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Taranto, la ruota degli esposti
L'ex monastero di Santa Chiara di Taranto, oggi sede del Tribunale dei minorenni, conserva al suo interno uno dei pochi esemplari di ruota degli esposti ancora intatti in Italia. Il dispositivo era utilizzato da tante donne per abbandonare i propri figli affidandoli alle cure delle suore del convento
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Le antiche ruote furono abolite in Italia da Mussolini nel 1923. Nell'ex monastero Santa Chiara di Taranto ce n'è una ancora ben visibile
L'edificio, oggi occupato dal Tribunale per i minorenni, si trova nel cuore dell'isola che ospita il centro storico del capoluogo jonico. Sorge in piazza Duomo, affiancato dalla cattedrale di San Cataldo
Il dispositivo si trova nel chiostro dell'ex convento: lo si nota sulla destra dopo aver varcato l'ingresso del Tribunale
Di solito realizzata in legno, la ruota consisteva in una specie di bussola girevole di forma cilindrica inserita perpendicolarmente in una parete
Era divisa in due parti uguali da uno sportello collocato allo stesso livello del muro: nella metà "esterna", collocata per strada, la mamma poteva adagiare il proprio figlio da abbandonare e far girare la ruota in modo che il pargolo si ritrovasse all'interno di un ricovero per le piccole creature lasciate sole
La metà "interna" era sorvegliata da un addetto che raccoglieva gil infanti in arrivo ma non era in grado di scorgere il genitore che quindi poteva quantomeno rimanere anonimo
L'invenzione comparve per la prima volta in Italia nel 1198 nell'ospedale di Santo Spirito a Roma per volere dell'allora pontefice Innocenzo III