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Ruvo, la Concattedrale di Santa Maria Assunta
Nel cuore del nucleo antico di Ruvo di Puglia, come un gigante silenzioso che veglia sul tempo, s’innalza severa ed elegante la Concattedrale di Santa Maria Assunta: uno dei capolavori dell’architettura romanico-pugliese. La chiesa, edificata tra il XII e il XIII secolo sulle rovine di una precedente cattedrale dell’anno 1000 (crollata nel terremoto del 1088), fu eretta dal normanno Roberto II di Bassavilla, signore di Ruvo, e dal vescovo Daniele. Da allora è il simbolo del paese collinare in provincia di Bari, con il suo maestoso rosone che ricorda un merletto, l’esclusivo impiego della bianca pietra calcarea locale, i tanti manufatti lapidei della facciata e il suo succorpo, che nasconde quasi tremila anni di storia ruvese.
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Nel cuore del nucleo antico di Ruvo di Puglia, come un gigante silenzioso che veglia sul tempo, s’innalza severa ed elegante la Concattedrale di Santa Maria Assunta: uno dei capolavori dell’architettura romanico-pugliese
La chiesa si trova in largo Cattedrale, nel cuore del centro storico di Ruvo
Solleviamo subito lo sguardo sulla facciata austera, in stile romanico
Presenta una particolare struttura a salienti, che riflette la maggiore altezza della navata centrale rispetto alle due navate laterali, con degli spioventi accentuati decorati con archetti pensili
Su, al centro, svetta un rosone a dodici colonnine, simbolo del Cristo e degli apostoli, arricchito nel 1597 da lastrine di piombo liquefatto e traforato
Poco più su, una figura enigmatica seduta in una nicchia scruta la piazza con un libro in mano, posta sotto la statuetta di Cristo Redentore. È il “sedente”: forse l’imperatore, il papa o un nobile locale
Diversi altri manufatti lapidei adornano la facciata. Sotto il rosone si trova una bifora in alabastro con un bassorilievo dell’Arcangelo Michele
Poco più giù invece si staglia un rosone più piccolo circondato da figure angeliche e demoniache.
E poi ancora tre stemmi episcopali al di sopra del portale centrale...
...e nell’angolo destro una statuetta di “Cristo pietra angolare” sorretta da una colonnina
Accanto alla chiesa si erge con i suoi 33 metri il campanile del X secolo, costruito quindi prima del tempio. Si trattava di una torre militare che venne in seguito trasformata in campanaria
Scendiamo ora dei gradini per arrivare davanti ai tre portali. Sì perché curiosamente l’ingresso è leggermente ribassato rispetto al piano stradale
I due portali minori e gli archi interni del portale centrale sono decorati con motivi vegetali
Gli archi esterni del portale centrale, invece, ospitano un agnello con croce e delle formelle con i simboli degli evangelisti: leone alato, angelo, aquila e toro. Sopra l’Agnus Dei ecco il Cristo Pantocratore, la Madonna e San Giovanni Battista accompagnati da apostoli e angeli
Ai lati del portale centrale due leoni stilofori, consumati dal tempo, schiacciano due telamoni...
...qui raffigurati come uomini ricurvi sopraffatti dalla propria superbia
I leoni sono detti stilofori perché ciascuno sostiene una colonnina (stylos) che a sua volta regge un grifone...
...creatura mitologica metà aquila e metà leone disposto a guardia dell’edificio
Varcando l’ingresso, ci accoglie un ambiente a croce latina...
...che si sviluppa su tre navate che culminano in tre absidi
Percorriamo la navata centrale, costeggiata da colonne con capitelli scolpiti con motivi vegetali, animali e figure umane e sovrastata, come il transetto, da una volta a capriate in legno
Di fronte a noi il ciborio, il baldacchino in pietra che sovrasta l’altare, che fu rifatto ex-novo nel 900 (sul modello di quello della Basilica di San Nicola di Bari) perché l’antico impianto era stato rovinato dalle apposizioni barocche
Dall’abside destro fanno capolino un dipinto del 1576 di Marco Pino da Siena raffigurante l’episodio evangelico dell’Adorazione dei pastori e due affreschi
Quello sulla destra, contemporaneo alla costruzione dell’edificio, è malmesso: si scorgono comunque le sagome di santi di cui non è nota l'identità
L’affresco sulla sinistra invece è del XIV secolo e rappresenta il martirio di San Sebastiano. Si distingue un soldato scagliare frecce contro il santo e, illuminata dalla finestra, la “Madonna con bambino”
Ci dirigiamo nell’abside sinistro, per ammirare da vicino le statue di San Rocco di Montpellier...
...e San Biagio di Sebaste, attuale patrono di Ruvo. Se la prima è in argento, la seconda fu realizzata nel 600 con la tecnica dell’”estofado de oro”: è in legno rivestito con lamine dorate e trattata in modo che sembri di oro
Per accedere all’ipogeo della Cattedrale passiamo da un’intercapedine al lato dell’ingresso
Lì dove fino agli anni 70 del 900 erano stipate migliaia di ossa umane, si trova un ambiente in cui convivono millenni di storia
Il luogo conserva una tomba peuceta dell’VIII secolo a.C....
e i resti di pilastri circolari e cruciformi della Cattedrale del Mille crollata nel 1088 a seguito di un terremoto
Della Ruvo romana sono invece conservate tracce di una domus: una colonna...
...parti di un grande mosaico di tipo geometrico...
...cisterne in cui si conservavano grano, acqua e vino