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Viaggio nella Caserma Rossani nascosta

Bari 28 foto 21 June 2018

Una città nella città: 80mila metri quadri di palazzine, piazze, vicoli, campi sportivi e giardini. È la storica ex Caserma Rossani, complesso edificato nel lontano 1908 ma abbandonato da vent’anni al suo destino. Perché anche se una zona è stata occupata da giovani della sinistra alternativa e un’altra è ora adibita a servizi comunali, la gran parte dell’area rimane inutilizzata, vandalizzata e celata agli occhi dei cittadini. Siamo così andati a visitare proprio questa Rossani “nascosta”, allo scopo di ripercorrerne la storia e mostrarla ai baresi, in tutta la sua fiera decadenza (foto di Gennaro Gargiulo)

28 fotografie
Su via Giulio Petroni è presente l’ingresso della “caserma liberata”, di cui è visibile il giallo muro di cinta “arricchito” da alcuni murales. Dal 1° febbraio 2014 alcuni ragazzi hanno infatto deciso di stabilirsi in alcuni padiglioni per realizzare tra l’altro una palestra, un sala concerti e una biblioteca. Una zona che purtroppo non siamo riusciti a visitare, perchè gli occupanti non ce l’hanno permesso
Su via Giulio Petroni è presente l’ingresso della “caserma liberata”, di cui è visibile il giallo muro di cinta “arricchito” da alcuni murales. Dal 1° febbraio 2014 alcuni ragazzi hanno infatto deciso di stabilirsi in alcuni padiglioni per realizzare tra l’altro una palestra, un sala concerti e una biblioteca. Una zona che purtroppo non siamo riusciti a visitare, perchè gli occupanti non ce l’hanno permesso
Per accedere al resto della Rossani ci siamo diretti su corso Benedetto Croce. Superato prima un immobile ristrutturato due anni fa e adibito ad Urban Center municipale...
Per accedere al resto della Rossani ci siamo diretti su corso Benedetto Croce. Superato prima un immobile ristrutturato due anni fa e adibito ad Urban Center municipale...
...e poi quello che era il cancello principale della Rossani...
...e poi quello che era il cancello principale della Rossani...
...arriviamo all’altezza di largo Ciaia. Qui è presente l’entrata di un parcheggio auto gestito dall’Amtab, che un tempo rappresentava l’ingresso in caserma per i mezzi pesanti dell’Esercito
...arriviamo all’altezza di largo Ciaia. Qui è presente l’entrata di un parcheggio auto gestito dall’Amtab, che un tempo rappresentava l’ingresso in caserma per i mezzi pesanti dell’Esercito
Non ci resta che varcare l’ingresso dei parcheggi. Ci ritroviamo così in quella che un tempo era denominata “Piazza 100 cannoni”, ovvero il posto riservato ai grossi pezzi di artiglieria
Non ci resta che varcare l’ingresso dei parcheggi. Ci ritroviamo così in quella che un tempo era denominata “Piazza 100 cannoni”, ovvero il posto riservato ai grossi pezzi di artiglieria
Da qui si intravede il tetto in legno quasi completamente crollato della palazzina “Ettore Feltrin”, un tempo dedicata a sala cinematografica
Da qui si intravede il tetto in legno quasi completamente crollato della palazzina “Ettore Feltrin”, un tempo dedicata a sala cinematografica
Attraverso un varco nel muro entriamo a questo punto nell’area abbandonata, un tempo frequentata da ben cinquecento militari
Attraverso un varco nel muro entriamo a questo punto nell’area abbandonata, un tempo frequentata da ben cinquecento militari
Subito di fronte a noi si staglia la “Casermetta Perrella Sorrente”, come leggiamo su una targa superstite
Subito di fronte a noi si staglia la “Casermetta Perrella Sorrente”, come leggiamo su una targa superstite
Attualmente il piano terra è occupato dai ragazzi di un centro sociale non “ufficiale”, decidiamo così di visitare il piano superiore
Attualmente il piano terra è occupato dai ragazzi di un centro sociale non “ufficiale”, decidiamo così di visitare il piano superiore
Un lungo corridoio dà accesso alle numerose stanze dei militari...
Un lungo corridoio dà accesso alle numerose stanze dei militari...
...tutte ridipinte con graffiti e con i pavimenti preda ormai di rifiuti e detriti. Uno scenario a cui purtroppo ci abitueremo ben presto
