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I Gadjos, da Barletta a Firenze per aprire il concerto dei Litfiba
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I Gadjos, da Barletta a Firenze per aprire il concerto dei Litfiba

di  Lunedì 3 dicembre 2012 2 min Letto 5.733 volte
BARLETTA - Dal 2007 suonano insieme puntando su grinta e brani inediti. Sono i Gadjos, rock band di Barletta. Abbiamo incontrato il cantante, Luca Raguseo.
 
Presentatevi innanzitutto, chi siete e perché vi chiamate così?

 
Io sono il cantante poi c’è Marco Pistillo alla batteria, Claudio “Renton” Doronzo al basso, Cosimo Orofino alle tastiere e sintetizzatore e Antonio Lanotte alla chitarra. Gadjos vuol dire stranieri o viaggiatori in lingua rom. E’ una parola che ci rispecchia molto, perché viviamo questa esperienza musicale come un viaggio e perché ci sentiamo un po' come degli stranieri nell’attuale mondo della musica.
 
Che tipo di musica fate e quali sono gli artisti che vi ispirano di più?
 
Abbiamo sempre voluto fare del buon hard rock, stile Guns ‘n Roses per intenderci. Ci piacciono i ritmi martellanti e divertenti ma col tempo ci siamo lasciati influenzare anche dall’elettronica. In ogni caso il nostro gruppo preferito restano i Litfiba.
 
A proposito dei Litfiba, avete aperto un loro concerto...
 
Si. A maggio 2012 abbiamo partecipato a un concorso.  Siamo riusciti ad arrivare in finale e a classificarci fra le prime cinque  band. Il premio era un esibizione all’Hard Rock Cafè di Firenze proprio davanti ai Litfiba. Evidentemente in quell’occasione gli siamo piaciuti e a ottobre ci hanno contattato per aprire il loro concerto del 4 novembre al Viper di Firenze. E’ stata un’emozione incredibile esibirci in quel contesto e siamo rimasti particolarmente colpiti dalla loro ospitalità.
 
Avete mai pubblicato vostri brani?
 
Per ora no, ma stiamo lavorando al nostro primo album totalmente autoprodotto, si intitola “Il viaggio” e da febbraio sarà acquistabile via internet su I-Tunes e ai nostri concerti. Il tema conduttore dei nostri brani è la critica al modo in cui la televisione sta modificando il modo di pensare e di vivere dei giovani. E’ praticamente una gabbia che addormenta il cervello, più la tecnologia avanza e più la mente regredisce.
 
E' duro fare musica in Italia?

Sì, è difficilissimo trovare una casa discografica che creda in te. Anche esibirsi non è facile, visto che ora c'è il “boom” delle cover band, cosa che ci infastidisce perché in questo modo viene premiato chi copia a discapito di chi cerca di proporre qualcosa di inedito, un po’ come fate voi con l’informazione.

Il brano "Benvenuti qui" che farà parte dell'album "Il Viaggio" dei Gadjos
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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