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Mola, il teatro Van Westerhout

25 foto 14 March 2022

Un politeama di soli 200 posti, ma così raffinato da poter essere considerato uno dei più bei teatri della Puglia. È l’ottocentesco Van Westerhout, fiore all’occhiello di Mola di Bari, paese costiero a sud del capoluogo. L’edificio racchiude al suo interno una sala all’italiana decorata con fregi dorati, affreschi e dipinti che nella sua lunga storia (è tra le più antiche di tutta la regione) ha ospitato grandi personaggi quali Eduardo De Filippo, Nino Rota, Arnoldo Foà e Giorgio Albertazzi (foto di Valentina Rosati e Nicola Lasalandra)  

25 fotografie
Il teatro Van Westerhout si erge sulla via omonima a pochi passi dalla centrale piazza XX settembre e di fronte a Palazzo Pesce
Il teatro Van Westerhout si erge sulla via omonima a pochi passi dalla centrale piazza XX settembre e di fronte a Palazzo Pesce
L’edificio, costruito dall’ingegnere barese Vittorio Chiaia tra il 1887 e il 1890,  si presenta con un’elegante architettura neoclassica che contrasta con i due moderni fabbricati che lo affiancano
L’edificio, costruito dall’ingegnere barese Vittorio Chiaia tra il 1887 e il 1890, si presenta con un’elegante architettura neoclassica che contrasta con i due moderni fabbricati che lo affiancano
Il piano terra è contraddistinto da un bugnato liscio su cui si aprono i tre portali d'accesso a tutto sesto inquadrati da cornici modanate, stesso motivo ripreso dalle due finestre presenti ai lati
Il piano terra è contraddistinto da un bugnato liscio su cui si aprono i tre portali d'accesso a tutto sesto inquadrati da cornici modanate, stesso motivo ripreso dalle due finestre presenti ai lati
Una lastra marmorea con il nome del teatro e due medaglioni con maschere fa da cornice marcapiano. Oltre quest’ultima si innalza il livello superiore scandito da tre oculi archivoltati retti da doccioni modanati sovrastati da una merlatura che regge una mensola in pietra
Una lastra marmorea con il nome del teatro e due medaglioni con maschere fa da cornice marcapiano. Oltre quest’ultima si innalza il livello superiore scandito da tre oculi archivoltati retti da doccioni modanati sovrastati da una merlatura che regge una mensola in pietra
Il nome del teatro è quello del compositore Niccolò van Westerhout, nato a Mola nel 1857 da una famiglia di origine fiamminga
Il nome del teatro è quello del compositore Niccolò van Westerhout, nato a Mola nel 1857 da una famiglia di origine fiamminga
Dopo chiusure e rischi di abbattimento, il teatro venne ristrutturato all'inizio degli anni 70. Il 24 maggio 1973 fu proprio Eduardo De Filippo, che tanto si era prodigato per salvare la sala, a inaugurare la stagione di prosa...(foto di Mario Scarpetta)
Dopo chiusure e rischi di abbattimento, il teatro venne ristrutturato all'inizio degli anni 70. Il 24 maggio 1973 fu proprio Eduardo De Filippo, che tanto si era prodigato per salvare la sala, a inaugurare la stagione di prosa...(foto di Mario Scarpetta)
...portando in scena la sua opera “L'arte della commedia” interpretata da giovani artisti molesi (foto di Mario Scarpetta)
...portando in scena la sua opera “L'arte della commedia” interpretata da giovani artisti molesi (foto di Mario Scarpetta)
Ma è arrivato ora il momento di entrare. Ci ritroviamo così nel piccolo foyer
Ma è arrivato ora il momento di entrare. Ci ritroviamo così nel piccolo foyer
Una porta in legno bianca con modanature dorate e lo stemma della città di Mola ci permette di accedere alla platea
Una porta in legno bianca con modanature dorate e lo stemma della città di Mola ci permette di accedere alla platea
Quest’ultima pare un elegantissimo salotto impreziosito da stucchi e decori raffinati e avvolto da una calda atmosfera regalata dalla luce delle tante appliques sferiche in cristallo
Quest’ultima pare un elegantissimo salotto impreziosito da stucchi e decori raffinati e avvolto da una calda atmosfera regalata dalla luce delle tante appliques sferiche in cristallo
Ci incamminiamo lungo il corridoio centrale che separa le sei file di comode poltrone in velluto rosso numerate
