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Torre a Mare, la statua del pescatore
Fu donata alla popolazione pelosina un secolo fa e dopo essere stata criticata da donne e preti, fu fusa per esigenze belliche. Poi, a distanza di sessant’anni, è stata nuovamente riscolpita e reinstallata (e nel frattempo pure vandalizzata), ma ancora oggi continua a non incontrare il favore dei residenti. È lo sfortunato destino spettato alla “statua del Pescatore”, simbolo di Torre a Mare ed emblema del legame tra il rione barese e i suoi abitanti (foto di Nicola Velluso)
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Per valorizzare la profonda connessione fra i suoi abitanti e il mare, nel 1925 un’influente famiglia di Torre a Mare fece omaggio ai cittadini della “Fendàne du Pescatòre”, scultura in bronzo dell’artista giovinazzese Tommaso Piscitelli
L’opera venne installata sull’allora viale Principi di Piemonte, situata al centro di una piccola aiuola a due passi dal pittoresco porticciolo
Il monumento rappresentava eroicamente un giovane muscoloso dai capelli ricci e senza vestiti, con un ginocchio appoggiato su una roccia e una lunga fiocina tra le mani, impegnato a sottomettere una grande piovra avvinghiata alla scogliera
Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, la Fontana del Pescatore fu sequestrata allo scopo di riutilizzarne i materiali. Solo nel 2002 ne è stata realizzata una copia...
...posta nell'area oggi chiamata piazzetta Mar del Plata
Realizzata dal maestro Mario Piergiovanni...
...è stata fatta con bronzo fuso (diventato di color verdognolo a causa di una reazione con la salsedine)
La nuova opera presenta però dei capelli leggermente più lunghi rispetto all’originale...
...oltre al fatto di non rispecchiare i canoni classici dell’uomo aitante che invece venivano perfettamente rispettati nella precedente. Qui infatti il paladino non ha spalle possenti...
...e glutei ben definiti
E non solo. Se si osserva attentamente il volto dell’eroe è difficile non notare la somiglianza con quello di Simeone Di Cagno Abbrescia
La fontana così, dopo essere stata anche privata della fiocina da alcuni vandali nel 2006 (poi sostituita), non è stata risparmiata da critiche, vista anche l’esorbitante somma spesa per la sua creazione: all’incirca 150 milioni di vecchie lire
L’ennesimo schiaffo quindi a un’opera che, tra vecchia oscenità e nuova “bruttezza”, continua a dividere un borgo marinaro che non riesce proprio a identificarsi in questo bistrattato “Nettuno”