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Viaggio su un'isola: Taranto Vecchia
Un’isola di circa 30 ettari situata tra il Mar Grande e il Mar Piccolo, collegata alla terra ferma da due ponti. E’ qui che sorge la città vecchia di Taranto, un concentrato di storia, bellezza, ma anche tanta incuria
36 fotografie
Visione aerea dell'intera isola
La possenza del Castello Aragonese, costruito alla fine del 1400 sull’impianto di un precedente castello di età normanno-sveva che, a sua volta, era stato edificato sui resti di una roccaforte bizantina.
Di fronte all’entrata del maniero si trova Palazzo di città, ricostruito sul vecchio Palazzo del Capitano del XVI secolo
Le colonne doriche, protette da una recinzione: rappresentano l’unica testimonianza del tempio di Poseidone, il più antico tempio dorico della Magna Grecia
Da piazza Castello si entra nel borgo abitato. Ci inoltriamo per via Duomo, una delle vie principali della città vecchia
La chiesa di San Michele, con annesso convento (che ospita il conservatorio provinciale), costruiti nel 1763 grazie al lascito del nobile Giovanbattista Protontino.
Convento San Francesco, eretto nel XIV secolo: è il più grande della città vecchia
Palazzo Galeota costruito nel 1728 e attualmente sede di uffici universitari e comunali
Ai lati di via Duomo si aprono piccole vie in discesa con dei gradini, che nel Medioevo erano chiuse da porticine (le “postierle”) che servivano come camminamenti per le guardie di ronda al castello. Questa è la Postierla Immacolata
Un'edicola votiva attorno a cui un tempo le donne della città vecchia recitavano il rosario
la tristezza e la malinconia prendono il sopravvento quando si incontrano palazzi con le finestre murate o senza porte (Foto di Franco Sicuro)
L'isola è piena di impalcature e puntelli che sorreggono interi edifici (Foto di Franco Sicuro)
La discesa Vianuova che all’incrocio con via Di Mezzo, costituiva l’asse di ripartizione tra “pittaggi”, i rioni di un tempo. Quelli della parte alta si chiamavano del Baglio e di San Pietro, quelli della zona bassa parte di Turripenne e del Ponte
Girando per via Paisiello troviamo la casa (in stato di evidente degrado) di Giovanni Paisiello, importante musicista del 1700
Il Santuario Madonna della Salute, ex chiesa dei Gesuiti in stile barocco chiusa e in ristrutturazione da danni
La chiesetta di Sant’Andrea degli Armeni costruita nel 1573
Palazzo Gallo, coperto dalle impalcature
Il settecentesco Palazzo D’Ayala Valva. E’ uno dei palazzi più prestigiosi e imponenti dell’aristocrazia tarantina ed è costituto da tre piani in altezza e tre nei sotterranei.
Palazzo Troilo del XVIII–XIX secolo anche questo murato
Il monumento più rappresentativo della città vecchia: la Cattedrale di San Cataldo
L’interno è a tre navate con colonne e capitelli di diversi stili ed epoche
Il Cappellone, definito da Sgarbi la più bella cappella in stile barocco d’Italia
Tutt'intorno però si ergono numerosi palazzi fatiscenti e in perenne ristrutturazione (Foto di Franco Sicuro)
LA caratteristica via Pentite
La Postierla SS. Medici che collega la parte alta della città con la parte sottostante
Spingendoci fino in fondo al vico si può osservare il notevole dislivello di circa 15 metri tra la parte alta e la parte bassa, proprio lì dove è presente una fornace medievale
Una delle tante chiese chiuse e murate
Palazzo Amati, sede della prima scuola elementare pubblica, murato per le cattive condizioni in cui versa
La Chiesa di San Domenico con la facciata in stile romanico
Su corso Vittorio Emanuele II ci imbattiamo nell’imponente Palazzo Pantaleo costruito nel 1770 che si affaccia sul Mar Grande
Piazza Fontana con la sua Torre dell’Orologio
Il Ponte di Pietra che collega il centro storico al rione Tamburi-Croce
La pescheria storica “Cicce ’u gnure” oggi chiusa, di cui è rimasta solo l’insegna in bellavista
Il lungomare di via Garibaldi
Purtroppo l’altro lato di via Garibaldi è costeggiato da tanti palazzi storici fatiscenti e quasi tutti disabitati tranne per qualche attività commerciale: questo sfacelo è il biglietto da visita per chi entra nella città dal Ponte di Pietra
Altri palazzi murati