa riconoscere in quello di cui parlo. Tratto temi personali che però rappresentano ciascuno nella collettività. Non mi ispiro a qualche artista in particolare, anche se ammiro molto Gemitaiz, un rapper italiano.

Oltre a pubblicare i tuoi brani su Youtube riesci ad esibirti dal vivo?

Si, mi è capitato di partecipare ad alcuni eventi con altri giovani rapper. Anche se ho ancora una lunga strada davanti a me e un sogno: quello di trasformare questa mia passione in un lavoro.

Bari è una città in cui è possibile emergere?

Penso che ogni luogo possa offrire opportunità, se ben sfruttato. A Bari ci sono sempre più ragazzi che si stanno avvicinando a questo tipo di musica, perché non è importante il posto da cui si proviene, ma la propria determinazione.

Qui si può ascoltare il brano “Covid-19”

Il video di “Lei”:

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