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San Marco dei Veneziani: i dipinti restaurati
È una delle più antiche e caratteristiche chiesette di Bari Vecchia e da una decina di giorni appare ancora più appariscente dopo essersi rifatta il “look”. Parliamo di San Marco dei Veneziani, gioiello dell’XI secolo situato nello stretto vicolo omonimo: dal 5 settembre i dipinti situati sulla parete a sinistra del suo ingresso sono stati completamente restaurati. Autore del restyling è il 70enne artista barese Angelo Guaragno, intervenuto sui precedenti disegni che con il passare degli anni si erano ormai considerevolmente rovinati
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San Marco dei Veneziani, gioiello dell’XI secolo situato nello stretto vicolo omonimo: dal 5 settembre i dipinti situati sulla parete a sinistra del suo ingresso sono stati completamente restaurati
Autore del restyling è il 70enne artista barese Angelo Guaragno...
...intervenuto sui precedenti disegni che con il passare degli anni si erano ormai considerevolmente rovinati
Le opere ritraggono San Marco, Sant’Antonio e Gesù con la Madonna del Pozzo e sono circoscritte in tre diverse nicchie in tufo a forma di arco
Furono realizzate nel 2002 da un certo “Leo”. Il suo lavoro era stato comunque improntato su un stile “bizantino”, per richiamare il periodo di realizzazione del tempio
Ora però Guaragno ha rivisto completamente l’opera precedente, donandogli un aspetto più “occidentale” e “accendendo” i forti colori che già caratterizzavano la trilogia di dipinti
Il caratteristico fondo blu dell’opera è stato comunque mantenuto, ma lo stesso non si può dire delle cornicette a grani rotondi che circoscrivevano le figure: Guaragno ha deciso questa volta di dipingerle direttamente sulle tele...
...riprendendo il motivo degli inserti rotondi che racchiudono il portale d’ingresso della chiesa
Andando nello specifico, notiamo come la figura di San Marco sia stata notevolmente cambiata. «Per realizzarla - dice il pittor - ho condotto una ricerca sul volto più comune del santo veneziano, raffigurandolo con barba e capelli castani...
...poi ho aggiunto la stola rossa sull’abito bianco e ho rivisto il disegno del leone, anche perché quello di prima sembrava un gatto»
«Nel dipinto con la Madonna del Pozzo la Confraternita mi ha chiesto espressamente di disegnare l’aureola alla donna e di realizzare una tunica a fasce per Gesù...
io però ho aggiunto il particolare degli occhi azzurri, perché si dice che Cristo li avesse chiari»
L’ultimo dei tre soggetti, Sant’Antonio, ci appare ora meno austero, anche se continua ad avere il libro e il giglio saldi in mano: simboli di scienza, purezza e lotta contro il male