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Vino primitivo, le antiche cantine del sud-est barese

25 foto 30 June 2021

È un simbolo della terra di Bari, scoperto alla fine del XVIII secolo a Gioia del Colle e da lì diffusosi in tutta la Puglia. Si tratta del primitivo, sontuoso vino di grande espressione fruttata, elevato grado alcolico e inconfondibile colore rubino. Siamo quindi andati a visitare le tre più antiche cantine produttrici di Primitivo di Gioia, portate avanti dalle stesse famiglie da decenni e decenni: si tratta delle secolari Colavecchio (a Putignano dal 1795), Patruno Perniola (a Gioia dal 1821) e Angiuli (ad Adelfia dal 1880). (Foto di Antonio Caradonna)

25 fotografie
Cominciamo da Colavecchio, situata nelle campagne di Putignano
Cominciamo da Colavecchio, situata nelle campagne di Putignano
Veniamo accolti da una masseria a un solo piano verniciata di rosso pompeiano e ornata da una vite rampicante
Veniamo accolti da una masseria a un solo piano verniciata di rosso pompeiano e ornata da una vite rampicante
In un angolo riposano un vecchio torchio, alcuni antichi aratri e delle botti ornamentali
In un angolo riposano un vecchio torchio, alcuni antichi aratri e delle botti ornamentali
A venirci incontro è la 50enne Rosalba Colavecchio, discendente della famiglia alla settima generazione: fu infatti il suo avo Francesco Saverio a dare il via all’impresa dopo avere sposato la proprietaria terriera putignanese Gesualda Accetto
A venirci incontro è la 50enne Rosalba Colavecchio, discendente della famiglia alla settima generazione: fu infatti il suo avo Francesco Saverio a dare il via all’impresa dopo avere sposato la proprietaria terriera putignanese Gesualda Accetto
Ed è proprio la “vecchia vigna”, quella impiantata dal fondatore, a fornire il vino di punta dell'azienda: una bevanda di 15 gradi di colore rosso rubino intenso
Ed è proprio la “vecchia vigna”, quella impiantata dal fondatore, a fornire il vino di punta dell'azienda: una bevanda di 15 gradi di colore rosso rubino intenso
Nella cantina, cuore della tenuta situata a 5 metri di profondità...
Nella cantina, cuore della tenuta situata a 5 metri di profondità...
...e posta in un ambiente in pietra con soffitto a volta...
...e posta in un ambiente in pietra con soffitto a volta...
...si trovano bottiglie di vino invecchiate e sigillate con la ceralacca...
...si trovano bottiglie di vino invecchiate e sigillate con la ceralacca...
...e soprattutto botti in legno di rovere francese utilizzate da duecento anni
...e soprattutto botti in legno di rovere francese utilizzate da duecento anni
La fase in botte è anticipata dalla vinificazione in vasche di cemento rivestite di vetroresina un tempo costruite assieme alla cantine
La fase in botte è anticipata dalla vinificazione in vasche di cemento rivestite di vetroresina un tempo costruite assieme alla cantine
Salutiamo Rosalba e ci dirigiamo nell’agro di Gioia del Colle per visitare la Tenuta Patruno Perniola. Siamo in collina, a circa 350 metri d’altezza: qui il terreno roccioso e minerale fornisce i nutrimenti che arricchiscono i grappoli
Salutiamo Rosalba e ci dirigiamo nell’agro di Gioia del Colle per visitare la Tenuta Patruno Perniola. Siamo in collina, a circa 350 metri d’altezza: qui il terreno roccioso e minerale fornisce i nutrimenti che arricchiscono i grappoli
Restiamo subito colpiti dai filari della vigna...
Restiamo subito colpiti dai filari della vigna...
...e dalla candida masseria che quest'anno festeggia i due secoli dalla fondazione
...e dalla candida masseria che quest'anno festeggia i due secoli dalla fondazione
Una verandina ripara una serie di oggetti contadini, tra cui due “capasoni”, antiche giare in terracotta per la conservazione di vino o olio
Una verandina ripara una serie di oggetti contadini, tra cui due “capasoni”, antiche giare in terracotta per la conservazione di vino o olio