...tutte ridipinte con graffiti e con i pavimenti preda ormai di rifiuti e detriti. Uno scenario a cui purtroppo ci abitueremo ben presto
Lasciamo l’edificio e decidiamo di entrare, attraverso un arco, in un lungo e scuro corridoio...
Lasciamo l’edificio e decidiamo di entrare, attraverso un arco, in un lungo e scuro corridoio...
...solo una volta usciti dall’altra parte capiamo di aver attraversato il piano terra dell’edificio più importante e antico della Rossani: il Comando. Si tratta di un’elegante palazzina in stile liberty risalente alla fine dell’800 dove trovavano alloggio gli ufficiali
...solo una volta usciti dall’altra parte capiamo di aver attraversato il piano terra dell’edificio più importante e antico della Rossani: il Comando. Si tratta di un’elegante palazzina in stile liberty risalente alla fine dell’800 dove trovavano alloggio gli ufficiali
Il Comando affacciava sul viale principale della “cittadella”, rappresentando così il fulcro della vita della caserma
Il Comando affacciava sul viale principale della “cittadella”, rappresentando così il fulcro della vita della caserma
Percorriamo ora tutto il viale predetto e dopo essere passati accanto a una tipica garitta nel quale prendevano posto le sentinelle...
Percorriamo ora tutto il viale predetto e dopo essere passati accanto a una tipica garitta nel quale prendevano posto le sentinelle...
...ci ritroviamo nell’area del Polisportivo, quello che appare oggi come un posto desolato, coperto dal cemento...
...ci ritroviamo nell’area del Polisportivo, quello che appare oggi come un posto desolato, coperto dal cemento...
...invaso dalla vegetazione...
...invaso dalla vegetazione...
...e usato come improvvisata pista da skateboard
...e usato come improvvisata pista da skateboard
Un tempo però il Polisportivo ospitava una pista atletica, un campo da tennis...
Un tempo però il Polisportivo ospitava una pista atletica, un campo da tennis...
...e soprattutto un campo di calcio regolamentare con tanto di tribuna spettatori
...e soprattutto un campo di calcio regolamentare con tanto di tribuna spettatori
Ritorniamo indietro. Passiamo davanti al cancello chiuso che ci divide dalla zona occupata (quella autorizzata)...
Ritorniamo indietro. Passiamo davanti al cancello chiuso che ci divide dalla zona occupata (quella autorizzata)...
...e ci ritroviamo nell’area dove i militari passavano gran parte del loro tempo. Ci sono gli antichi lavatoi...
...e ci ritroviamo nell’area dove i militari passavano gran parte del loro tempo. Ci sono gli antichi lavatoi...
... le cucine con gli alti camini...
... le cucine con gli alti camini...
...e il poligono di tiro, ricoperto da una copertura completamente arrugginita
...e il poligono di tiro, ricoperto da una copertura completamente arrugginita
Dopo aver affiancato un’area recintata, quella che il Comune ha adibito a un nascente giardino pubblico con entrata da via Gargasole...
Dopo aver affiancato un’area recintata, quella che il Comune ha adibito a un nascente giardino pubblico con entrata da via Gargasole...
...risaliamo verso nord per l’ultima tappa del nostro viaggio. Visitiamo le officine, dove venivano riparati i mezzi dell’Esercito
...risaliamo verso nord per l’ultima tappa del nostro viaggio. Visitiamo le officine, dove venivano riparati i mezzi dell’Esercito
Entriamo in un capannone dedicata all’artigliere Adolfo Dal Piano, morto in Guerra nel 1940. E anche qui troviamo ovunque  rifiuti, macerie, graffiti e distruzione
Entriamo in un capannone dedicata all’artigliere Adolfo Dal Piano, morto in Guerra nel 1940. E anche qui troviamo ovunque rifiuti, macerie, graffiti e distruzione
Usciamo e in un angolo, attaccato a un muro, scoviamo un vecchio megafono: uno di quelli che serviva a chiamare in adunata i soldati. Perché un tempo c’era vita, si ascoltavano voci e storie. Proprio qui, dove oggi regna il silenzio
Usciamo e in un angolo, attaccato a un muro, scoviamo un vecchio megafono: uno di quelli che serviva a chiamare in adunata i soldati. Perché un tempo c’era vita, si ascoltavano voci e storie. Proprio qui, dove oggi regna il silenzio