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Visita a Toritto tra buon cibo e cultura
Dalla “cervellata” alla mandorla Filippo Cea, dall’olio extravergine all’“intorchiata”. Quando si parla di Toritto, centro di 8mila anime a sud-ovest di Bari, è impossibile prescindere dai suoi tanti ed eccellenti prodotti tipici, citati in tutte le guide agroalimentari della Puglia. In pochi però conoscono il paese in sé, caratterizzato da un piccolo ma suggestivo borgo costellato da antichi monumenti. Per questo, unendo buon cibo e cultura, ci siamo immersi tra le viuzze di "Trìtt" (foto di Nicola Imperiale)
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Dalla “cervellata”, olio extravergine, dolci di mandorla. Quando si parla di Toritto, centro di 6mila anime a sud-ovest di Bari, è impossibile prescindere dai suoi tanti ed eccellenti prodotti tipici, citati in tutte le guide agroalimentari della Puglia
Altro prodotto tipico di Torittto: la mandorla “Filippo Cea”. Oltre al sapore gustoso e la bassa acidità, questa varietà ha la particolarità di avere due semi
La prima tappa del nostro viaggio è l’oleificio cooperativo, dove incontriamo Vincenzo che ci fa assaggiare dell’olio extravergine dopo averlo “distillato” da una cisterna
Ci spostiamo ora nuovamente verso il centro abitato, per giungere fino in corso Diaz, lì dove è presente una storica macelleria. È qui che facciamo la conoscenza della mitica “cervellata”, una salsiccia realizzata con le parti umide di suino, bovino e ovino e aromatizzata con basilico, aglio, sale, pepe e pecorino grattugiato
Ora però è arrivato il momento di dedicare il nostro tempo alla visita del centro storico di Toritto. Ci dirigiamo quindi in piazza Aldo Moro per ammirare la chiesetta settecentesca dedicata alla Madonna delle Grazie, compatrona assieme a San Rocco
Svoltiamo poi sulla destra per piazza Vittorio Emanuele II, detta anche “vecchia”, in cui si erge il Castello Marchesale, i cui primi documenti risalgono al 1167
L’edificio, ampliato e ristrutturato nei vari secoli, assume oggi un aspetto austero grazie alla sua torre a pianta quadrata e i leoni che sorvegliano il portone situato sul lato ovest del fabbricato
Continuiamo quindi su corso Umberto I e da questo punto in poi, dopo aver apprezzato la Torre dell’orologio del 1564...
...ci perdiamo tra le viuzze del borgo antico, con i suoi archi di pietra, i pavimenti a chianche e le caratteristiche lampade
In Piazza Papa Giovanni Paolo II ci fermiamo poi ad ammirare la chiesa matrice dedicata a San Nicola, costruita nel 1410 sui resti di un tempio eretto prima dell’anno Mille
Ampliata nel 1662 con l’aggiunta di un campanile, fu quasi interamente ricostruita dopo un incendio avvenuto nel 1808
E infine, in via Giuseppe Pugliese, andiamo a visitare l’elegante chiesa di San Giuseppe edificata in stile neogotico nel 1921 sulle rovine della più antica chiesa del Purgatorio
L’ultima tappa del viaggio la dedichiamo però all’ennesima specialità gastronomica del paese: la pasta di mandorle