Ci incamminiamo lungo il corridoio centrale che separa le sei file di comode poltrone in velluto rosso numerate
Tutto intorno una serie di snelle colonnine regge il primo ordine di palchi, delineando una sorta di spazio perimetrale che circonda il parterre
Tutto intorno una serie di snelle colonnine regge il primo ordine di palchi, delineando una sorta di spazio perimetrale che circonda il parterre
Alzando lo sguardo restiamo incantati dal ripetuto colpo d'occhio circolare dei piani superiori
Alzando lo sguardo restiamo incantati dal ripetuto colpo d'occhio circolare dei piani superiori
I parapetti sono decorati con fregi in oro e riquadri con maschere e fiori
I parapetti sono decorati con fregi in oro e riquadri con maschere e fiori
Sulla balaustra del palco centrale del secondo ordine fa bella mostra di sé, su uno scudo coronato circondato da foglie di alloro, l'antico simbolo della città di Mola: la civetta
Sulla balaustra del palco centrale del secondo ordine fa bella mostra di sé, su uno scudo coronato circondato da foglie di alloro, l'antico simbolo della città di Mola: la civetta
Sul soffitto invece colpiscono i celestiali colori del dipinto raffigurante Apollo e le Muse riportati al loro splendore nel 1972 da Giovanni Stramaglia durante i restauri
Sul soffitto invece colpiscono i celestiali colori del dipinto raffigurante Apollo e le Muse riportati al loro splendore nel 1972 da Giovanni Stramaglia durante i restauri
Le figure allegoriche, create da Menotti Greco e dal pittore barese Nicola Colonna, siedono su delle nuvole tra piccoli angeli e festoni floreali
Le figure allegoriche, create da Menotti Greco e dal pittore barese Nicola Colonna, siedono su delle nuvole tra piccoli angeli e festoni floreali
Raggiungiamo infine il palcoscenico. Quest’ultimo è inquadrato in un ampio arco finemente decorato con ai lati figure allegoriche di putti e donne chiuse in alto da un fregio vegetale che delimita il loggione
Raggiungiamo infine il palcoscenico. Quest’ultimo è inquadrato in un ampio arco finemente decorato con ai lati figure allegoriche di putti e donne chiuse in alto da un fregio vegetale che delimita il loggione
Ma a lasciare meravigliati è il telone del 1888 realizzato da Domenico Battista, azionato ancora manualmente. Qui è raffigurata la “Danza degli amorini” del pittore seicentesco Francesco Albani
Ma a lasciare meravigliati è il telone del 1888 realizzato da Domenico Battista, azionato ancora manualmente. Qui è raffigurata la “Danza degli amorini” del pittore seicentesco Francesco Albani
Al centro della scena dei graziosi angioletti ballano in cerchio attorno a un albero su un paesaggio lacustre con delle colline sullo sfondo
Al centro della scena dei graziosi angioletti ballano in cerchio attorno a un albero su un paesaggio lacustre con delle colline sullo sfondo
Ritorniamo all’ingresso e, attraverso le scale laterali, saliamo ai piani superiori. Ci imbattiamo subito nell’antica porta della biglietteria...
Ritorniamo all’ingresso e, attraverso le scale laterali, saliamo ai piani superiori. Ci imbattiamo subito nell’antica porta della biglietteria...
e, dopo qualche gradino, ci ritroviamo nel corridoio scandito dalle porte numerate dei palchi laterali
e, dopo qualche gradino, ci ritroviamo nel corridoio scandito dalle porte numerate dei palchi laterali
Varcando uno degli accessi possiamo osservare più da vicino...
Varcando uno degli accessi possiamo osservare più da vicino...
...i raffinati capitelli dorati delle colonne opera del beneventano Ernesto Giaquinto e i sinuosi bracci delle lampade
...i raffinati capitelli dorati delle colonne opera del beneventano Ernesto Giaquinto e i sinuosi bracci delle lampade
E sporgendoci oltre la balaustra in ottone riusciamo ad ammirare in tutta la sua bellezza questa preziosa sala, lì dove risuona ancora oggi il nome di Niccolò van Westerhout
E sporgendoci oltre la balaustra in ottone riusciamo ad ammirare in tutta la sua bellezza questa preziosa sala, lì dove risuona ancora oggi il nome di Niccolò van Westerhout