Veniamo raggiunti dal 50enne Paolo Patruno, medico che ha lasciato la sua professione per dedicarsi interamente alla tenuta ereditata da sua nonna Paola dieci anni fa
Veniamo raggiunti dal 50enne Paolo Patruno, medico che ha lasciato la sua professione per dedicarsi interamente alla tenuta ereditata da sua nonna Paola dieci anni fa
«I miei nonni materni vivevano e vinificavano qui - racconta con orgoglio l’uomo -. I sette ettari di vigneto presenti sono quasi interamente coltivati “ad alberello”, caratterizzato da tronco piccolo e basso tipico del primitivo. Ne ricavo circa 12mila bottiglie annue»
«I miei nonni materni vivevano e vinificavano qui - racconta con orgoglio l’uomo -. I sette ettari di vigneto presenti sono quasi interamente coltivati “ad alberello”, caratterizzato da tronco piccolo e basso tipico del primitivo. Ne ricavo circa 12mila bottiglie annue»
Paolo esegue l'aratura manuale almeno due volte volte all'anno con l'ausilio dei cavalli, per assicurarsi che le radici si sviluppino in verticale assorbendo nutrimento e sali minerali e tratta il vigneto con metodi naturali come la cera d'api, che non incidono sulla linfa della pianta
Paolo esegue l'aratura manuale almeno due volte volte all'anno con l'ausilio dei cavalli, per assicurarsi che le radici si sviluppino in verticale assorbendo nutrimento e sali minerali e tratta il vigneto con metodi naturali come la cera d'api, che non incidono sulla linfa della pianta
La cantina, ristrutturata nel 2006, si trova alla sinistra della masseria e ospita i silos in acciaio. Ogni cisterna conserva un certo tipo di vino, originario di diverse zone della vigna poste a differenti latitudini
La cantina, ristrutturata nel 2006, si trova alla sinistra della masseria e ospita i silos in acciaio. Ogni cisterna conserva un certo tipo di vino, originario di diverse zone della vigna poste a differenti latitudini
L’ultima tappa del nostro viaggio sulla “via del primitivo” ci porta alla cantina Angiuli di Adelfia, in un palazzo posto in via Principe Umberto 47
L’ultima tappa del nostro viaggio sulla “via del primitivo” ci porta alla cantina Angiuli di Adelfia, in un palazzo posto in via Principe Umberto 47
I nostri 20 ettari di vigneto si trovano dislocati negli agri limitrofi», ci spiega il 30enne Vito, che gestisce l’impresa col fratello Giuseppe
I nostri 20 ettari di vigneto si trovano dislocati negli agri limitrofi», ci spiega il 30enne Vito, che gestisce l’impresa col fratello Giuseppe
L'attività nasce nel 1880 con il bisnonno Donato, bravissimo innestatore conosciuto in tutto il Meridione. «Per fare un esempio la nostra famiglia ha portato la tradizione del tendone a protezione delle vigne fino in Abruzzo», sottolinea Vito
L'attività nasce nel 1880 con il bisnonno Donato, bravissimo innestatore conosciuto in tutto il Meridione. «Per fare un esempio la nostra famiglia ha portato la tradizione del tendone a protezione delle vigne fino in Abruzzo», sottolinea Vito
E mentre notiamo i dipendenti riempire le damigiane di vetro...
E mentre notiamo i dipendenti riempire le damigiane di vetro...
...ci rechiamo nella stanza dei silos in acciaio, utilizzati per la fermentazione e la conservazione
...ci rechiamo nella stanza dei silos in acciaio, utilizzati per la fermentazione e la conservazione
Scendendo alcuni gradini arriviamo poi nella parte interrata dove in un lungo corridoio ammiriamo i bocchettoni di apertura delle grosse e vecchie vasche di cemento...
Scendendo alcuni gradini arriviamo poi nella parte interrata dove in un lungo corridoio ammiriamo i bocchettoni di apertura delle grosse e vecchie vasche di cemento...
...della capacità di centinaia di ettolitri, che qui, come da Colavecchio, sono ancora usate in alternativa ai silos
...della capacità di centinaia di ettolitri, che qui, come da Colavecchio, sono ancora usate in alternativa ai silos