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Simone Salamida: «Con il ''live painting'' unisco pittura, musica e festa»
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Simone Salamida: «Con il ''live painting'' unisco pittura, musica e festa»

di  Mercoledì 28 gennaio 2015 3 min Letto 11.587 volte
BARI – Realizzare un disegno o un dipinto “dal vivo”, spesso accompagnando la musica, mentre va in scena un concerto, un evento pubblico, una festa. E’ il cosiddetto “live painting” che a Bari vede tra i suoi fautori Simone Salamida (in arte "Misteresse"), 19enne street artist di Santo Spirito (vedi foto galleria). Lo abbiamo incontrato.

Parlaci del live painting.

Funziona tutto in presa diretta, in buona sostanza disegno e dipingo sul momento. Va da sè che non ho la possibilità di sbagliare, cancellare, finire con calma, rifare. Il live painting prende vita ovunque: in discoteca, per strada, in posti frequentati o abbandonati. Non dipingo necessariamente quello che vedo, ma il luogo dove mi trovo condiziona la mia performance: in base alla situazione inserisco soggetti che possono alludere al contesto che mi circonda.

Come si svolge una performance di questo tipo?

Si comincia con l’individuare il punto più funzionale del locale, pub o area, in modo tale da creare una situazione favorevole, per mettersi in risalto ma non troppo. Poi si prendono pannelli o tele e quando parte la musica, che è quasi sempre techno o “alternative”, comincia il mio spettacolo di live painting. Comincio a dipingere nel mio spazio, senza interferire con gli altri, anche se il più delle volte il pubblico si avvicina per vedere cosa combino. A volte le immagini vengono anche proiettate su schermo. E’ tutto fatto istintivamente, anche se il più delle volte c’è un rimando, più o meno manifesto, alla “situazione” che si viene a creare. Ad esempio posso realizzare una caricatura del dj che si trova alla consolle o utilizzare i colori presenti nella sala. Non ho comunque limitazioni a livello di tempo e non devo stare sempre a disegnare. E’ una cosa molto libera ed è cosi che deve esser fatta, a meno che non ci sia un tema in particolare che venga imposto dal committente.

Vieni influenzato dalla musica?

La musica funziona da accompagnamento, ma non devo necessariamente seguirla, anche se a volte si riesce ad andare in sincrono con le note diffuse, e si crea un connubio tra arte visiva e arte sonora. A volte sono io la “portata” principale di una serata, ma se si tratta di un evento in cui è ospite un dj famoso, io faccio da “contorno”.

Riesci a “comunicare” qualcosa durante le tue esibizioni?

Il concetto di comunicazione qui è più ampio e libero, ognuno può interpretare a modo suo. Soprattutto dal momento in cui utilizzo soggetti volutamente non nitidi ma astratti, per offrire diverse chiavi di lettura a chi osserva i miei lavori. E va bene così, considerato che il pubblico è assolutamente differenziato e non omogeneo: c'è gente che si limita a guardare mentre sorseggia da bere e chi mi riempie di domande e vuole acquistare i miei lavori.

A Bari “funziona” questo tipo di intrattenimento?

Sì, contro ogni previsione. Sicuramente parliamo di un qualcosa di diverso, che non si vede tutti i giorni. Chiaramente gran parte del pubblico è composto da giovani che guardano, magari fanno anche delle domande giuste, o mi dicono "sai mi piace quello perchè a me trasmette questo". Vedere che pian piano il live painting prende piede ed è apprezzato è per me molto gratificante.
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I commenti (1)
rita
Ciao Mi è molto piaciuto il tuo articolo.Volevo ringraziarti sopratutto perchι mi ha permesso di conoscere un artista moderno. Dipingere,per così dire dal vivo,nnon è stato quello che faceva per esempio Henry De Toulouse Lotrech, nel Moulin Rouge? Bravo ! E grazie. ..