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Terlizzi e l'arte della ceramica
Nota come la “città dei fiori”, Terlizzi avrebbe in realtà tutte le carte in regola per poter essere definita anche “il paese della ceramica”. In pochi infatti sanno che, il comune a nord-ovest di Bari, può vantare un’antica tradizione nell’arte di modellare e decorare la terracotta che affonda le sue radici sin nel Neolitico. Nella cittadina sono attive una decina di aziende artigianali. Tra queste le imprese gestite dai D’Aniello, i quattro discendenti di una famiglia che plasma la terracotta da secoli. Noi siamo andati a trovare Carmine e Paolo, titolari rispettivamente della “Ceramiche D’Aniello” e della “D’Aniello Tradizioni Terramaniarte” (foto di Francesco Sblendorio)
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Paolo, Carmine, Francesco e Felice D'Aniello, qui piccoli con i loro fratelli e sorelle, sono i discendenti di una famiglia che lavora la terracotta da secoli
Tutto cominciò nel 1881 quando il bisnonno Gioacchino entrò nella bottega di suo zio materno Giuseppe, il quale produceva materiali per l’edilizia e vasellame per l’agricoltura con un forno in pietra del 600 che si trovava in località Torre del Musico
L'omonimo nipote Gioacchino nel 1955 costituì la “Manifattura Ceramica G. D’Aniello & figli”, la prima azienda terlizzese di ceramiche dotata di un’organizzazione produttiva articolata
Siamo andati a trovare Carmine D'Aniello, titolare della “Ceramiche D’Aniello”...
...e Paolo D'Aniello (qui con il figlio Nicola), titolare della “D’Aniello Tradizioni Terramaniarte”
Carmine e Paolo lavorano sulla provinciale 231, in direzione Bitonto, in due capannoni pressoché identici
Varchiamo la soglia del primo, ritrovandoci all’interno di un ampio e luminoso locale il cui perimetro è interamente occupato da scaffalature ed espositori. Qui sono messi in mostra oliere, servizi di piatti, elementi di arredo, vasi, personaggi natalizi, centritavola decorati e souvenir...
...e lattine in terracotta per l'olio
Da questo ambiente accediamo al capannone industriale vero e proprio, in cui ogni angolo è destinato a uno specifico passaggio della lavorazione. In particolare la decorazione, che qui usufruisce di una silenziosa stanzetta apposita. Proprio in questo piccolo locale troviamo infatti una giovane alle prese con un’oliera: con i sapienti tocchi del suo pennello la sta arricchendo con motivi vegetali
Lasciamo ora Carmine per andare a incontrare il fratello 75enne Paolo nel capannone attiguo. L’uomo ci accompagna alla scoperta del laboratorio. Sotto un tendone i blocchi di argilla attendono di essere impastati e modellati al tornio...
...mentre poco più in là sono presenti i carrelli per l’asciugatura...
...e i forni elettrici per la cottura
Dalla parte opposta un’intera parete è occupata dai contenitori di vernici dei più svariati colori...
...preceduta dal tavolo della smaltatura...
...affiancata lateralmente da quello utilizzato per l’incisione
In ogni angolo del capannone ferve l’attività di giovani artigiani, dal modellatore allo smaltatore, dall’incisore al decoratore
Paolo ci spiega come la sua clientela sia composta da almeno duecento acquirenti fissi. «Produciamo strettamente in base alle commesse che riceviamo, soprattutto da frantoi e ristoranti...
..., per i quali realizziamo oggetti personalizzati», afferma portandoci in giro per il locale
«E ovviamente tutte le fasi della lavorazione sono eseguite manualmente», sottolinea Paolo. Ce lo dimostra il 21enne Alessandro, uno degli artigiani alle dipendenze del maestro, che troviamo alle prese con un blocco di argilla che in pochi minuti diverrà un'oliera