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Visita al Teatro Margherita ristrutturato
Il Teatro Margherita di Bari, in disuso da ben 28 anni, sta finalmente tornando agli antichi splendori, grazie a un monumentale lavoro di consolidamento, restauro e riqualificazione che, iniziato nel 2001, dovrebbe terminare nel 2019. Per lui si prevede un futuro museale: sarà infatti uno dei fulcri del nuovo “Polo delle arti contemporanee” della città. Nel frattempo, grazie alle Giornate d’autunno del Fai, il teatro si è mostrato parzialmente al pubblico sabato e domenica scorsi, rivelando la sua nuova veste (foto di Antonio Caradonna)
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Primo edificio in cemento armato della città, teatro della tarda belle époque, night club americano, cinema: tutto questo è stato dal 1914 il Margherita di Bari (qui in una foto degli anni 60)
Si tratta di uno dei simboli del capoluogo pugliese: una struttura liberty che, grazie al sapiente uso di palafitte, si pone adagiata sul mare, protetta dai Moli Sant’Antonio e San Nicola
Il politeama, in disuso da ben 28 anni, sta finalmente tornando agli antichi splendori, grazie a un monumentale lavoro di consolidamento, restauro e riqualificazione che, iniziato nel 2001, dovrebbe terminare nel 2019
Oggi, a distanza di tanti anni, ci ritroviamo quindi nuovamente davanti a questo storico edificio la cui entrata si affaccia sul Lungomare Imperatore Augusto
L’esterno è stato completamente ristrutturato utilizzando il colore “storico”, ovvero il particolare e tenue rosso mattone
Il restauro ha messo in evidenza le mille decorazioni di inizio 900, come ghirlande, festoni, mascheroni e fiocchi stilizzati che si alternano a stemmi e putti
Le figure si rincorrono per tutto il prospetto
Da qui si innalzano due torri con pinnacoli e guglie
Mentre le finestre di gusto neoclassico sono incluse tra lesene con capitelli corinzi, cornici marcapiano e cornicioni di coronamento aggettante
Non ci resta ora che entrare. Davanti ai nostri occhi si apre il foyer, anch’esso ottagonale, su cui si affacciano piccoli palchi e finestre
In fondo ampie vetrate inondano l’ambiente di luce
Qui sono evidenti lavori di recupero dell’intonaco e delle modanature, mentre alcuni elementi come i pilastri e le travi sono stati lasciati più “grezzi”, quasi come in un castello abbandonato, creando un interessante contrasto con l’eleganza dell’insieme
La sensazione di trovarci in un ambiente che ha reso giustizia alla storia si accentua quando, guardando in su, notiamo i delicati dipinti murali della cupola
Anche qui predomina lo stile liberty...
...che si esprime con le maschere, i festoni e gli elementi vegetali degli stucchi dorati
Quattro nicchie “abitate” da figure femminili...
...si intervallano ad altrettante porzioni di cielo azzurro...
...con un effetto trompe-l'œil che vede adagiarsi su soffici nuvole gruppi di cherubini che trasportano lunghe ghirlande fiorite
Alla nostra sinistra si apre invece l’ingresso dell’ex sala cinematografica da 560 posti, abbracciata da ballatoi metallici che si sviluppano su due piani e dotata di un nuovo pavimento in parquet
Qui non ci sono stucchi né affreschi, anzi i muri sono coperti da pannelli fonoassorbenti bianchi e grigi dalla disposizione apparentemente casuale che dovranno garantire un’acustica adeguata in caso di rappresentazioni sperimentali
Il nostro tour termina sul retro del teatro, lì dove una terrazzina ci permette di “affacciarci sulla città”. Ci sono il mare, i gozzi, i moli, N’dèrr’a la lanz, il Barion e in lontananza la torre della Provincia. Una vista che, si spera, potrà essere presto restituita a tutti i baresi