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Vincenzo, l'ultimo coriandolaio di Putignano
Un luogo dove per tutto l’anno è possibile respirare l’aria magica del Carnevale. Stiamo parlando del laboratorio del 72enne Vincenzo Lombardi, l’ultimo “coriandolaio” di Putignano: un uomo che continua a produrre artigianalmente quei piccolissimi ritagli di carta che rendono ancora più “colorata” e gioiosa la famosa festa di febbraio (foto di Valentina Rosati)
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La storia del 72enne Vincenzo Lombardi, l’ultimo “coriandolaio” di Putignano: un uomo che continua a produrre artigianalmente quei piccolissimi ritagli di carta che rendono ancora più “colorata” e gioiosa la famosa festa di febbraio
Raggiungiamo il laboratorio di Vincenzo nel centro storico di Putignano, in via Bruni 114
Si tratta di un antico “juso” situato leggermente sotto il livello stradale
Ad accoglierci sull’uscio è proprio il simpatico Vincenzo, che dopo averci salutato ci invita a entrare
Ci ritroviamo così in un ambiente ampio poco più di 20 metri quadri, tanto insolito quanto stupefacente, pieno zeppo di festoni con maschere
L’intera volta e persino le mura del locale sono interamente tappezzati di locandine e poster di ogni genere: attori, cantanti, avvenenti modelle e ancora antiche foto del carnevale
Sul pavimento invece svettano pile di libri e giornali...
...e delle grosse buste gonfie di coriandoli. «Sono i pacchi da cinque chili che preparo per i carristi della sfilata e per le bancarelle», ci dice il 72enne
Non resta che capire come si fanno materialmente questi simboli del Carnevale. «All’inizio li facevo a mano con un punzone di ferro che ne creava le forme martellandoci sopra», ci illustra Vincenzo, mostrandoci la tecnica
«Poi ho comprato una macchina da Peppin Recchietidde, il primo corandolaio di Putignano». Il signore apre così una porticina che conduce in un’altra stanza dove si trova un antico apparecchio, quello di Peppino
Una targa posta su di esso ci fa supporre che abbia almeno un secolo
L’aggeggio ha un funzionamento semplice. I blocchi di carta (volantini pubblicitari, quotidiani, libri e riviste) vengono inseriti in un rullo perforato che li taglia in piccoli cerchi
Questi ultimi tutti insieme, a centinaia e centinaia, escono attraverso un tubo e vanno a finire in un recipiente
Vengono poi passati in un setaccio per eliminare la polvere e i pezzi di scarto e infine mischiati affinché non risultino tutti dello stesso colore
L’ultimo passaggio è l’imbustamento
«Ormai però vengono prodotti industrialmente e i bambini si divertono di più con le bombolette spray, ma io non rinuncio a produrli – conclude Vincenzo-. Ho insegnato il mestiere anche ai miei figli e vorrei che i miei nipoti custodissero quest’arte. Perché come dice il detto: “senza coriandoli non c’è carnevale”»