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Mola, il magnificente Palazzo Roberti
MOLA DI BARI – Volte riccamente affrescate, dipinti con scene mitologiche e alti soffitti in legno che adornano una labirintica serie di stanze e saloni. Sono i magnifici interni di Palazzo Roberti, imponente edificio settecentesco che da più di due secoli domina la centrale piazza XX Settembre nel cuore di Mola di Bari (foto di Nicola Lasalandra e Valentina Rosati)
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Palazzo Roberti svetta sulla centrale piazza XX Settembre di Mola di Bari
Si sviluppa su tre livelli scanditi da lesene e cornici marcapiano...
...che dividono la vasta serie di finestre, alcune con architravi decorati con conchiglie e volute
Il corpo centrale è costituito dal portale ad arco a tutto sesto che racchiude il massiccio portone in legno, il tutto inquadrato da colonne in stile ionico e da lesene binate che sostengono un balcone mistilineo in ferro
Non ci resta ora che entrare. Raggiungiamo così il cortile...
...dove balza subito agli occhi lo scalone monumentale a tre ordini di matrice napoletana alla “Sanfelice” che conduce ai piani superiori
Saliamo le rampe di scale fino a una malandata porta in legno che dà accesso al piano nobile
Qui le buie sale sono illuminate soltanto dalla luce proveniente dalle finestre ma, accendendo dei faretti e alzando lo sguardo al soffitto, ci ritroviamo davanti a qualcosa di davvero sorprendente
Ad accoglierci è un maestoso dipinto che occupa l’intera volta della prima stanza che visitiamo. I finti e raffinati elementi architettonici disegnati in prospettiva dilatano verso l’alto le reali dimensioni dell’ambiente
Tra fregi e fini decori a dominare la parte centrale è proprio lo stemma della famiglia Roberti, sorretto da un putto e da due “vittorie alate”. Nello scudo è raffigurata una quercia, una fenice tra le fiamme ed un leone rampante
Da questa sala parte un percorso che si snoda per altri 28 ambienti divisi da porte in legno verdi impreziosite da fregi dorati
Tutti gli affreschi che ritroviamo al loro interno, eseguiti a tempera su pannelli di carta ancorati al soffitto, furono realizzati da maestri napoletani...
...guidati da Aniello d’Arminio (l’unico di cui si trova la firma su una volta) e rimandano ad alcune residenze nobiliari della provincia di Caserta
Alcuni purtroppo, a causa delle infiltrazioni, sono lacerati mostrando il nudo telaio ligneo superiore
Altri sono meglio conservati, come quelli presenti nell’ex biblioteca in cui predominano le immagini ispirate ai poemi mitologici di Omero e Virgilio
Nel riquadro centrale Mercurio e Apollo siedono sul monte Parnaso, in basso invece la musa Calliope regge tre libri: l’Iliade, l’Odissea e l’Eneide
Attorno alla scena otto ovali mostrano le raffigurazioni delle muse con in mano i loro attributi iconografici: maschere, strumenti musicali e pergamene
Piena di simboli arcani e rimandi alla cultura esoterica e massonica è invece la decorazione posta nella sala che un tempo fungeva da cappella privata
Al centro della volta San Michele Arcangelo calpesta un demone tra due donne svestite, alle estremità invece due aquile bicefale sorreggono degli ovali con rossi volti demoniaci e recipienti bronzei usati per abluzioni rituali
Sul perimetro un ricco festone ornato è arricchito da elementi vegetali, piccoli satiri, pavoni e chimere al di sotto dei quali sono raffigurati, in diverse forme geometriche, i segni zodiacali e personaggi del mito
Ci spostiamo infine nei due saloni principali dell’edificio. Nel primo il colore arancio delle pareti lascia spazio alle porte sormontate da alcuni riquadri con scene ispirate alla Teogonia di Esiodo e alle Metamorfosi di Ovidio
Ma è la volta superiore a richiamare ancora il nostro sguardo
Nell’elegante dipinto osserviamo un guerriero addormentato con alle spalle la dea Atena che, brandendo lo scudo, spezza la freccia scoccata dall'arco di Eros che piomba dal cielo seguito da Venere su un cocchio trainato da putti e colombe
Il secondo salone poi lascia davvero incantati. Parliamo di una vasta sala rettangolare di oltre 12 metri per 6...
...interamente adornata da medaglioni, eleganti cornici dorate...
...e fregi vegetali “addentati” da inquietanti maschere
Il tema ricorrente è sempre l’amore ispirato da poemi classici, vedi i riquadri con le raffigurazioni di Diana ed Endimione...
...o di Atena e Perseo
L’immensa volta a padiglione lascia poi davvero senza fiato per la sua magnificenza
Aniello d’Arminio ha qui creato l’idea di un soffitto ligneo a cassettoni suddiviso in riquadri...
...il tutto “sorretto” da finte mensole dove, sedute su degli architravi, troviamo figure femminili...
...assieme a putti tra vasi di fiori
Nella maestosa tela centrale dipinta ad olio sono invece raffigurate le principali divinità della mitologia greca
Si possono riconoscere Zeus seduto su un trono...
...Atena nei panni di un guerriero e Poseidone che brandisce il tridente. E ancora Dionisio tra tralci di vite e la dea Cerere con una corona di spighe di grano
Le figure sono avvolte in una grande nube che le separa dal mondo terreno, rappresentato da navi in avvicinamento e da bagnanti che danzano tra i flutti