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Triggiano, il passato di Villa Carbonara

Triggiano 30 foto 18 October 2024

Vi abbiamo parlato recentemente di Villa Carbonara, antica dimora del 1847 situata alla periferia di Triggiano, comune in provincia di Bari. Un edificio che fu abbandonato nei primi anni 90 del 900 per divenire prima “rifugio” per i giovani del posto e in seguito, una volta murato, discarica a cielo aperto. C’è stato un tempo però in cui la villa è stata “viva”: circondata da un grande giardino e abitata da persone che qui, tra pozzi e cantine colme di vino, coltivavano ortaggi, crescevano animali, cenavano attorno al camino. Abbiamo deciso quindi di raccontarvi la storia di Villa Carbonara: un racconto che si è trasformato in uno spaccato di vita rurale “di una volta”, quando nelle periferie delle città, oggi dominate dal cemento, la faceva ancora da padrone la natura. Ad aiutarci la 42enne Elisa Difronzo, membro dell’ultima famiglia che abitò la villa sino al 1992. In quell’anno infatti l’edificio venne lottizzato dai proprietari e ceduto in parte al Comune di Triggiano in vista della realizzazione di una biblioteca: un progetto mai realizzato (foto di Gaia Agnelli)

30 fotografie
Incontriamo Elisa in via Pertini, a Triggiano...
Incontriamo Elisa in via Pertini, a Triggiano...
...lì dove si trova Villa Carbonara...
...lì dove si trova Villa Carbonara...
...oggi interamente circondata...
...oggi interamente circondata...
...da moderni palazzi
...da moderni palazzi
«Ho vissuto qui tutta la mia infanzia», esordisce la donna...
«Ho vissuto qui tutta la mia infanzia», esordisce la donna...
...«mio nonno materno, Giuseppe Di Prizio, era il loro bracciante agricolo, perciò quando questi si trasferirono altrove negli anni 80, toccò a lui e mia nonna Teresa vivere nella villa» (qui nella foto con Gigi, il fratello di Elisa)
...«mio nonno materno, Giuseppe Di Prizio, era il loro bracciante agricolo, perciò quando questi si trasferirono altrove negli anni 80, toccò a lui e mia nonna Teresa vivere nella villa» (qui nella foto con Gigi, il fratello di Elisa)
E fu poco dopo la nascita di Elisa, nel 1982, che anche i suoi genitori, Sebastiano e Grazia, si trasferirono nell’antico edificio insieme ai nonni. A questo proposito ci mostra uno scatto che la ritrae a pochi mesi di vita: è in braccio alla mamma che posa con la nonna nel giardino della villa
E fu poco dopo la nascita di Elisa, nel 1982, che anche i suoi genitori, Sebastiano e Grazia, si trasferirono nell’antico edificio insieme ai nonni. A questo proposito ci mostra uno scatto che la ritrae a pochi mesi di vita: è in braccio alla mamma che posa con la nonna nel giardino della villa
Un giardino visibilmente fiorito e colmo di verde, tra piante e palme che fanno da contorno all’abitazione il cui colore delle pareti era ancora acceso e vivido
Un giardino visibilmente fiorito e colmo di verde, tra piante e palme che fanno da contorno all’abitazione il cui colore delle pareti era ancora acceso e vivido
Ma di tutti quegli alberi, a causa dell’urbanizzazione dell’area, è rimasto ben poco
Ma di tutti quegli alberi, a causa dell’urbanizzazione dell’area, è rimasto ben poco
Ciò che è sopravvissuto è stato anche invaso da rifuti di ogni genere
Ciò che è sopravvissuto è stato anche invaso da rifuti di ogni genere
Elisa ci conduce intanto nel lato della villa dove vi era l’accesso principale, oggi murato
Elisa ci conduce intanto nel lato della villa dove vi era l’accesso principale, oggi murato
«A delimitare il confine dell’abitazione ci pensava un cancelletto...
«A delimitare il confine dell’abitazione ci pensava un cancelletto...
...accanto al quale vi era una fontanella...
...accanto al quale vi era una fontanella...
...e un pozzo dal quale il nonno ci teneva alla larga».
...e un pozzo dal quale il nonno ci teneva alla larga».
Un pozzo in pietra tuttora esistente, posto a pochi passi dalla strada asfaltata, la cui bocca però è stata chiusa da una colata di cemento
Un pozzo in pietra tuttora esistente, posto a pochi passi dalla strada asfaltata, la cui bocca però è stata chiusa da una colata di cemento
