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Sott'acqua alla scoperta di Monte Rosso
Un blocco lapideo, sicuramente un pilastro e diversi manufatti risalenti addirittura al III secolo avanti Cristo: è quanto gli archeologi subacquei dell’Università di Bari hanno trovato sul basso fondale di fronte al Molo Sant’Antonio. Un’ulteriore prova che la leggendaria isola di Monte Rosso è realmente esistita
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Gli archeologi dell'Università di Bari diretti da Giacomo Disantarosa si sono immersi nella secca di fronte al Molo Sant'Antonio il 25 maggio scorso
La secca, come attestano le cartine nautiche, si trova a duecento metri dalla costa, a 4-6 metri di profondità. In quel punto secondo le leggende si trovava un'isola inabissatasi intorno al XVI secolo che ospitava un antico monastero
Gli archeologi hanno rinvenuto numerosi reperti di epoche diversissime, tra questi un'ansa, un collo e diverse parti del corpo di anfore
Secondo il professor Disantarosa, che ha diretto le indagini, «si tratta di rinvenimenti sparsi ed isolati, ma in ogni caso attestano sicuramente una frequentazione umana dell'area da tempi antichi»
Il frammento di un'antica anfora