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Pane e Pomodoro, la spiaggia internazionale
Donne in topless, ragazzi dalla carnagione bianchissima, signori che parlano inglese in maniera fluente. Se vi capita di fare un giro a Pane e Pomodoro vi sembrerà di essere stati catapulati in un paese straniero. È qui infatti, nella spiaggia un tempo definita “dei baresi”, che studenti Erasmus, crocieristi e turisti giunti nel capoluogo pugliese da mezzo mondo si incontrano per abbronzarsi e farsi un bagno (foto di Antonio Caradonna)
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L'ingresso di Pane e Pomodoro, la spiaggia di Bari più gettonata tra i turisti che popolano la città
Entriamo in questo tratto di costa "internazionale" quando sono le 12: ci sono circa 400 bagnanti, la metà dei quali viene fuori dall'Italia
Ci imbattiamo in un gruppo di gitanti spagnoli, intenti a parcheggiare le loro mountain bike. «Siamo scesi stamattina dalla nostra nave da crociera - spiega uno di loro, il 25enne Enrique -. La sosta era "obbligata" dal tour previsto dalla compagnia, ma non ci è affatto dispiaciuto visitare il centro storico in bici e poi venire qui»
Salutiamo l'allegra combriccola, avvistando a poca distanza una famiglia russa che si sta sciacquando i piedi accanto a una fontana. Sono poco propensi a scambiare due chiacchiere, ma anche loro hanno l'aria di essere dei turisti in ferie
Ben più loquace è un'altra famiglia dell'est Europa che incontriamo nei paraggi: arrivano dalla Lituania. «Siamo in vacanza - racconta Casemiras, il capofamiglia, assieme alla moglie e alla figlioletta -. Avevamo voglia di visitare un posto sul mare dove si mangia bene: è stato fantastico vedere le signore che preparano la pasta tra i vicoli della città vecchia»
Continuiamo la passeggiata. Tra un ombrellone e l'altro fanno capolino alcune donne in topless, evidentemente straniere: difficilmente infatti le baresi si “svestono in pubblico” o perlomeno se lo fanno scelgono luoghi più appartati
Notiamo poi diversi bagnanti dalla carnagione bianchissima, cosa inusuale a queste latitudini, a luglio. C'è chi ha lo sguardo rivolto verso il telefonino...
..., chi scatta semplicemente una foto...
...chi legge un libro all'ombra di un alberello
Osserviamo una signora dai tratti nordici che sta comprando un paio di occhiali da un venditore ambulante di colore...
...e una donna africana intenta ad addobbare il capo di una turista con delle treccine. Perché qui a Pane e Pomodoro avviene l’incontro tra la Bari degli immigrati e quella dei turisti
Passiamo accanto a un ragazzino mulatto seduto sulla sabbia...
...mentre da lontano, sotto un ombrellone dai colori vivaci, due donne e un bambino dalla pelle nera ci scrutano sorridenti
A poca distanza da loro c'è Aga, 27enne polacca giunta a Bari assieme a un'amica con un volo low-cost. «Mi sono informata sulla città tramite Google - evidenzia la giovane donna -. Non mi aspettavo di trovare chissà quali attrazioni, ma per passare tre giorni di relax e buon cibo è una meta che va benissimo».
Ci viene poi in contro Buva, 24enne senegalese ospite di una famiglia barese nell'ambito di uno scambio interculturale. È in compagnia di due ragazze, una connazionale e l'altra italiana. «In questa spiaggia vedo più stranieri che persone del posto», chiosa il giovane
Incrociamo infine il bagnino, italiano ma anche lui di colore
«Siamo nella zona di mare balneabile più vicina al porto e alla stazione centrale - sostiene Alessandro, questo il suo nome -, ecco perchè i turisti che hanno fretta di farsi il bagno vengono qua. Alcuni di loro sono parecchio “vivaci”: esagerano con gli alcolici e si gettano in acqua a capofitto