Ma ecco che mentre parliamo Elisa si accovaccia e raccoglie quella che potrebbe sembrare una banale pietra. «Sono i resti del tavolo sul quale pranzavamo e cenavamo ogni giorno all’esterno, quando il tempo lo permetteva», racconta con gli occhi lucidi
Ma ecco che mentre parliamo Elisa si accovaccia e raccoglie quella che potrebbe sembrare una banale pietra. «Sono i resti del tavolo sul quale pranzavamo e cenavamo ogni giorno all’esterno, quando il tempo lo permetteva», racconta con gli occhi lucidi
Tavolo di cui Elisa conserva diversi scatti. In uno vi è proprio lei da piccola che vi sale su, aggrappata a suo nonno...
Tavolo di cui Elisa conserva diversi scatti. In uno vi è proprio lei da piccola che vi sale su, aggrappata a suo nonno...
...mentre un altro immortala la tavolata apparecchiata
...mentre un altro immortala la tavolata apparecchiata
«Quante candeline spente qui e quanti desideri espressi soffiando tra gli applausi dei parenti – ricorda –. Ancora oggi ne sento rimbombare le voci, cosi come riesco a immaginare l’odore di fritto di quando la nonna cucinava all’esterno...
«Quante candeline spente qui e quanti desideri espressi soffiando tra gli applausi dei parenti – ricorda –. Ancora oggi ne sento rimbombare le voci, cosi come riesco a immaginare l’odore di fritto di quando la nonna cucinava all’esterno...
...nell’atrio di cui oggi non rimangono che gli archi murati e un capitello»
...nell’atrio di cui oggi non rimangono che gli archi murati e un capitello»
Mentre di fronte alla facciata, dove resistono le scale oggi sotterrate da una pioggia di aghi di pino, c’era “l’area giochi”...
Mentre di fronte alla facciata, dove resistono le scale oggi sotterrate da una pioggia di aghi di pino, c’era “l’area giochi”...
...lì dove trascorrevano le giornate Elisa e suo fratello Gigi, scomparso prematuramente
...lì dove trascorrevano le giornate Elisa e suo fratello Gigi, scomparso prematuramente
«Questa casa conserva tutti i ricordi dell’infanzia di mio fratello – afferma, mentre si avvicina a un pino...
«Questa casa conserva tutti i ricordi dell’infanzia di mio fratello – afferma, mentre si avvicina a un pino...
..., lo stesso che abbracciava con lui in una foto ingiallita
..., lo stesso che abbracciava con lui in una foto ingiallita
«Ci piaceva tanto stare in mezzo alla natura con i nostri cani: ne avevamo parecchi, vista la vastità di area verde a disposizione»
«Ci piaceva tanto stare in mezzo alla natura con i nostri cani: ne avevamo parecchi, vista la vastità di area verde a disposizione»
Ma la quotidianità di Villa Carbonara non si svolgeva solamente all’esterno. «L’interno era strutturato su due piani, con una terrazza e una cantina dove mio nonno conservava il vino che proveniva dalle nostre viti...
Ma la quotidianità di Villa Carbonara non si svolgeva solamente all’esterno. «L’interno era strutturato su due piani, con una terrazza e una cantina dove mio nonno conservava il vino che proveniva dalle nostre viti...
...«le camere da letto erano tre, c’era un grande soggiorno (con un bel camino) e addirittura due cucine...
...«le camere da letto erano tre, c’era un grande soggiorno (con un bel camino) e addirittura due cucine...
....Il pavimento poi era tutto realizzato a mosaico». Ci mostra infatti alcune immagini dove Gigi riposa tra le braccia di mamma Grazia: qui è evidente lo stile delle mattonelle
....Il pavimento poi era tutto realizzato a mosaico». Ci mostra infatti alcune immagini dove Gigi riposa tra le braccia di mamma Grazia: qui è evidente lo stile delle mattonelle
Le stesse che poi ritroviamo anche all’esterno, cercando tra quel poco della villa che è rimasto intatto e non devastato
Le stesse che poi ritroviamo anche all’esterno, cercando tra quel poco della villa che è rimasto intatto e non devastato
«Ho il cuore a pezzi a vedere la villa ora in questo stato - conclude Elisa -. Nonostante ciò vengo sempre a farle visita. Mi piace sedermi sulla scalinata dove si rilassava mia madre tenendomi in braccio da piccolina e faccio riaffiorare alle mente i ricordi e gli odori della mia infanzia»
«Ho il cuore a pezzi a vedere la villa ora in questo stato - conclude Elisa -. Nonostante ciò vengo sempre a farle visita. Mi piace sedermi sulla scalinata dove si rilassava mia madre tenendomi in braccio da piccolina e faccio riaffiorare alle mente i ricordi e gli odori della mia infanzia»