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Toritto, la Torre degli Spiriti
Un vero e proprio piccolo castello costruito con le proprie mani da un solo uomo. È la descrizione della “Torre degli Spiriti”: un’incredibile struttura in pietra realizzata da Tonino Bartolomeo, signore che ha deciso di innalzare un monumento dedicato alla sua famiglia e alla terra murgiana. Per farlo ha scelto come luogo le campagne della sua Toritto: paese dell’entroterra barese dove per quasi dieci anni ha lavorato in totale autonomia alla sua opera. Ultimando la sua creazione nel 2023, poco prima di morire all'età di 80 anni (foto di Paola Grimaldi)
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Un vero e proprio piccolo castello costruito con le proprie mani da un solo uomo
È la descrizione della “Torre degli Spiriti”: un’incredibile struttura in pietra...
...realizzata da Tonino Bartolomeo, signore che a più di 70 anni di età ha deciso di innalzare un monumento dedicato alla sua famiglia e alla terra murgiana (foto di Associazione Revival Equilibrium Toritto)
Siamo così andati a visitare la Torre. Dalla centrale piazza Moro di Toritto...
... ci dirigiamo verso il campo sportivo per andare poi a inoltrarci nell’agro della cittadina percorrendo verso sud strada comunale Murgia del Termite
Nel frattempo eccoci giunti all’incrocio con strada vicinale Macchia di Luca. Ed è proprio qui, all’interno di un appezzamento di terreno delimitato da un tipico muretto a secco, che si trova la Torre degli Spiriti
A introdurre la struttura c’è un arco in tufo sostenuto da due pilastrini in pietra calcarea. In uno di essi notiamo un volto con le sembianze di un anziano con il cappello, realizzato a rilievo all’interno di una piccola nicchia
È un autoritratto di Tonino, una sorta di maschera apotropaica: ne troveremo numerose e alcune ci aiuteranno a capire perché la “Torre degli spiriti” si chiama così
Superato l’arco di ingresso ci immergiamo in una distesa di ulivi, mandorli e piante di rosmarino. Il campo presenta un leggero avvallamento, che forse in passato ospitava il corso di un torrente
Sulla sinistra si erge invece il rudere di un vecchio pagliaro, caratteristico edificio in pietra dell’agro barese. Ha la volta crollata, ma si distinguono ancora i muri esterni affiancati da strette scalette
E pochi metri più in là ecco la soprendente Torre degli Spiriti, che appare come un piccolo castello con tanto di torretta sulla quale svetta una bandiera dell'Italia. Realizzata interamente in pietra calcarea murgiana poggia su uno strato roccioso che affiora dal terreno
Sul lato sinistro il prospetto si presenta diviso in due livelli: in quello più basso si apre un ampio arco di ingresso affiancato da due aperture laterali il quale, tramite un cancelletto, immette nel cortile interno
Lo schema a tre archi si ripete al piano superiore, dove attraverso le finestrelle si scorgono, sul muro di fondo, altre due maschere: sono i volti del padre e della madre di Tonino a cui l’edificio è dedicato
Girando attorno al fabbricato di maschere come queste ne vediamo altre, con espressioni sempre diverse...
...dal minaccioso al corrucciato
Ad alcune Bartolomeo ha dato anche un nome: ad esempio il volto che pare gridare è “l’urlo di Munch”...
...quello con un solo occhio “Polifemo”
Notiamo come la struttura sia dotata di un sistema di recupero dell’acqua. Dalla pietra spuntano infatti un rubinetto e un lavello
Ogni lato della struttura ha poi degli archi con cancelletti in legno o in ferro che portano all’interno. Entriamo da uno di questi e, superato un piccolo vestibolo coperto...
...accediamo al cortile diviso in due da un’ampia arcata. Siamo nella zona cucina-salotto dove Tonino amava organizzare le cene con gli amici
Le tracce di queste allegre serate sono ancora ben visibili: piccole mensole con piatti, bottiglie e stoviglie in terracotta fanno da cornice a un caminetto che conserva della legna e qualche pentola usata
Poco più in là due stretti archi introducono in un ambiente arredato con un paio di mobiletti in compensato
Ma è in particolare una foto impolverata, incollata su una tela appoggiata in un angolo, ad attirare la nostra attenzione: è uno scatto di inizio anni 90 che ritrae una formazione giovanile della Equilibrium Toritto
È la squadra di calcio di cui Antonio era presidente: lui è il primo in alto a sinistra
Dal piano terra saliamo e raggiungiamo quello che dal basso pareva un terrazzino
In realtà è uno stretto camminamento che segue il perimetro dell’edificio
Come in un vero castello, il muro di cinta è ritmato da una merlatura realizzata con blocchi di pietra irregolari
Da qui si ha una completa visione dall’alto del cortile sottostante. Bartolomeo ha creato uno spazio scoperto e recintato sul modello di antiche costruzioni rurali che offrivano alle greggi un riparo dai lupi
Ma tutto l’edificio è una sorta di monumento all’ambiente bucolico e murgiano in particolare. L’intero castelletto è stato infatti realizzato posando una sull’altra le pietre della Murgia
Saliamo infine al piano superiore della torre...
...dal quale si distinguono...
...i centri abitati di Toritto e Palo del Colle. Ma nelle giornate più limpide si vedono bene anche Bari e l’Adriatico