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San Basilio, il Casino del Duca
Un’imponente e leggendaria costruzione del Seicento che giace abbandonata da decenni nell’agro di San Basilio, frazione di Mottola. E’ il Casino del Duca, una masseria che sembra quasi un castello, vista la presenza sul suo tetto di una grande torre e che al suo interno accoglie persino un’antica chiesetta. Abbiamo scritto “leggendaria” perché la dimora è circondata da un’aura di mistero: si dice infatti che nelle sue stanze aleggi il fantasma del giovane duca Riccardo de' Sangro, che a causa di una delusione d’amore si suicidò proprio nel casino, 130 anni fa
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Raggiungere il maniero è semplicissimo. Provenendo da Bari, bisogna percorrere la statale 100 in direzione Taranto per imboccare poi lo svincolo per Castellaneta. Ci si immette così nella strada provinciale 23: dopo qualche centinaio metri la destinazione finale appare sulla destra, preceduta da un cancello malmesso e un vialetto sterrato
Scarpiniamo lungo la stradina ritrovandoci di fronte alla struttura
Di pianta rettangolare, è organizzata su due livelli e sul suo tetto spiccano le merlature e la torre che la fanno assomigliare a una roccaforte medievale
La facciata, preceduta da un atrio invaso dall'erba incolta, è di colore grigio ma presenta delle sfumature rosa visibili soprattutto attorno all'ingresso principale: quest'ultimo è affiancato sulla destra da due entrate minori che conducono al piano terra e sulla sinistra dalla sagoma della chiesa integrata al complesso
Attraversiamo dunque il varco più importante approdando nel cortile. Anche qui la vegetazione spontanea ha preso nettamente il sopravvento...
...ricoprendo addirittura quasi tutto il grande pozzo del podere posizionato sulla sinistra
La chiesetta è contraddistinta da un tetto a botte, degli archi cechi laterali e un altare in pietra: alla destra di quest'ultimo si dirama verso il basso una piccola scalinata che sbuca in una cripta ipogea
La cripta è preeesistente la costruzione del complesso: fu scavata nel tufo e affrescata dalla comunità monastica basiliana presente in zona sin dall'anno 1000
Sui muri è evidente l'azione inesorabile dell'umidità ma balza comunque all'occhio un prezioso ritratto della Madonna con Gesù bambino
Usciamo quindi dalla chiesetta e attraverso una rampa invasa dai detriti saliamo al primo piano
Lo scenario è desolante
Diverse porte risultano divelte, alcuni muri sono crollati e nelle tante stanze regna un silenzioso degrado
Su alcune pareti ignoti hanno scritto con della vernice rossa "666", il numero di Satana e altre frasi inneggianti al demonio
Ci affacciamo sul terrazzino e da qui scendiamo verso le stalle presenti sul retro e alla destra del Casino
Per il loro funzionamento furono innalzate due poderose cisterne a sud del casale
All'esterno c'è anche il terreno un tempo utilizzato come serra e quel che rimane della copertura
Il monumento del cacciatore, l'elemento più "misterioso" dell'edificio. Si tratta di un'opera fatta costruire nel 1885 da Placido de' Sangro in memoria del figlio Riccardo, suicidatosi quattro anni prima dopo una delusione d'amore